POSTATO DA:
Stefano_Draems[img:00]http://www.harryweb.net/themes/HW9/images/meteo/sereno.png[/img:00]
Role Aperta da Opal_Saphirblue
POSTATO DA:
Opal_Saphirblue*Una scia celeste taglia violentemente la mattina buia, mentre delle agili gambe corrono rapide ed un lungo cappotto svolazzante tenta di riscaldare il corpicino che avvolge. La fuga ha inizio dal dormitorio femminile dei Tassorosso, lasciando un grumo di lenzuola giallo canarino accanto ad un micio dalla pelliccia carbone profondamente addormentato. Prosegue fuori dai sotterranei, per salire quindi sulle scalinate burlone e finalmente lanciarsi fuori dal Castello, in quel momento dimora di una opprimente atmosfera per la ragazzina. L'esile mano stringe forte una pergamena ingiallita e macchiata di colore, mentre sulle gote pallide scorrono lente lacrime cristalline.*
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*Chiunque avesse incontrato Opal almeno per un momento avrebbe affermato che fosse una strega allegra e briosa, dal carattere gioviale e scherzoso. Ma in quel momento nulla sembrava essere divertente o gioioso: tutta un tratto, la giovane pareva affondare in un abisso di confusione e disperazione.
Aveva deciso di riversare il suo pianto sulle rive del misterioso Lago Nero, luogo vasto ed inesplorato che fin da subito aveva tessuto un notevole fascino ai suoi occhi perlacei.
Fermò improvvisamente la sua corsa davanti ad un immenso salice piangente, spoglio e ricoperto di brina luccicante, mentre ansimava per lo sforzo, sedendosi sull'erba umida per contemplare la volta mattutina e calmare i suoi sensi. Anche se il secondo fine si proiettava difficile da risolvere.
Tutto era accarezzato da una tenue luce violacea, le falene svolazzavano malinconiche punteggiando lo sfondo di macchie scure e brizzolate, mentre l'alto canneto dipingeva un'ombra minacciosa ed aguzza.*
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*La giovane Tassa appoggiò mestamente la schiena alla ruvida corteccia, calando la testa fino ad appoggiare la fronte sulle ginocchia rannicchiate. Piccole gocce provenienti dai suoi occhi malinconici caddero sul cappotto, lasciando leggere macchie più scure. Del sorriso che solitamente rallegrava il viso della strega non v'era traccia, aveva fatto spazio a lacrime amare ed un'espressione affranta. I capelli leggermente arruffati erano sciolti e lucidi a causa del freddo, mentre le ciglia erano rigide per il gelo. Si asciugò velocemente le guance con le mani intorpidite. Osservò il cielo: il sole, ancora chiaro, pareva una sfera argentea che si rifletteva cristallina sullo specchio d'acqua scuro animato da flutti tranquilli provocati da qualche creatura marina. Uno spettacolo splendido.
La ragazzina sospirò, socchiudendo per un attimo gli occhi ed intensificando la presa sulla pergamena: in quel momento, tutte le sue risate erano un ricordo lontano, mentre la realtà si presentava così, triste e dolorosa.*
Perché...
POSTATO DA:
Melanie_Atherthon*Quel giorno un radioso sole invernale splendeva alto sopra al castello di Hogwarts, quindi Melanie decise di uscire sul lago a prendere una boccata d'aria, amava l'aria aperta, per lei ogni scusa era buona per uscire fuori. Il lago era forse il suo posto preferito ad Hogwarts, adorava il fruscio delle sue acque, il tutto circondato da magnifici salici piangenti e piante di vario tipo, che Melanie si dilettava a disegnare, tutto ciò lo rendeva ancora più perfetto di quanto non lo fosse già.
Trovava quel posto molto rilassante, quando ella ci si recava le piaceva leggere un libro, oppure chiudere gli occhi e sognare. Fu proprio quello che fece, si sdraiò sul verde e soffice prato, chiuse gli occhi è iniziò a sognare. Sognava di diventar adulta, e chissà, magari diventare un importante riferimento per il mondo della magia. Pensava al suo futuro così come al suo passato, al suo prezioso padre, ormai defunto da quando ella aveva soli sette anni, le mancava molto, quanto le sarebbe piaciuto avere un suo caloroso abbraccio,
"solo quando una persona non c'è più ti rendi conto di quante cose avresti voluto fare con essa, o quante cose avresti voluto raccontarle" pensava,
"ma la vita è colma di rimpianti, e che si voglia o no, sono fra le più brutte cose che possano esistere al mondo e portano tanto dolore e malinconia, eppure ormai è passato, non lo puoi più cambiare e ne resta solo che il confuso ricordo".
Con beatitudine ricordava i momenti passati all'aperto con il padre, quando le insegnava incantesimi o le raccontava le sue esperienze di vita che, nonostante la tenera età, ascoltava con interesse. Questi erano solo alcuni di una lunga serie di ricordi che aveva di lui*
*Melanie decise che, per il momento, aveva pensato abbastanza, si sollevò quindi da terra e optò per una passeggiata.
Poco dopo si imbatté in una ragazzina dagli occhi velati di mestizia, le dispiaceva molto per lei, non le piaceva vedere qualcuno soffrire. Vista la sua bontà di cuore decise di avvicinarsi a lei, anche se era un po' insicura, poiché non voleva sembrare ficcanaso o essere invadente. Tuttavia si avvicinò lentamente alla fanciulla, si sedette alla sua destra e le appoggiò una mano sulla spalla*
Ehy, va tutto bene? Perché piangi?
*La fanciulla aveva come un'aura grigia, la sua malinconia si percepiva fin da subito, Melanie pensava che sa avesse saputo il suo malessere, avrebbe potuto consolarla e aiutarla, sapeva bene come ci si sentiva a soffrire, la morte del padre le aveva lasciato un segno profondo, forse era per questo che aveva un certo tatto nel capire queste cose.*
POSTATO DA:
Opal_Saphirblue*Improvvisamente, una mano femminile calò sulla sua spalla. Opal sollevò lentamente il viso circondato da ciocche azzurre umide e segnato da profonde occhiaie grigiastre e solchi bagnati sulle guance. Era talmente sconvolta da non essersi nemmeno accorta della figura che si era avvicinata: era una faccia nuova, non aveva nulla di familiare. La osservò per un istante, studiandola con occhio critico: doveva trattarsi di una ragazzina del primo anno come lei a giudicare dall'altezza e i capelli corvini abbinati alla cravatta blu e bronzo si adattavano perfettamente ad una figlia di Rowena. Il rossetto scuro e le sopracciglia marcate le davano decisamente un aspetto insolito, ma Opal non aveva problemi a socializzare con le persone un po' strane. Del resto, lei era bizzarra come poche.
Si passò velocemente le mani sulle gote, per asciugare le prove del suo pianto: non voleva dimostrarsi così debole e fragile di fronte ad una sua coetanea. Nascose quindi la lettera ingiallita nella tasca interna del cappotto scuro e si giustificò frettolosamente.*
Niente, mi era entrato un Nargillo nell'occhio mentre facevo uno schizzo sulla pergamena, nulla di che...
*Si alzò in piedi, barcollando leggermente. Ravviò i suoi capelli turchini e lisciò le falde del coprispalle, per tentare un flebile sorriso alla sconosciuta.*
Non ti ho mai vista in giro, io mi chiamo Opal!
*Si presentò forse con un po' troppo entusiasmo, per cammuffare il tremore della voce e la gola che ancora singhiozzava. Ma aveva già ripreso il controllo di sé: quando si trattava di dissimulare le emozioni, la Tassetta se la cavava egregiamente.*
@Melanie_Atherthon