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POSTATO DA: Zack_Plans

SCOMPARTIMENTO

*Zack era uno studente di Serpeverde e, quell'anno, si prestava ad iniziare il suo ultimo anno scolastico.
Erano sette anni che il ragazzo dagli occhi azzurri cielo indossava quella divisa, che spesso aveva cambiato di taglia, e la cravatta dai colori verde e argento.
Quella mattina come ogni primo settembre si era svegliato alla buon ora, fatto colazione, e dopo aver inserito le ultime cose nel grande baule, si era diretto a Londra in compagnia della madre che si smaterializzò assieme a lui.
Il diciassettenne aveva spesso utilizzato quel tipo di “trasporto magico”, ma ogni volta riusciva e provare i bruttissimi effetti collaterali che però cercava di non mostrare esteriormente.
Zack era figlio di Rosie Palmer e Paul Plans, la donna era commessa in un negozio di abiti di lusso a Diagon Alley, mentre l'uomo non era altro che un giornalista della Gazzetta del Profeta che però possedeva un grandissimo segreto, un segreto che comprendeva un marchio impresso a vita sulla pelle e che dimostrava la sua lealtà al Signore Oscuro anche dopo tutti quegl'anni.
Zack era però diventato orfano di padre da qualche anno, quando alcuni Auror avevano ucciso l'amato genitori in un imboscata. Ci aveva sofferto moltissimo, ma non lo aveva mostrato a nessuno rimanendo impassibile e serio come sempre.
Quel ragazzo a Hogwarts era noto, oltre per l'essere uno dei prefetti della sua casata, per il suo carattere serio, solitario e anche burbero. Era stato educato con l'ideale Purosangue per eccellenza, cioè che i Babbani erano una razza inferiore e che i Nati Babbani e anche i Mezzosangue non avevano diritto alla magia e a frequentare la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.
Per quel motivo non aveva amici.
Arrivato a Londra, in particolare alla stazione dove si trovava il binario nove e tre quarti, fu felice nel vedere l'Hogwarts Exspress davanti a lui una volta oltrepassata la barriera di mattoni scuri.
Salutò velocemente la madre che lo aveva accompagnato fino a li e, in solitaria, si avvicinò al treno per sali e mettersi alla ricerca di un posto in uno dei numerosi scompartimenti. Diede uno sguardo all'orologio.
Mancavano pochi minuti alle undici di conseguenza molti scompartimenti erano già occupati. Ne superò alcuni semi vuoti dove notò alcuni ragazzi di Grifondoro seduti.
Detestava i Grifondoro, non si sarebbe mai seduto con loro.
Ne vide uno dove c'era un ragazzo che conosceva di vita.. ma era un Nato Babbano, passò oltre. Ne vide uno dove una figura a lui sconosciuta era seduta in solitaria, probabilmente dato l'aspetto era al suo primo viaggio sulla locomotiva scarlatta.
Aprì la porta scorrevole.*

Buongiorno.

*Affermò e, senza dire altro, si sedette vicino al finestrino solo dopo aver riposto il baule nell'apposito spazio riservato all'interno del piccolo scompartimento.*

Io sono Zack Plans.




BARRIERA

*Zack era uno studente di Serpeverde e, quell'anno, si prestava ad iniziare il suo ultimo anno scolastico.
Erano sette anni che il ragazzo dagli occhi azzurri cielo indossava quella divisa, che spesso aveva cambiato di taglia, e la cravatta dai colori verde e argento.
Quella mattina come ogni primo settembre si era svegliato alla buon ora, fatto colazione, e dopo aver inserito le ultime cose nel grande baule, si era diretto a Londra in compagnia della madre che si smaterializzò assieme a lui.
Il diciassettenne aveva spesso utilizzato quel tipo di “trasporto magico”, ma ogni volta riusciva e provare i bruttissimi effetti collaterali che però cercava di non mostrare esteriormente.
Zack era figlio di Rosie Palmer e Paul Plans, la donna era commessa in un negozio di abiti di lusso a Diagon Alley, mentre l'uomo non era altro che un giornalista della Gazzetta del Profeta che però possedeva un grandissimo segreto, un segreto che comprendeva un marchio impresso a vita sulla pelle e che dimostrava la sua lealtà al Signore Oscuro anche dopo tutti quegl'anni.
Zack era però diventato orfano di padre da qualche anno, quando alcuni Auror avevano ucciso l'amato genitori in un imboscata. Ci aveva sofferto moltissimo, ma non lo aveva mostrato a nessuno rimanendo impassibile e serio come sempre.
Quel ragazzo a Hogwarts era noto, oltre per l'essere uno dei prefetti della sua casata, per il suo carattere serio, solitario e anche burbero. Era stato educato con l'ideale Purosangue per eccellenza, cioè che i Babbani erano una razza inferiore e che i Nati Babbani e anche i Mezzosangue non avevano diritto alla magia e a frequentare la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.
Per quel motivo non aveva amici.
Arrivato a Londra, in particolare alla stazione dove si trovava il binario nove e tre quarti, fu felice nel vedere il muro di mattoni scuri che lo dividevano dall'Hogwarts Express.
Non rimase sorpreso nel vedere di non essere l'unico ad essere giunto li a quell'ora. Vide infatti una figura a lui sconosciuta che sembrava essere in contemplazione del muro... probabilmente si trovava al suo primo anno se non sapeva come varcare la soglia.*

Ti ci devi buttare contro.

*Affermò attirando l'attenzione.*

Oppure hai paura di non essere davvero degno della magia da poter superare la barriera?

*Domandò Zack con un leggero sorrisetto in volto.*




BINARIO

*Zack era uno studente di Serpeverde e, quell'anno, si prestava ad iniziare il suo ultimo anno scolastico.
Erano sette anni che il ragazzo dagli occhi azzurri cielo indossava quella divisa, che spesso aveva cambiato di taglia, e la cravatta dai colori verde e argento.
Quella mattina come ogni primo settembre si era svegliato alla buon ora, fatto colazione, e dopo aver inserito le ultime cose nel grande baule, si era diretto a Londra in compagnia della madre che si smaterializzò assieme a lui.
Il diciassettenne aveva spesso utilizzato quel tipo di “trasporto magico”, ma ogni volta riusciva e provare i bruttissimi effetti collaterali che però cercava di non mostrare esteriormente.
Zack era figlio di Rosie Palmer e Paul Plans, la donna era commessa in un negozio di abiti di lusso a Diagon Alley, mentre l'uomo non era altro che un giornalista della Gazzetta del Profeta che però possedeva un grandissimo segreto, un segreto che comprendeva un marchio impresso a vita sulla pelle e che dimostrava la sua lealtà al Signore Oscuro anche dopo tutti quegl'anni.
Zack era però diventato orfano di padre da qualche anno, quando alcuni Auror avevano ucciso l'amato genitori in un imboscata. Ci aveva sofferto moltissimo, ma non lo aveva mostrato a nessuno rimanendo impassibile e serio come sempre.
Quel ragazzo a Hogwarts era noto, oltre per l'essere uno dei prefetti della sua casata, per il suo carattere serio, solitario e anche burbero. Era stato educato con l'ideale Purosangue per eccellenza, cioè che i Babbani erano una razza inferiore e che i Nati Babbani e anche i Mezzosangue non avevano diritto alla magia e a frequentare la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.
Per quel motivo non aveva amici.
Arrivato a Londra, in particolare alla stazione dove si trovava il binario nove e tre quarti, fu felice nel vedere l'Hogwarts Exspress davanti a lui una volta oltrepassata la barriera di mattoni scuri.
Prima di salire sul treno chiese alla madre di badare al suo baule mentre lui andava ad indossare la propria divisa della quale andava davvero fiero.
Era fiero dei colori che rappresentava, in particolare della spilla da prefetto appuntata al petto che portava sempre, proprio sopra lo stemma della sua casa di appartenenza. Stava per tornare sul binario quando si scontrò con qualcuno.*

Ehy fai attenzione.

*Disse rivolto alla figura a lui sconosciuta.
Dall'altezza e dall'aspetto sembrava essere uno studente al suo primo viaggio verso Hogwarts.*