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POSTATO DA: Stefano_Draems

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Role Aperta da Sarah_Jonson




POSTATO DA: Annie_Jones

[CORRIDOI HOGWARTS]

*Il cielo sopra Hogwarts quella sera era meravigliosamente illuminato dalla luna. I teneri raggi argentei sfioravano ogni superficie a loro accessibile come i fianchi degli alberi spogli, le increspature del lago nero, le torri svettanti del castello e l’immensa chioma fitta della foresta proibita.
Sebbene, quello poteva essere considerato il periodo più deprimente nella Scuola, Annie_Jones non poteva definirlo altrettanto, poiché anche le stesse lezioni non smettevano mai di stupirla ogni giorno sempre di più, senza sosta. Vero era anche che Annie non riusciva ad eccellere in ogni materia ma, non si dava mai per vinta e ogni scusa era buona per cercare di mettersi bene in riga, con la consapevolezza che il suo impegno non era stato vano.
Annie aveva appena lasciato la Sala Grande, con lo stomaco pieno delle meravigliose pietanze degli elfi, quando si ritrovò a girovagare per i corridoi del castello, con l’intento di “esplorare” ancora ed ancora i suoi luoghi accessibili, stupendosi ogni volta che i suoi occhi incontravano gli sguardi pittorici dei quadri in movimento; c’era chi le rivolgeva un gentile saluto, chi invece sbuffava o chi non poteva stare troppo tempo dentro la propria cornice, allontanandosi per qualche minuto. Le labbra si distesero in un dolce sorriso divertito prima di voltare l’angolo e recarsi in un altro corridoio, altrettanto pieno di quadri e arazzi.

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Quello era il suo momento di puro svago, in modo da non pensare soltanto alle ore passate sui compiti e su libri enormi.
Mentre passeggiava, la piccola si soffermò a pensare a come aveva trascorso le vacanze di Natale. Si sentiva in collera con suo padre per aver deluso le sue aspettative. Era certa che il primo Natale da studentessa di Hogwarts l’avrebbe trascorso sola con lui, insieme come ogni anno. invece, la promessa venne letteralmente cestinata quando si trovò a fronteggiare il viso rigido e gli occhi da gatta della sua, allora, insegnante privatista, Suzanne. Non fu un bello spettacolo e non fu il Natale che aveva sperato di trascorrere e neanche sua sorella Margot avrebbe potuto metterla in salvo da quella gabbia.
Avrebbe potuto chiedere a qualche sua compagna di stanza di ospitarla, invece di sorbirsi le regole dittatoriali che le venivano imposte da quella donna acida e rigida come un manico di scopa. Invece, la lista delle sue amicizie strette a tal punto di farsi invitare in casa propria, era molto scarna. Perché suo padre le stava facendo questo? Ricordava il periodo in cui erano stati soli, giornate memorabili che trascorrevano tra un incantesimo di lui a qualche gnomo da giardino e un altro a sua sorella quando andava a trovarli, per solo il gusto di divertirsi.*

[TORRE DELL’OROLOGIO]


“Magari un giorno gli scriverò una lettera e forse capirà quanto male mi stia facendo.”

*Pensò la bambina dall’orgoglio ferito.
I lunghi capelli castani ondeggiavano sulla schiena. Camminava lentamente verso la Torre dell’Orologio, lo sguardo fisso di fronte a sé; la divisa era perfettamente in ordine, con il cravattino e il maglioncino posizionati praticamente in maniera perfetta sulla gonnellina, mentre le gambe fasciate in dei semplici collant neri erano infilate in ballerine nere che producevano un rumore sordo ad ogni suo passo. Per proteggersi dal freddo indossò il mantello nero e la sciarpa dei Grifondoro ben legata al collo.
I suoi grandi occhi verdi si guardarono un po’ intorno, non aveva mai fatto a caso a quel posto, o meglio, non gli aveva dato la giusta importanza. Eppure quel grande pendolo segnava lo scorrere del tempo, oscillando lentamente da una parte all’altra, accompagnando l’orda di pensieri, che fecero altrettanto nella sua piccola mente.
Odiava tornare in quella casa da quando c’era Suzanne e più di tutto odiava suo padre per averla “abbandonata” preferendo accanto quel mostro di persona.
Stava camminando tranquillamente per i fatti suoi, quando improvvisamente un rumore la scosse, facendola quasi saltare sul posto.*

E’ soltanto l’orologio.

*Sbatté gli occhioni più volte, sospirando di sollievo nel comprendere che non era nulla di pericoloso; non sapeva a cosa stava andando in contro, non era certa di chi avrebbe potuto incontrare, ma in un certo senso sperava di trovare qualcuno con cui poter parlare, qualcuno che l’avrebbe potuta ascoltare, magari consolare.*

Spoiler: @Sarah_Jonson




POSTATO DA: Sarah_Jonson

[Sala Grande - ore 20.30]


*Seppur la cena nella Sala Grande fosse terminata da ben mezz'ora Sarah Jonson si trovava ancora seduta al suo tavolo, senza un motivo preciso. Per quella sera aveva deciso di adattarsi alla cucina tipica inglese, aveva mangiato del Roast Beef insieme ad un contorno di patate tagliate a fette, così, mangiando le tornavano in mente i ricordi delle cene trascorse con la sua famiglia babbana a Londra, con l'unica eccezione che per cena aveva bevuto un bicchiere di Succo di Zucca, bevanda che di certo aveva iniziato a conoscere una volta entrata per la prima volta nel Mondo Magico, ad Hogwarts, e infine aveva mangiato dei biscotti con all'interno della deliziosa marmellata di fragole. Come ad ogni pasto gli Elfi Domestici si erano superati e la ragazza dai capelli rossi poteva di affermare di avere la pancia piena, aveva sempre ammirato quelle creature tanto affascinanti che con quel lavoro di squadra si davano da fare nelle Cucine, situate proprio sotto alla Sala Grande, e luogo in cui gli studenti non potevano andare, come diceva il Regolamento Scolastico.
Di certo la sua famiglia un pochino già le mancava, ma per fortuna era riuscita a trascorrere le vacanze natalizie con ognuno di loro e dopo questa breve pausa dalle lezioni era tornata insieme agli altri studenti fra i banchi di scuola del Castello. Alla ragazza piaceva studiare ed era contenta di poter riabbracciare anche gli amici, trascorrendo di nuovo con loro le sue giornate, altrimenti si sarebbe annoiata a rimanere chiusa nella sua abitazione londinese.
Le bastò scoccare uno sguardo verso la finestra per farla alzare dal suo Tavolo, guardandosi intorno erano pochi gli studenti che si erano trattenuti nella Sala Grande, il tempo quella sera non sembrava poi così terribile. Prese il suo zaino color azzurro appeso allo schienale della sedia su cui era precedentemente seduta, fece un cenno di saluto alle concasate che conosceva e si diresse velocemente verso le Scalinate, aveva voglia di uscire per fare una passeggiata serale da sola, poteva andare verso gli Esterni, avrebbe potuto trattenersi lì fino alle 21.30 dato che dopo quell'ora avrebbe rischiato di finire in punizione e non ci teneva proprio ad essere beccata da un Prefetto piuttosto che da un Insegnante lì fuori.*

[Torre dell'orologio - ore 20.41]


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*Aveva appena superato il corridoio del quarto piano quando si ritrovò davanti la Torre dell'Orologio, nonostante ci passasse spesso, ad esempio per andare ad Hogsmeade oppure per andare a lezione di Cura delle Creature Magiche, non si era mai fermata, in quei cinque anni di scuola ad osservarla con attenzione. Di quella Torre sapeva solo che era molto antica e per questo una caratteristica molto importante del Castello. Il pendolo, come sempre, stava oscillando lentamente e allo stesso tempo si poteva sentire il solito ticchettio di un comune orologio. La cosa non le era nuova, ma forse per qualcun altro sì. Era convinta di essere andata lì da sola e invece sentì qualcuno parlare, non era molto distante da lei. Doveva trattarsi di una ragazzina, lo capì dalla voce, così si avvicinò lentamente con il timore di spaventarla ulteriormente, finchè non si ritrovò una giovane che doveva essere al primo anno con la divisa invernale da Grifondoro, con dei capelli castani e degli occhi verdi, forse un po' più chiari rispetto a quelli di Sarah. Quest'ultima le sorrise gentilmente, decidendo di salutarla, le sembrava maleducato essersi avvicinata e poi andare via. Si schiarì leggermente la voce e poi le parlò continuando a sorridere, come se volesse in qualche modo rassicurarla.*

Oh, ciao. Tutto bene?

*Le disse con gentilezza, continuando a guardarla, forse doveva essere stato strano per la ragazzina essere stata salutata da una studentessa di Corvonero più grande di lei. Ricordava lei stessa che raramente gli studenti più grandi di lei quando era al primo anno le rivolgevano la parola e di certo la cosa non doveva essere cambiata. La Jonson però non era così, ogni tanto si offriva di aiutare i primini in qualche modo, dovevano trovarsi tutti un po' spaesati, soprattutto quelli Nati-Babbani come la rossa che non conoscevano nulla della magia perchè non le era stata trasmessa in alcun modo dai genitori, poichè babbani. Sperava di non averla intimorita e rimase ad attendere risposta, sperando che le sarebbe arrivata e che la undicenne di cui non conosceva il nome non sarebbe scappata via.*

Spoiler: @Annie_Jones,