Check
POSTATO DA: Cosetto_Silverwing

Duello tra harrycascio di Tassorosso e Fede93 di Serpeverde

Luogo: Platano Picchiatore, proprio alla sua base, fuori dal passaggio segreto...
Numero di interventi: 6 [1 introduzione; 4 di incantesimi (2 a testa); 1 conclusivo]
Primo post: harrycascio

E' ormai la fine dell'estate, e si sa che in questo periodo spesso si abbattono dei temporali anche violenti, senza preavviso. Ma quello che aspetta il nostro malcapitato Tassorosso non è solo un temporale, ma molto di più...Fede93 stava passeggiando nel sentiero verso il bosco, quando dal passaggio sotto il Platano Picchiatore vede uscire uno studente. Una probabile scappatella prima dell'inizio della scuola, avventata e pericolosa al tempo stesso, ma cosi carica di adrenalina che non provarci sarebbe stato un peccato...

Da Consigliere di Hogsmeade qual'è Fede93 non può permettere che le regole vengano infrante a proprio piacimento. Ma la goccia che fa traboccare il vaso è che quel ragazzo è harrycascio, suo arcinemico.

Merita una punizione ! Ora lì, sotto i pericolosissimi rami della pianta, può sfociare un duello senza precedenti tra due forze spaventose, due maghi esperti e capaci, due artisti del Duello...Sotto il temporale che imperversa, sfociato all'improvviso, e preavvisato da un tremendo tuono bene e male, luce ed ombra, libertà e giustizia si affronteranno una volta per tutte, in un esito quanto mai incerto. Chi sarà proclamato vincitore ? E chi vinto ? Solo il tempo sarà arbitro supremo, ai posteri quindi l'ardua sentenza e BUON DUELLO :!:



POSTATO DA: George_Harrison

Complotti del destino: poche persone sapevano davvero cosa fossero; ancora meno erano capaci di accorgersi del loro intervento, di riconoscerli. Sfortunatamente, io non facevo parte né dell’una né dell’altra categoria. Li conoscevo benissimo, avevo avuto a che fare con loro fin troppe volte nella mia vita. Eppure, nonostante avessi accumulato un’esperienza non indifferente a riguardo, quella mattina sull’estinguersi di Agosto non riuscii proprio ad immaginare che potessero diventare protagonisti della mia giornata.
All’apparenza, infatti, poteva sembrare la più classica delle mattine estive nella “Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts”. Avrei potuto gironzolare un po’ per il Castello, andare in biblioteca ad acculturarmi vista l’importanza dei M.A.G.O. che avrei dovuto ottenere alla fine dell’anno, uscire nel parco per respirare l’aria pulita ed osservare le svariate specie di animali che rendevano quel luogo ancor più affascinante e caratteristico. Tuttavia, da poco meno di un giorno a quella parte, una strana scoperta aveva modificato i miei piani e le mie abitudini, portandoli dal livello “SICURO-CORRETTO” a quello “PERICOLOSO-SBAGLIATO”.

Da tipico Tassorosso, in sei anni di studi nella famigerata Scuola non ero stato protagonista di molte vicende pericolose ed equivoche, a parte qualche duello con altri studenti, ultimo quello di non molto tempo prima nella bottega di Olivander contro il Grifondoro Nadal Skett. Di conseguenza, ciò che stavo facendo in quei giorni era alquanto atipico ed inaspettato, anche se non avevo mai mostrato timore di mettere in gioco me stesso e il mio valore per effettuare particolari azioni degne di nota.

Di tutti questi pensieri neanche uno era presente nella mia testa quella mattina; al contrario, la spensieratezza e la voglia di fare caratterizzavano il mio essere. Quando mi svegliai, per l’incontro tra i miei occhi socchiusi e i raggi del sole, pensai subito a raggiungere la meta desiderata così che, automaticamente, tutti i muscoli erano pronti a compiere le solite azioni di un giovane mago appena sveglio che a momenti sarebbe dovuto uscire all’aria aperta. Mi alzai, constatai che erano le 11 in punto e mi diressi in bagno. Impiegai poco tempo per sciacquarmi il viso con l’acqua fredda, tipica mia azione per riprendermi dallo stato sonnolento, lavarmi i denti e dare una sistemata ai capelli, non che mi aspettassi chissà quale grande risultato conoscendo la loro quasi inesistente volontà di mantenere l’ordine. Dopo 5 minuti avevo già indossato la mia divisa giallo-nera del Tassorosso e preso la bacchetta, così che ero pronto a varcare la soglia del dormitorio maschile e, successivamente, quella della Sala comune.

Fino a quel momento poteva sembrare tutto normalissimo, potevano essere le solite azioni di chi era arrivato qualche giorno prima dell’inizio delle lezioni a Scuola e voleva gironzolare un po’ per il Castello. A dir la verità, il vero motivo che mi aveva spinto a precipitarmi lì così presto era un fortissimo sentimento di nostalgia, ancor prima che dei miei amici, di quel luogo, di quelle mura, delle scale ballerine, dei quadri in movimento. Da quattro giorni, quindi, andavo girando per Hogwarts rivisitando i soliti posti che avevano reso i miei sei anni di studi davvero meravigliosi.
Quello che mi era capitato il quarto giorno, però, aveva stravolto i miei piani, proprio quando mancavano solo 72 ore all’inizio delle lezioni, all’arrivo di tutti gli studenti, vecchi e nuovi.

Mentre camminavo quanto più tranquillamente possibile lungo il bosco, nei pressi del Platano Picchiatore, il gigantesco albero magico che ha terrorizzato con i suoi bruschi movimenti generazioni e generazioni di studenti, il verso di un animale aveva catturato la mia attenzione. Mi ero voltato verso la zona di provenienza del suono cercando di capire che animale avesse emesso quel verso ottenendo però il nulla. Subito dopo, un movimento tra le foglie di un cespuglio lì vicino aveva presagito la comparsa dell’atteso animale. Come previsto, l’istante successivo un cucciolo di drago era spuntato dalle foglie e, zoppicando, stava cercando di raggiungere il buco nascosto del Platano, che solo pochi studenti sapevano conducesse alla Stamberga Strillante, nota tra il popolo magico come la casa più infestata di spiriti di tutta la Gran Bretagna. Io ero a conoscenza di quel passaggio segreto e del pericolo che si correva se si cercava di raggiungerlo senza bloccare gli spessi e robusti rami del secolare albero; oltre a ciò, sapevo anche come immobilizzarlo; il tutto grazie alle mie forti amicizie con maghi che ad Hogwarts occupavano ruoli quantomeno importanti.

Avendo visto il cucciolo che si avviava verso le radici dell’albero mi ero preoccupato subito per la sua salute e, deciso ad evitare che gli succedesse qualcosa di brutto, mi ero concentrato per avvistare il giusto punto dell’arbusto da tenere premuto per immobilizzarlo. Dopo averlo individuato avevo subito estratto la mia Bacchetta, l’avevo puntata contro un ramoscello alla base di un cespuglio e con un Incantesimo di Librazione avevo fatto volare quest’ultimo sul punto desiderato. Nell’istante successivo anche il lento fruscio delle foglie del Platano era terminato: l’avevo bloccato alla perfezione. Fu così che il piccolo drago, sempre zoppicando vistosamente, aveva potuto raggiungere il buco nascosto tra le radici dell’albero, senza essere ostacolato da quest’ultimo. Avrei voluto seguirlo e provare a curare la ferita che lo costringeva a zoppicare ma vista l’ora tarda e l’imminente scomparsa del sole presagita da numerosi nuvolosi neri che lo stavano circondando mi avevano convinto a lasciar perdere quell’avventura, almeno per quel giorno.

Ecco svelata la meta della mia uscita mattutina e il motivo della mia volontà di addentrarmi in questioni complicate che mi avrebbero fatto correre non pochi rischi.
Quella mattina ero diretto proprio alla Stamberga Strillante, volenteroso di aiutare quel cucciolo di drago, consapevole di quanto errate fossero le storie di fantasmi che caratterizzavano quel luogo ma non del pericolo che correvo e speranzoso di ritrovare il piccolo animale lì dove si era diretto il giorno prima. Con la mente impegnata a rivivere la giornata precedente, in particolare la parte finale, la più importante, avevo raggiunto già un punto del parco da cui si poteva scorgere il gigantesco albero. Ero quindi partito dai Sotterranei, dove si trovava la nostra Sala Comune, avevo superato il portone d’ingresso della Scuola ed a quel punto avevo quasi raggiunto l’obiettivo.
Mi avvicinai ancora di più al Platano e raggiunto il punto adeguato da cui far volare un ramoscello sulle radici dell’albero capaci di immobilizzarlo mi voltai per controllare che nessuno fosse nelle vicinanze. Non avvistai nessuno; respirai profondamente e dissi a voce bassa.

“Draghetto, stai tranquillo. Ora arrivo io a prendermi cura di te!”

Pronunciare quelle parole valeva di più che pensarle solamente. Una sorta di auto-convincimento e presa di coscienza dei propri mezzi si immise nel mio sangue: era giunto il momento di andare.
Ripetei le azioni della sera precedente, posizionando un sottile ramo tra i rami dell’albero, nella posizione perfetta per raggiungere il passaggio segreto. Mi misi a correre e giunto alla giusta distanza dal tunnel mi ci tuffai con le braccia avanti. Uno strano rumore proveniente dall’esterno, da cui ero appena scappato, mi tolse tutta la curiosità che avevo nell’osservare la Stamberga Strillante sostituendola con preoccupazione per chi o cosa fosse stato la fonte di quel rumore misterioso. Ero arrivato alla fine del tunnel ma non ero assolutamente interessato a continuare la mia avventura.

Quel rumore funse da calamita, così mi voltai e decisi di risalire il tunnel con l’intenzione di assicurarmi che nulla di pericoloso fosse vicino al Platano. Strisciando a gattoni raggiunsi l’uscita ma mi bloccai sulla soglia, consapevole del rischio che stavo per correre. Lì fuori poteva celarsi un qualunque Professore della Scuola, o uno studente, o qualche addetto del Ministero della Magia che per chissà quali ragioni doveva ispezionare quella zona. Di certo la visione di un mago diciassettenne che spunta da un passaggio segreto nascosto sotto un albero secolare avrebbe destato quantomeno sospetto. Eppure non c’erano soluzioni alternative, non volevo assolutamente nascondermi. Inevitabilmente balzai all’esterno del tunnel e atterrai a qualche centimetro di distanza dalle folte radici del Platano. Sollevai il capo e distinsi una figura che non mi sarei mai aspettato di vedere, la cui visione mi rese tutt’altro che felice.
Un ragazzo di media altezza con occhi e capelli castani stava fissando proprio nella mia direzione. Federico Lazzeri, un giovane del settimo anno di Serpeverde, mi guardava con sguardo allo stesso tempo sprezzante e soddisfatto, come a voler sottolineare il suo grande merito si avermi trovato in quella situazione e la mia inesperienza nell’essermi fatto sorprendere. Quando i nostri occhi si incontrarono ebbi come la sensazione di immergermi in un Pensatoio colmo di ricordi più o meno recenti. Avevo a che fare con uno studente come me, che si poteva considerare tutto tranne che “amico”. Negli anni precedenti ci eravamo trovati in diverse situazioni tali da rendere il nostro rapporto un po’ come quello tra Battitori e Bolidi. La prima volta che ci fu un diverbio tra noi accadde al secondo anno quando, durante una lezione del Professor Mavero, ci rubammo degli ingredienti per le pozioni a vicenda, finendo per essere puniti entrambi. Da quel momento ogni occasione era buona per sbeffeggiarsi l’un l’altro. Sembrava che quell’incontro fosse stato programmato da chissà quale divinità, un vero e proprio “complotto del destino”. Indipendentemente dal nome di quella divinità lo scontro pareva inevitabile.

Improvvisamente il cupo suono di un tuono in lontananza parve presagire un temporale. Entrambi, contemporaneamente, guardammo verso l’alto. Io, però, abbassai la testa verso di lui, pronto a parlare, utilizzando la materia in cui mi ero sempre distinto: la dialettica. Quando si trattava di ragionare con le parole, di esprimere concetti o trovare soluzioni ero sempre il primo a farlo. Era una grande capacità, anche se in quella situazione, almeno inizialmente, sembrava essere alquanto inutile. Iniziai a parlare, come se io non fossi mai uscito da quel tunnel.

“Carissimo! Cosa ci fai da queste parti? Avevi appuntamento con qualche tuo amico Mangiamorte? A quanto pare il nostro settimo anno non è ancora iniziato eppure ti mobiliti già per trovarti un futuro prospero e felice, un futuro adatto a te… Sei davvero un mago con la testa sulle spalle!”

La mia voce risuonò forte nell’aria fresca del parco, risultando ironico e beffarda, nonostante quello in torto fossi io. Attesi la risposta, mentre la mia mano destra si stringeva sempre più forte alla Bacchetta sotto la divisa.



POSTATO DA: Frederick_Nott

[color=black:d0310bb184]Una pietra color vermiglio era davanti a me, finalmente ero riuscito a creare una pietra filosofale, il sogno di una vita, che era iniziato fin dalla mia gioventù, quando il mio defunto nonno, per coltivare le mie ambizioni, mi aveva regalato un vecchio e polveroso libro di alchimia, era finalmente realizzato. Mi apprestai a prenderla e appena la sfiorai tutto intorno a me iniziò a sfocarsi, fino a diventare tutto nero.
Aprii gli occhi, la lieve luce della mia camera, emanata da lampade rotonde e verdastre, mi diede fastidio, facendomi sbattere le palpebre repentinamente.[/color:d0310bb184]

*Era solo un sogno…*

Pensai tristemente, alzando gli occhi verso le tende smeraldine del mio letto a baldacchino. Mi stiracchiai nel mio letto, e indossate le infradito, mi diressi verso il bagno della Sala Comune, in cui feci una doccia e mi lavai i denti.

“Che ore sono?”

Domandai ancora un po’ addormentato a Mark Black, uno studente del primo anno, mio compagno di stanza, che dopo essersi lavato anche lui i denti mi rispose, guardando il suo orologio da polso:

“Sono le dieci e mezzo… il buongiorno è un optional eh?”

[color=black:d0310bb184]Lo ignorai completamente: durante la mattina, infatti, ero solitamente scontroso e facilmente intrattabile, soprattutto se un bel sogno si era interrotto proprio sul più bello. Mi diressi poi, nuovamente in camera, dove indossai, ancora con i capelli bagnati dalla doccia, l’uniforme scolastica verde-argento.
Dopo aver fatto una ricca colazione in Sala Grande, andai a fare una passeggiata per rilassarmi nei giardini di Hogwarts, delle nubi nere, portatrici di pioggia, intanto, si avvicinavano minacciose alla scuola.
Percorsi poi i confini della Foresta Proibita, provando di immaginarmi cosa vi si nascondesse, certi dicevano che era popolata da licantropi, altri, invece, pensavano che lì vi abitasse una tribù di giganti, io non avevo mai voluto saggiare la veridicità di queste voci, sia perché pensavo che fossero solo leggende, sia perché avevo una maledetta paura di essa; il coraggio non era una mia grande qualità.
Dopo una decina di minuti mi fermai, mi trovavo dinanzi al Platano Picchiatore, un albero molto violento che si trovava nel bel mezzo del cortile, isolato. Ma quella mattina sembrava tutt’altro che violento, anzi, era estremamente calmo.[/color:d0310bb184]

*Sta per venire un temporale, meglio che ritorni in Sala Comune…*

[color=black:d0310bb184]Pensai guardando il cielo che si ricopriva di nubi. Distratto, proseguendo verso il secolare albero, inciampai in una radice di una quercia, il capitombolo provocò molto rumore, visto che ero caduto su un cespuglio.
Mentre mi stavo rialzando, notai conficcato nel nodoso albero un ramoscello, che probabilmente stava bloccando i movimenti di esso, e un’apertura alla base del tronco.[/color:d0310bb184]

*Qualcuno sta cercando di fare il furbo.*

[color=black:d0310bb184]Riflettei ridacchiando, mentre mi portavo la mano destra sulla tasca dove tenevo la mia bacchetta d’abete lunga 12 pollici e mezzo, con anima di un frammento di ala di un Petardo Cinese, un drago proveniente dalla Cina, contraddistinto da un colore rossastro. Se fosse stato un Serpeverde avrei l’asciato correre, ma se si fosse trattato di uno studente appartenente a una delle altre tre case, non avrei esitato a portarlo con me dinanzi al Preside con l’intenzione di far togliere punti alla sua casa o peggio a farlo espellere: era, infatti, severamente proibito varcare i confini della scuola.
Mi appostai allora, davanti al Platano, pronto ad estrarre la bacchetta se tentava di farmi resistenza.
Dall’apertura nel tronco però non vi sbucò un normale studente, davanti a me c’era Harry Black, mio coetaneo, appartenente alla casa di Tosca Tassorosso. Con lui avevo una grande rivalità. Tutto era iniziato il nostro secondo anno, durante la lezione di pozioni del professor Mavero Abraxas, lì ci eravamo bisticciati, rubando l’uno gli ingredienti dell’altro. Poi, con il mio fidanzamento con la Tassorosso, Luna Stewart, i nostri incontri si erano intensificati, dovendo io accompagnarla presso l’entrata suo dormitorio, e lì noi non badavamo a privarci della regolare frecciatina o di un‘occhiataccia fiammeggiante. Tutto, però, si era fermato lì: infatti, con lui non avevo mai tentato di provocare un duello, sia per codardia, sia perché non avrei avuto una giustificazione per salvarmi da una punizione. Ma al momento ero sicuro di me: infatti avevo sia una giustificazione, visto che il Tassorosso aveva varcato i confini di Hogwarts, e, poiché Nadal Skett era quasi un fratello per me, lui mi aveva rivelato che nel duello la bacchetta di palissandro di Harry aveva avuto qualche problema ad eseguire gli incantesimi, ciò mi garantiva una certa superiorità nei suoi confronti, che mi permetteva di superare la paura di un eventuale scontro.
Gli rivolsi uno sguardo sprezzante e soddisfatto e mi leccai le labbra, mentre mi pregustavo già il duello ormai inevitabile.

D’un tratto un tuono interruppe i miei pensieri, rivolti all’inevitabile duello, i nostri occhi si voltarono a contemplare il cielo, da cui un temporale a momenti si sarebbe scatenato.[/color:d0310bb184]

“Carissimo! Cosa ci fai da queste parti? Avevi appuntamento con qualche tuo amico Mangiamorte? A quanto pare il nostro settimo anno non è ancora iniziato eppure ti mobiliti già per trovarti un futuro prospero e felice, un futuro adatto a te… Sei davvero un mago con la testa sulle spalle!”

Le sue parole mi fecero volgere lo sguardo verso di lui, che era così pieno di sè, e gli sorrisi.

“Mi dispiace deludere le tue aspettative Harry, ma a causa del mio status di sangue non proprio puro, non sono il benvenuto tra di loro…”

Risposi io grattandomi i capelli. Notai che il Tassorosso si stava accingendo a prendere la sua bacchetta, io, allora, feci una risata agghiacciante e gli domandai:

“Prima oltrepassi i confini di Hogwarts, e ora vorresti attaccare un Consigliere di Hogsmade… In cerca di una sana espulsione per caso?”

Estrassi rapidamente la mia bacchetta di abete glie la puntai contro, ma non pronunciai alcun incantesimo, bensì storsi la testa verso destra e, facendo una smorfia dispiaciuta, dissi:

“Harry, Harry, Harry… Ma tu rischi anche l’accusa di essere un vandalo… Non ti preoccupare, non sono così crudele: rimedierò, infatti, io alla tua mancanza di rispetto verso questo prezioso albero secolare.”

A quel punto indicai con la mia bacchetta il ramoscello, conficcato nel tronco del Platano Picchiatore, e fulminando Harry con lo sguardo sibilai:

“Danza per me Tassorosso… Accio ramoscello!”

[quote:d0310bb184]ACCIO
Descrizione: utilizzato per attirare a sé gli oggetti
Tipo: incantesimo generico
Durata: istantanea
Consigliato: per richiamare armi durante un duello oppure una scopa volante per fuggire
Avvertenze: dato che serve ad attirare oggetti che si trovano sia vicini che lontani, è evidente che maggiore è la distanza della cosa da richiamare maggiore dovrà essere la concentrazione
Livello Richiesto: 1[/quote:d0310bb184]

[color=black:d0310bb184]L’incantesimo d’appello richiamò verso me il piccolo legnetto. I rami del Platano, come per sgranchirsi, si mossero, sulla mia faccia comparve un sorriso soddisfatto per il risultato ottenuto, la mia ipotesi era vera: era stato, infatti, quel piccolo oggetto a bloccare temporaneamente il maestoso albero secolare, fatto piantare dall’ormai defunto preside, Albus Silente, nel 1971 nei giardini del castello.
Iniziai, allora, a giocare con il ramoscello, come se fossi una majorette.
Improvvisamente l’albero con uno dei suoi rami frustò la terra vicina alla mia destra, io deglutii spaventato. Lasciai allora cadere quel ramoscello e portai avanti a me la mia bacchetta, pronto per difendermi, sia dal Platano, che da Black.
Un lampo squarciò nuovamente il cielo e la pioggia iniziò a cadere su di noi... Il nostro scontro era appena cominciato…[/color:d0310bb184]




POSTATO DA: George_Harrison

Le mie parole diedero inizio al duello tra me e il Serpino, ma solo alla parte verbale. Infatti, dopo aver surriscaldato l’aria con le mie dichiarazioni alquanto offensive e irritanti toccava al mio avversario rispondere e, secondo il mio punto di vista, lo avrebbe fatto a parole, almeno inizialmente. Non dovette passare molto tempo prima che la mia constatazione si dimostrasse esatta. Federico si voltò verso di me con il sorriso sulle labbra e iniziò a parlare, dandomi una sana motivazione per cui i Mangiamorte non avrebbero potuto accoglierlo a braccia aperte. Parlava di “Status di Sangue”: sapevo benissimo cosa fosse, ma non avevo mai dato un vero senso, una grande importanza a quel termine. Tra tutte le cose che potevano contare per far variare la considerazione di una persona la discendenza, lo “Status” dei genitori era l’ultima cosa importante. Il motivo era semplice: non dipendeva da una tua volontà. Invece, era risaputo, tra i Mangiamorte era fondamentale essere un Purosangue, anche perché difficilmente nelle famiglie non “pure” nasceva qualcuno intenzionato a seguire le orme di Lord Voldemort, il più grande Mago Oscuro di tutti i tempi, la cui sete di potere e morte fu messa a tacere solo da Harry Potter il 2 Maggio 1998 al termine della celeberrima “Battaglia di Hogwarts”.

*Avrebbe potuto presentarsi come l’erede di Voldemort visto che entrambi non erano Purosangue. In effetti, però, con il cervello che si ritrova sarebbe stato difficile convincere gli altri simpaticissimi omini mascherati…*

Un ghigno divertito si formò all’angolo destro della mia bocca, proprio mentre il mio avversario riprendeva a parlare. Questa volta le sue parole si riferirono direttamente alla situazione in cui mi trovavo, motivo per cui catturarono la mia attenzione riportandomi alla dura realtà. Dopo avermi ricordato il reato che avevo appena commesso e il fatto che egli fosse un Consigliere di Hogsmeade, il villaggio magico che si raggiungeva attraversando il tunnel del Platano, estrasse velocemente la sua Bacchetta e me la puntò contro. Dopo pochi secondi, però, girò la testa verso destra, mostrandosi così non volenteroso a lanciarmi una Maledizione contro. Per quei pochi secondi mi si gelò il sangue. Il motivo non era legato a qualche mia mancanza virtù, quale, ad esempio, il coraggio, ma al semplice fatto che dal duello contro Nadal Skett del mese precedente in cui la mia Bacchetta di Palissandro aveva smesso di eseguire i miei ordini, non avevo avuto più occasione per constatare eventuali cambiamenti, anche se per tutti gli altri semplici Incantesimi che avevo effettuato durante quel periodo si era mostrata di nuovo un’ottima compagna.

Il mio coetaneo, a quel punto, tornò a parlare, forse perché era molto più capace a dialogare che a duellare. Anche in quell’occasione mi mostrò un’accusa che avrei potuto ricevere, quella di vandalismo nei confronti del platano secolare. Ma le sue parole non furono le protagoniste di quel momento. Infatti, l’istante successivo, vide lo svolgimento di un’azione che sconvolse i miei piani, oltre che la successione degli eventi di qualche secondo più tardi. Federico, con un Incantesimo di Appello, tolse il ramoscello atto ad immobilizzare il Platano Picchiatore, augurandomi di danzare per la sua felicità sotto i colpi sferzati dal gigantesco albero. Dal momento in cui il ramo raggiunse colui che l’aveva appellato la mia preoccupazione arrivò alle stelle. Mi aspettavo di tutto tranne che il ragazzo si accorgesse del valore del ramoscello e lo spostasse. A quel punto, però, mi colse un’improvvisa ispirazione: mi ricordai di una storia narratami da mia madre quando ero durante la mia gioventù che parlava di un grandissimo mago che in un episodio della sua vita in cui si era trovato ad affrontare un drago ferocissimo aveva utilizzato le sue abilità di giocatore di Quidditch per evitare i suoi attacchi.

Avevo una Scopa da sfruttare. Così, mentre mi concentravo per appellare la mia Firebolt, il Platano diede un chiaro segnale di voglia di guerra: un ramo alquanto spesso si schiantò a poca distanza dal Serpino, spaventando lui quanto me. Non potevo più rimanere fermo, dovevo agire. Così iniziai a correre nella direzione opposta all’albero, provando ad uscire dal suo raggio di azione. Un lampo squarciò l’aria circostante: questa volta non si trattava di un presagio infatti solo un secondo passò prima che migliaia di gocce di pioggia iniziassero a cadere sulle nostre teste e sul paesaggio circostante. Chiedendo sostegno alla dea della fortuna e sperando che l’arrivo della pioggia non peggiorasse l’umore dell’albero secolare estrassi la Bacchetta e proferii le parole necessarie ad appellare un certo oggetto:

“ACCIO FIREBOLT!”

[quote:13e3f7e0db]ACCIO
Descrizione: utilizzato per attirare a sé gli oggetti
Tipo: incantesimo generico
Durata: istantanea
Consigliato: per richiamare armi durante un duello oppure una scopa volante per fuggire
Avvertenze: dato che serve ad attirare oggetti che si trovano sia vicini che lontani, è evidente che maggiore è la distanza della cosa da richiamare maggiore dovrà essere la concentrazione
Livello Richiesto: 1[/quote:13e3f7e0db]

Mi concentrai al massimo sulla posizione della mia velocissima scopa, che sarebbe dovuta essere alla base del mio letto a baldacchino nel dormitorio maschile della mia Sala Comune. Il modo di uscire e raggiungermi l’avrebbe trovato di sicuro, sempre che io avessi scagliato l’Incantesimo a dovere.
Nel frattempo dovevo concentrarmi sulla realtà, altrimenti un colpo al torace di un ramo del Platano avrebbe potuto compromettere il proseguimento del duello. Mentre continuavo a correre voltai la testa per cercare di capire cosa stesse combinando il secolare albero. Alcuni rami si intersecavano provocando una sorta di vertice che si spingeva in direzione di Federico. La pioggia continuava a cadere in maniera costante e ossessiva e ad essa si era aggiunta un forte vento che produceva diversi fischi, oltre al fruscio delle foglie dell’albero. Un altro ramo si scagliò aggressivo vicino al ragazzo che cercò di…

“SBAM!”

Fui catapultato in avanti e mi ritrovai steso per terra, con la pancia rivolta verso l’alto, poco dopo aver dato una testata al terreno bagnato. Un “braccio” dell’albero mi aveva colpito gli stinchi e così con una capriola ero finito in quella sfavorevole posizione. Sarebbe potuto arrivare a momenti un altro ramo del Platano a completare l’opera, avrebbe potuto provocarmi chissà quali gravi lesioni ma il fischio del vento che si sentiva sempre più forte e si sovrapponeva al rumore della pioggia battente fece da anteprima ad eventi estremamente diversi. Sollevai il busto e voltai la testa all’indietro, nella zona da cui mi sembrava provenisse quel rumore. La visione di un manico di Scopa i cui colori e la cui lucentezza illuminavano il tetro sfondo del parco a cui la pioggia non lasciava scampo disegnò un ampio sorriso sul mio volto. Qualche secondo dopo ero in piedi e saltavo sulla mia Firebolt, pronto a spiccare il volo e ad allontanarmi il più possibile dal raggio di azione dell’immenso arbusto.

Volai sempre più su insieme alla mia fedele compagna: mi era costata un occhio della testa ma mai come in quel momento si era dimostrata un acquisto più che azzeccato. Ci dirigevamo verso le nuvole mentre dietro di noi suoni di frustate riempivano l’aria: l’albero sembrava non aver assolutamente voglia di arrendersi e lasciarci scappare. Raggiunta una certa altezza e una certa distanza dal pericolo virai sulla mia destra per cercare di inquadrare Federico e capire la sua situazione. Eccolo lì, intento a schivare con l’aiuto della Magia i colpi senza scrupoli del Platano.
Volevo avvicinarmi a lui, non per cercare di farlo cadere al suolo ed essere colpito dai potentissimi rami, piuttosto perché non avevo dimenticato che, ormai, era in atto un duello, ed il ruolo del codardo non faceva per me. Inoltre, in torto ero io ed una fuga non mi avrebbe avvantaggiato molto più che una sfida con le Bacchette. Fu così che decisi di sfruttare l’effetto sorpresa per cercare di batterlo. Per far ciò avrei dovuto volare molto vicino allo spessissimo tronco del Platano, dato che se mi fossi tenuto a distanza non ci sarebbero stati rami o foglie a nascondermi.

Non avevo assolutamente paura, cosa che non era poi tanto positiva. Impiegai due secondi per inquadrare bene la zona da attraversare in volo, dopodichè mi spinsi in avanti sulla mia scopa per ordinarle di accelerare in avanti alla velocità della luce. La cinquantina di metri che mi separava dall’obiettivo si stava riducendo in maniera incontrollabile: volavo a circa 220 km/h. Con il vento che mi fischiava fortissimo nelle orecchie staccai la mano destra dal manico per prendere la Bacchetta di Palissandro nella veste di Tassorosso, proprio mentre stavo per superare il Platano passando tra due rami in quel momento immobili che si distanziavano circa due metri.
L’attimo dopo un paesaggio totalmente diverso si era aprì dinanzi ai miei occhi, rivelandomi una scena quantomeno inaspettata.

Ero pronto con la Bacchetta a scagliare Incantesimi ma ciò che vidi mi costrinse a virare di nuovo verso l’alto. Federico aveva il suo catalizzatore magico già puntato verso di me e stava per lanciare chissà quale Maledizione, mentre un pesantissimo ramo si muoveva dall’alto verso il basso nella sua direzione. L’impatto sembrava inevitabile ma io non ebbi né il tempo né il coraggio per verificare se fosse accaduto oppure no, visto che la Bacchetta puntatami contro mi aveva convinto ad allontanarmi di nuovo dal Serpino.



POSTATO DA: Frederick_Nott

“ACCIO FIREBOLT!”

[color=black:4a8d046ed8]Quell’incantesimo di appello mi suonò strano: come poteva, infatti, compiere un incantesimo di appello una bacchetta come la sua, che non riusciva più ad eseguire più alcun incantesimo senza che qualcosa andasse storto.
L’espressione di Harry, però, fu per me come un fulmine a ciel sereno: sembrava, infatti, così sicuro di sé e della sua bacchetta, quasi come se ora il suo problema con essa si fosse completamente risolto.[/color:4a8d046ed8]

*C’è mancato poco.*

[color=black:4a8d046ed8]Pensai sospirando quando schivai il colpo di un nodoso ramo del secolare albero, che sembrava quasi come un colpo di frusta lanciato da un domatore di leoni babbano.
Non avevo molti problemi ad evitare quei colpi, che per me erano come quei bolidi, che tentavano in ogni partita di disarcionarmi dalla mia Nimbus 2001 quando con in mano la pluffa tentavo di segnare un punto per la mia squadra.
Guardai Harry, mentre schivava i rami dell’albero, e aspettava a gloria la sua Firebolt, neanche lui era male a schivare quei fendenti inferti dal platano, nonostante che il suo ruolo nella sua squadra di Quidditch, i Tassorosso, fosse quello di battitore, ottimo giocatore sia per precisione che per potenza, ma alquanto debole in agilità e velocità.
Ormai diventava sempre più difficile per me schivare i colpi di quel violento albero: i miei vestiti, infatti, erano sempre più bagnati e le mie scarpe si facevano sempre più motose, debilitando quindi la mia velocità, e costringendomi a indietreggiare sempre di più.

Un sibilo mi fece voltare, era la sua Firebolt, precedentemente da lui appellata, che sfrecciava velocissima nel cielo. Avrei potuto benissimo esiliarla con un incantesimo "relascio", ma non lo feci. Non capisco nemmeno ora il motivo della mia passata scelta, forse la voglia di mettermi alla prova con un nemico più avvantaggiato rispetto a me prevalse sulla mia fredda mente calcolatrice tipica da chi, come me, giocava molto spesso agli scacchi magici.

Harry, dopo essere stato colpito dal Platano Picchiatore agli stinchi si rialzò combattivo con un ampio sorriso in volto e cavalcò la sua scopa, togliendosi dalla portata del violento albero. Io lo fissai con disprezzo, mentre si allontanava, appena mi sarebbe capitato di nuovo a tiro glie l’avrei fatta vedere davvero brutta.[/color:4a8d046ed8]

”Non scappare codardo!”

Gridai, mentre lui non era più visibile nel cielo nero. Mi ero distratto troppo, udii un fruscio di foglie, che mi fece subito giustamente preoccupare.

“Anf… anf...”

[color=black:4a8d046ed8]Ansimai, sdraiato per terra, dopo essere stato colpito da un ramo dell’albero in pieno petto. La pioggia picchiettava insistentemente sul mio viso livido dal dolore, e il mio corpo, come se fossi un maiale, sguazzava nella fanghiglia, che il temporale aveva creato... Ero completamente sudicio, i miei capelli erano completamente sporchi di fango, la mia uniforme pure. La cosa mi rendeva alquanto nervoso: ero, infatti, un maniaco dell’ordine e della pulizia.
Mi voltai, nel disperato tentativo ti trovare qualcosa che potesse aiutarmi nello scontro, che potesse aiutare nello scontro. Accanto a me c’era solo lo stupido ramoscello che aveva dato origine alla furia del Platano, che al momento sembrava placata da quel colpo che mi aveva appena inferto, come se fosse soddisfatto di sé. Pensai allora a tutto ciò che avevo imparato nei miei anni scolastici, ma come potevo cavarmela contro la scopa più veloce del mondo?[/color:4a8d046ed8]

“Non ti scoraggiare se non vai bene in alcune materie… Tutti sanno fare cose bene e altre meno… non prendertela se non riesci a fare tutto.”

[color=black:4a8d046ed8]Le parole della defunta madre riaffiorarono tra i miei ricordi, e suonarono per me come una benedizione: infatti mi avevano appena suggerito cosa dovesse fare, ovvero sfruttare tutte le conoscenze che aveva nella materia in cui riusciva meglio, incantesimi: in quella branca della magia, infatti, non ero mai andato male, avevo ottenuto ai miei G.U.F.O. Eccezionale e mi ero sempre distinto in quella classe come uno dei migliori, che riusciva a compiere la maggior parte degli incanti al primo tentativo, in particolare mi destreggiavo con quelli di tipo fuoco.
Avevo già in mente cosa fare, ora mancava solo un elemento… il mio avversario.
Udii di nuovo quel sibilo provenire dal cielo, alzai lo sguardo, lui era lì con la sua scopa, venuto forse per sincerarsi che io stessi bene. [/color:4a8d046ed8]

”Harry ti sono mancato per caso?”

Domandai irriverente. Puntai, allora, la mia bacchetta d’abete verso il Tassorosso, e fissandolo con disprezzo, gridai:

“Incendio!”

[quote:4a8d046ed8][u:4a8d046ed8]INCENDIO[/u:4a8d046ed8]
Descrizione: incantesimo utilizzato per dare fuoco a qualcosa (o qualcuno, nel caso di utilizzo da parte di maghi oscuri molto spietati)
Tipo: incantesimo offensivo
Durata: istantanea
Consigliato: per impedire di muoversi al nemico accerchiandolo con un anello di fiamme (o procurargli delle gravi scottature)
Avvertenze: //
Livello Richiesto: 3[/quote:4a8d046ed8]

[color=black:4a8d046ed8]Fiamme color campanula fuoriuscirono dalla mia bacchetta con una potenza inaudita. Quello, che avevo appena lanciato, era il mio incantesimo preferito, e in cui potevo considerarmi un vero e proprio maestro nella sua esecuzione: infatti, oltre a saperlo liberare con una potenza inaudita, ero bravissimo anche a controllarlo. La bacchetta vibrò per l’intensità con cui l’avevo lanciato, ma non ero ancora convinto: come facevo, infatti, a battere la scopa più veloce del mondo con solo quell’incantesimo?
Allora puntando il mio catalizzatore magico contro la palla di fuoco che si avvicinava sempre più a Harry esclamai con vigore:[/color:4a8d046ed8]

“Alimentes Flames!”

[quote:4a8d046ed8][u:4a8d046ed8]ALIMENTES FLAMES [/u:4a8d046ed8]
Descrizione: permette di far raggiungere ad una fiamma dimensioni gigantesche
Tipo: incantesimo difensivo
Durata: fino a che si mantiene la concentrazione (ossia non si lanciano altri incantesimi)
Consigliato: per far indietreggiare un branco di animali feroci o tenere lontano il nemico
Avvertenze: non bisogna mai perdere il contatto visivo con la fiamma per non rischiare che si spenga all’improvviso o che si ritorca contro che l'ha creata
Livello Richiesto: 3[/quote:4a8d046ed8]

Le dimensioni della palla di fuoco da me lanciata aumentarono notevolmente, creando uno spettacolo infernale, che aveva persino impaurito il Platano Picchiatore, che sembrava ritrarsi a esse.

*Il dado è tratto.*

Pensai guardando incantato il risultato dei miei incantesimi congiunti e la pioggia incessante, che aveva caratterizzato tutto il nostro scontro.




POSTATO DA: George_Harrison

Non eravamo nel deserto del Sahara, eppure l’escursione termica che avvertii in quel momento ricordava tanto la sconsiderata variazione di temperatura che caratterizzava quell’arida zona dell’Africa tra notte e giorno. L’unica differenza stava nel fatto che, nel mio caso, il passaggio era da una temperatura piuttosto bassa ad una riscontrabile a poca distanza dal Sole. In pochissimi secondi la mia divisa di Tassorosso da bagnata fradicia divenne asciutta e se fossi rimasto qualche altro attimo nella stessa posizione avrebbe di sicuro preso fuoco.

Causa di tutto ciò non poteva che essere il modestissimo Federico che si stava dimostrando sempre più un vero Serpeverde. Aveva lanciato un Incantesimo Infiammante alla perfezione, a tal punto che una palla di fuoco delle dimensioni di un Bolide mi era già alle calcagna. Poco dopo era diventata estremamente più grande, probabilmente alimentata da un altro Incantesimo. La sfera infuocata aveva raggiunto un diametro di quasi due metri e non avrebbe avuto difficoltà ad ingurgitare un mago adulto. Non c’erano dubbi: il ragazzo ci sapeva fare. Naturalmente mentre mi immergevo in simili pensieri avevo preso a fuggire, non a gambe levate, ma con la mia inseparabile Firebolt, che mai come in quel momento aveva voglia di raggiungere la velocità massima per evitare di essere carbonizzata. Volavo in direzione delle nuvole, del cielo plumbeo, alla ricerca della libertà. Seminare la palla infuocata era difficilissimo, ma il solo fatto di evitare che mi raggiungesse e di prendere tempo era fondamentale. Dovevo escogitare un piano per annullarne gli effetti.

Mi tuffai nei ricordi delle mie lezioni di Incantesimi, naturalmente prestando maggiore attenzione a quelli che avevano come oggetto l’acqua. Nel frattempo il vento mi fischiava nelle orecchie rendendo quel viaggio ad altissima velocità tutt’altro che divertente, proprio quando la sfera di fuoco sembrava assumere la forma di un gigantesco drago. Doveva essere solo un’impressione, dato che l’Ardemonio, il fuoco maledetto, era difficile da evocare e richiedeva un’immensa dose di coraggio ed incoscienza. Pensai a come fermarlo: di certo un Aguamenti o un Freddafiamma sarebbe stato inutile. Avevo raggiunto una buona altitudine così che raddrizzai il mio manico di Scopa e iniziai a volare compiendo quasi sempre il solito ampio giro nel cielo. L’intensità della pioggia era da record e non sembrava aver voglia di diminuire. Fu proprio questa constatazione ad illuminarmi la mente, dando luce ad una soluzione non facile da architettare ma incredibilmente valida. Dovevo sfruttare proprio quella grande ed intrepida precipitazione e per farlo avevo bisogno di un Incantesimo che preferiva essere lanciato in tutt’altro luogo.

La sfera non mi regalava neanche un centimetro costringendomi a stare costantemente attento e io mi spinsi più in avanti sulla mia Firebolt, incrinando un po’ il manico, così che la discesa avesse inizio. In poco tempo sarei stato di nuovo nel raggio d’azione del Platano Picchiatore, il quale, vista la presenza della palla infuocata, mi avrebbe accolto in maniera assolutamente non pacifica. Cercai con lo sguardo il mio avversario, dato che, se tutto fosse andato come previsto, avrei potuto sfruttare l’effetto sorpresa in modo da coglierlo di sorpresa e attaccarlo in maniera adeguata. Eccolo lì, voltato dal lato opposto alla ricerca di me e delle fiamme da lui scagliate.
Quella visione mi provocò una breve riflessione: nel momento in cui stava per lanciare gli Incantesimi di Fuoco avevo notato il movimento di un possente ramo nella sua direzione; l’aveva schivato mentre compiva la Magia? Il Platano aveva colpito a vuoto? Non trovai una risposta quantomeno decente o perché non ero nella situazione adatta a risolvere enigmi o perché era davvero un mistero irrisolvibile.

Raggiunsi nuovamente una posizione in cui l’albero secolare avrebbe potuto colpirmi. Ero pronto a spostarmi a destra e a sinistra con la mia fantastica scopa per evitare i suoi attacchi, ero pronto a fare di tutto pur di riuscire nella tanto desiderata impresa. Sarà stato il calore emanato dalle fiamme fatto sta che il Platano reagì all’inseguimento di cui ero protagonista davvero molto male, ossia agitando una dozzina di rami a formare un pericolossimo vortice. Il contatto fu inevitabile: una delle tante “braccia” dell’arbusto andò a cozzare contro la coda della mia Scopa, la quale, dimenticandosi di essermi costata un occhio della testa, iniziò a vacillare freneticamente rischiando di farmi finire a terra. Furono attimi di vera e propria e paura: la Firebolt proseguiva il suo viaggio in maniera maldestra, sbattendosi di qua e di là come se qualcuno le avesse buttato il Malocchio. Il volo nella foresta era diventato traumatico, soprattutto considerando che solo due metri mi separavano dal terriccio bagnato alla base dell’albero gigante. Un secondo colpo del Platano colpì in pieno la Scopa nel suo centro disarcionandomi. Fu la mia mano destra a salvarmi, ancora fermamente aggrappata alla Firebolt.

Non ebbi, però, il tempo di ringraziarla, in quanto l’arrossimento e il surriscaldamento del paesaggio circostante presagì l’imminente arrivo della palla di fuoco che non avrebbe impiegato più di tre secondi ad incendiarmi vivo. Solo una reazione da vero giocatore di Quidditch poteva salvarmi e, fortunatamente, questa non si fece attendere. Bastò un piccolo tocco della mia scarpa sinistra su una spessa radice dell’Albero a farmi tornare in sella alla mia fidata compagna, pur non integra come prima. Non appena era avvenuto il contatto avevo impresso nel piede tutta la forza che avevo così da utilizzare quella radice come rampa per il salto che mi avrebbe riportato in condizioni migliori.

E così ero di nuovo pronto a sfrecciare tra i ruderi della Foresta con la sfera-segugio alle calcagna.
Era giunto il momento di agire. Mi spinsi di nuovo più in alto per provare ad intravedere il mio avversario. Qualche secondo dopo lo inquadrai, sempre nella stessa posizione, con la Bacchetta in mano, intento a controllare la mia situazione. Le future mosse le avevo già programmate, infatti nell’istante successivo sfrecciavo già verso di lui e poco dopo avevo le braccia spalancate e la testa alta come ad indicare una resa, mentre gli unici arti che mi permettevano di rimanere legato alla Scopa erano quelli inferiori. Stavo correndo il rischio di ricevere un Incantesimo a pieno petto senza alcuna difesa, ma il piano era questo e un minimo timore per le azioni di un Serpeverde non poteva influenzarmi.

Giunto a 4-5 metri di distanza da Federico iniziò la parte più spettacolare e difficile del mio piano: tirai su la mia Scopa come a comandarle un “giro della morte”, azione che la Firebolt non aveva problemi a compiere, ma raggiunto un angolo di 180 gradi non continuai a girare bensì raddrizzai il manico per prendere una direzione orizzontale. In pratica, avevo cambiato il verso del mio spostamento compiendo una sorta di curva a “C” abbastanza ampia da non finire nella palla di fuoco una volta cambiata direzione.

“Siiiiiiiiiiiiiiiii!!!”

Urlai di felicità mentre mi accorgevo che la sfera infuocata aveva rallentato per andare nel verso opposto e io potevo scendere più tranquillamente a terra. Atterrai al limite del raggio d’azione del Platano, mentre le fiamme riprendevano il loro cammino vogliose di raggiungermi. Sfoderai la Bacchetta e attesi il momento giusto, mentre ero concentrato alla perfezione sul mio obiettivo.

*Sempre più vicina, sempre più vicina… AQUA ERUCTO!”

[quote:ea0570d453]AQUA ERUCTO
Descrizione: incantesimo che genera acqua
Tipo: incantesimo offensivo
Durata: istantanea
Consigliato: per disorientare l’avversario e per travolgerlo con una violenta fiumana
Avvertenze: l’acqua non esce dalla bacchetta ma zampilla dal terreno, quindi, è sconsigliato usare Aqua Eructo in spazi ristretti e in luoghi chiusi
Livello Richiesto: 2[/quote:ea0570d453]

Dal terreno fradicio si sollevò un immenso getto d’acqua, il quale, unito alla pioggia che continuava imperterrita a cadere, formò un muro d’acqua di dimensioni gigantesche, tale da sovrastare qualsiasi cosa fosse passata di lì. Mentre con le mani cercavo di modellarne la forma, ampliandolo e facendo aumentare l’apporto dell’acqua, la palla di fuoco mi aveva già raggiunto. Con le gambe comandai alla Firebolt di condurmi prima a destra e poi a sinistra, mentre continuavo ad indicare i movimenti giusti al muro d’acqua. In pochi secondi questo aveva avvolto la sfera di fuoco e stava provando a renderla innocua. Aveva preso la forma di una conchiglia vogliosa di proteggere la sua perla, ma nel mio caso si trattava di tutto tranne che di una protezione. Mancava poco alla parte finale del mio glorioso progetto, così spettacolare e difficile ma allo stesso tempo emozionante e stimolante. Dovevo attendere che l’immensa massa d’acqua facesse il suo effetto, eliminando totalmente il fuoco indomabile, per poi proseguire il mio piano.

Quando mi parve che il calore che aveva caratterizzato quel luogo per tutto quel tempo fosse scomparso del tutto mi decisi a designare quella che probabilmente sarebbe stata la fine delle mie azioni. Con la Bacchetta di Palissandro ancora nella mano destra mi accartocciai lungo il manico della mia Firebolt. Spingendomi con le gambe ripresi il volo diretto verso il mio avversario.
Dovevo raggiungere la velocità più alta per quel breve tratto, in modo da sorprendere totalmente il mio avversario. Mentre il vento fischiava sempre di più nelle mie orecchie attraversai il muro, la conchiglia o quel che era bagnandomi ancora di più, ma ne valeva la pena. Qualche secondo dopo ero lì, a pochi a metri dal mio avversario, pronto a fare l’azione che avrebbe potuto determinare la fine del duello. Mi parve di averlo sorpreso abbastanza, ma se fosse stato così oppure no lo avrei saputo a breve. La mia concentrazione aveva raggiunto il livello massimo, sembrava che non potessi sbagliare; mi piegai leggermente in avanti e allungai il braccio destro mentre pronunciavo la fatidica parola.

“OBLIVION!”

[quote:ea0570d453]OBLIVION
Descrizione: fa dimenticare a chi viene obliviato un avvenimento preciso
Tipo: incantesimo offensivo
Durata: istantanea
Consigliato: per cancellare il ricordo di un babbano che ha assistito a fatti magici oppure per manipolare la memoria di chiunque e per far dimenticare delle informazioni che non si vuole siano divulgate
Avvertenze: è necessario eseguire Oblivion con attenzione e perizia, perché altrimenti si rischia di creare seri, e spesso irreversibili, danni alla mente di chi s’intende obliviare
Livello Richiesto: 5[/quote:ea0570d453]

Non era un’azione da poco: se non fossi riuscito nel mio intento di eliminare dalla mente di Federico i ricordi dal momento in cui mi aveva visto spuntare dal passaggio segreto del Platano avrei rischiato chissà quali sanzioni, ma non volevo pensarci. Mentre prendevo le distanze dal giovane, onde evitare di essere colpito da un suo Incantesimo se la mia mossa non fosse andata a buon fine, voltai il capo all’indietro, consapevole di quanto valore avesse la visione dell’attimo seguente.



POSTATO DA: Frederick_Nott

[color=black:cc5c54235b]Il mio avversario usò l’aqua eructo a cavallo della sua Firebolt, un manico di scopa in grado di accelerare da 0 a 250 Km orari in 10 secondi, per annientare il mio incantesimo di fuoco potenziato; Inizialmente pensai che non l'avrebbe mai sopraffatto, ma poi il suo incanto d’acqua, grazie anche all’ambiente che si era creato con il temporale, simile ad un acquitrino, riuscì ad annientare il mio di incendio unito all’Alimentes Flamel, usato per potenziarlo.

Il clima infernale che avevo creato andava mano a mano scomparendo, lasciando di nuovo lo spazio a quello più freddo del temporale. Il mio avversario allora volse il suo manico di scopa verso di me, e mi venne incontro.[/color:cc5c54235b]

*Cos’ha il mente quello stupido?!*

Mi domandai impaurito: se, infatti, mi avesse lanciato uno schiantesimo a quella velocità non sapevo se me la sarei cavata con un semplice svenimento. Ma non mi lanciò contro niente di offensivo, bensì scelse qualcosa di molto peggio…

“OBLI…

Alle iniziali di quell’incantesimo, tutto intorno a me si fermò, non avevo possibilità di reagire, essendo la mia bacchetta non puntata contro di lui.

*E se non si fermasse alla cancellazione del duello e della sua marachella? E se avesse perso il controllo di quell’incantesimo? E se…*

Continue domande mi assillarono preoccupato dall’esito del suo incantesimo che ancora non era stato lanciato, perdere preziosi ricordi o nozioni per un tipo avido di informazioni come me sarebbe stato un dramma. Se ne avessi avuta la possibilità avrei usato pure incantesimi poco raccomandabili, ma non l’avevo…

…VION!”

L’incantesimo si abbatté su di me, improvvisamente nella mia mente scomparvero gli ultimi avvenimenti riguardanti il duello, con l’ultimo attimo di lucidità rimasta gli sorrisi, quasi per ringraziarlo per non essersi spinto oltre nella cancellazione dei ricordi. Poi caddi a terra con un rumore sordo, e tutto si fece buio.

“Fede? Stai bene?”

Sbattei gli occhi, per la luce proveniente dal posto in cui mi trovavo, molto più illuminato della mia tetra, affascinante e misteriosa Sala Comune, Davanti a me la mia “sorellina non biologica”, Monique Vireu era lì con me a tenermi la mano. Capii ben presto, quando i miei occhi si abituarono alla luce, di trovarmi in un caldo letto dell’Infermeria, con una candida vestaglia bianca, profumato e pulito.

“Mony, che mi è successo? Perché sono qui?”

Le domandai guardandomi intorno, ignorando completamente la sua domanda, tanto ero frastornato e confuso. Lei mi rispose:

“Harry Black ha detto di averti trovato svenuto accanto al Platano Picchiatore, e ti ha portato qui… Io non ci credo affatto… Avete duellato, non è vero?”

“Che cosa?! Platano Picchiatore? Duello? Harry Black? Non capisco!”

Esclamai più confuso che mai, già la storia del duello presso il Platano mi turbava, ma quella dell’aiuto di Black mi aveva proprio stupito. La cosa di non riuscire a capire cosa fosse successo mi metteva su di giri, sembrava che gli mancasse un tassello del puzzle e lui non riusciva a completarlo.

“Scusami Mony, è che mi ricordo solo di aver fatto una passeggiata nei pressi della foresta, e di essere arrivato davanti al Platano Picchiatore, e poi… più nulla. E la cosa mi da ai nervi…”

Dopo le mie scuse, mi voltai verso il comodino del mio letto e lì notai una confezione di cioccorane e delle bacchette di liquirizia, il mio dolce magico preferito, che offrii anche a lei.

“Non ti preoccupare, non me la sono presa.”

Mi disse lei, mentre entrambi mangiavamo quella squisita leccornia.

“Monique, mi dispiace, ma Federico ora deve riposare.”

Disse gentile Sibilla Strangedreams, la guaritrice della scuola, grande amica di entrambi noi. Monique si alzò dalla sedia e mi diede un bacio sulla guancia, mentre Sibilla metteva il separè.

”Ah… Mony, potresti portare questa a Harry e ringraziarlo da parte mia? Ah! Digli anche che se trova Circe e non me la porta ci sarà un duello!”

Esclamai passandole la confezione di cioccorane, rane di cioccolato le quali, dato che sono magiche, saltano di qua e di là. Io non amavo questi dolci, reputati da me troppo stucchevoli, ma, come ogni mago che si rispetti, collezionavo le carte dei maghi famosi al loro interno. Monique allora se ne andò, lasciandomi solo con Sibilla.

“Siamo a quota 3 Siby… Qual è l’attuale record di ricoveri? A questo punto devo impegnarmi a batterlo!”

Dissi scherzando alla guaritrice, in effetti quelle visite erano ormai diventate piuttosto ricorrenti negli ultimi tempi.

“Tieni, questa è una pozione ricostituente, ti aiuterà a riprendere le forze più in fretta possibile.”

Mi disse, cercando di non ridere, per mantenere quella professionalità che la contraddistingueva, e mi passò una pozione rosso sangue sul comodino.

“Ora devo andare… un ragazzo di Grifondoro è stato colpito da un bolide in allenamento… Rimettiti in fretta!”

Mi augurò lei, mentre io bevevo quella pozione dal sapore amaro. Il preparato ebbe un effetto ricostituente, ma allo soporifero, che mi fece sprofondare in un sonno profondo. Mi trovai alle pendici del Platano Picchiatore, mentre combattevo contro una figura nera. Le immagini nella mia mente erano nitide. Ben presto quel sogno s’interruppe lasciando spazio alla sua ossessione, la pietra filosofale.


Spoiler: Cosetto,




POSTATO DA: Cosetto_Silverwing

"Entusiasmante", questo è quello che ho pensato leggendo il vostro duello.Vi è tutto quello che serve per un ottimo racconto: due grandi maghi, un luogo sinistro e pericoloso e la scusa buona per dare il via ad un duello che entrerà nella storia. Mi è molto piaciuto il lavoro di entrambi:

harrycascio, tuo è il compito di imbastire il discorso, di dare il via. La tua introduzione è molto bella, originale davvero. Descrivi bene i luoghi e le azioni, e pure le cose che ti stanno intorno o con cui interagisci. Pare quasi un monologo il tuo inizio ma va molto bene. Bella la spiegazione del passaggio, e del Platano in generale. Buona ed apprezzata l'idea del cucciolo di drago, anche se poi non parli di quel che gli accade! Un solo errore di sintassi e punteggiatura. Ammirevole nel descrivere il passato, anche solo di pochi giorni: i flashback aiutano sempre. Benissimo la descrizione dei percorsi e dei movimenti che attui. I periodi talvolt arisultano un pò lunghi e mancano delle virgole per frenare e gustare il tutto. Ottima l'attesa che crei e quel pò di mistero creato dal "rumore misterioso". La scena della tua uscita dal passaggio e la scoperta da paret di fede93 è un piccolo capolavoro. I miei complimenti (battitori vs bolidi :mrgreen: ) . Raggiungi i 220 kmh, questo è forse un pochino esagerato, ma va bene. Un errore di battitura "...si era aprì...", ma niente di che. L'utilizzo dell'incanto "Accio" per richiamare la tua scopa, molto Harry Potter. Mi piace come ne esci, complimenti. Ti ricolleghi in maniera impeccabile.
Un capolavoro il tuo ultimo post ( V ): riprendi il fattore climatico ora cambiato, e poi tutte le acrobazie aeree sulla scopa sono degne dei migliori giocatori di Quidditch. Schivi bene la sfera fiammante, e poi scendi in picchiata. Gli stessi rami dell'albero fanno da sfondo ad un duello spettacolare. Descrivi proprio bene i movimenti e le mosse sulla scopa, non solamente le traiettorie. Genio vero e proprio nello sfruttare il muro d'acqua che estingue le fiamme della sfera di fuoco. Ottimo intento con "Oblivion", senza causare troppi danni. Affascinante...

Fede93, inizio interessante con il sogno, ma poi descrivi troppo frettolosamente le azioni: mi sarei soffermato maggiormente a descrivere. Alcuni tempi sono troppo lunghi: non è un male mettere il punto ed andare a capo, talvolta. Qualche errore di battitura dovuto alla fretta probabilmente, ma piccole cose. Ti colleghi bene al discorso imbastito da Harrycascio, aggiungendo del tuo. Ottima l'idea di attirare con "Accio" il rametto: astuto e perfido, come si conviene ad un vero Serpeverde. Buono lo stupore che crei, e la sopresa finale. Un pò strana la combo che esegui: prima perchè usi un incanto fuoco molto pericoloso, pur se dici di saperlo controllare bene; poi ne aumenti l'intensità...ma la tempo stesso piove, quindi per quale motivo? Spero solo che sia intimidatorio, ma il rischio di far motlo male al tuo avversario c'è. Recuperi alla stragrande nel finale, nel quale chiudi i giochi ed i conti in sospeso magistralmente: per una volta un finale diverso, in cui ci si accorge che non si ha scampo e ch eforse deve andare cosi e questa tua presa di coscienza ed ammissione vale più di un duello, è una lezione per tutti! Bellissimo il post conclusivo, mi ha colpito molto, ricevi un encomio da parte mia, davvero bravissimo. E poi sei riuscito a concludere tutto in maniera perfetta e tutto ritorna alla perfezione. Ottimo.

Dopo questo scontro di forze maggiori, dichiaro che il vincitore del duello è Harrycascio di Tassorosso, nonostante Fede93 riceva il mio personale encomio per l'ottimo duello sostenuto e per la maestria nel controllare un incanto davvero pericoloso.

Per quanto concerne le premiazioni:
a harrycascio di Tassorosso: 45 galeoni
a Fede93 di Serpeverde: 40 galeoni

Nonostante i due abbiano duellato in maniera divina e superba, devo riconoscere ad harrycascio una maestria nel volo ed una prontezza di riflessi, spirito combattivo ed intelleto degni di un grande mago; dall'altra parte Fede93 ci ha deliziato con un incantesimo bellissimo da vedere, ed ha saputo mantenere benissimo viva la storia, concludendola splendidamente, ed è per questo che ho voluto premiarlo.

Per qualsiasi chiarimento sono disponibile via PM.
Al più presto verranno accreditati i punti sui rispettivi profili magici e nella Coppa delle Case.
In bocca al lupo ad entrambi per le prossime sfide! A presto.

Per il Club dei Duellanti, Cosetto.