POSTATO DA:
Hoilbus_SilenceMateria interessante.
hg94 sono curioso di leggere il tuo training.
POSTATO DA:
Lavinia_GrentHoilbus_Silente, grazie mille per la fiducia!! Posterò la lezione al più presto...spero di non deluderti!! :D
POSTATO DA:
Lavinia_GrentI lezione Aritmanzia – L’Aritmanzia
Erano le sette e mezza di mattina, una mano stava scuotendo con forza un braccio che usciva da sotto il lenzuolo candido mentre una voce chiamava insistentemente:
“Lavinia! Alzati! Laviniaaaa!”
Una ragazza dai capelli biondi mugolò qualcosa di incomprensibile da sotto le coperte. Non aveva proprio voglia di alzarsi. Non capiva perché la sua amica Lalla la stesse chiamando con tanta insistenza.
“Lavi...dai per favore...hai dimenticato che giorno è oggi?”
Lavinia aprì gli occhi. Che giorno era? In quel momento non ricordava niente tanto fosse assonnata. Vide alcuni libri sulla sedia accanto al suo letto a baldacchino. All’improvviso alzò la testa dal cuscino di scatto ricordando tutto.
“La lezione!!” disse allarmata.
Quel giorno avrebbe tenuto la sua prima lezione essendo da poco diventata la nuova professoressa di Aritmanzia. Non poteva assolutamente arrivare in ritardo alla sua prima lezione, voleva avere una buona impressione sui suoi nuovi alunni. Si alzò in fretta. Prese i vestiti che aveva preparato la sera prima e li indossò. Guardò l’orario, mancavano ancora venti minuti, poteva farcela.
“Finalmente! Sbrigati e vai a fare colazione!” esclamò Lalla sorridendole come per incoraggiarla.
Lavinia l’abbracciò velocemente, indossò le scarpe e poi prese i libri dalla sedia accanto al letto.
“Augurami buona fortuna!”
Disse alla sua amica mentre stava già scendendo le scale della Torre di Corvonero per arrivare in Sala Comune. Non c’erano molti ragazzi e quindi pensò che fossero già tutti a fare colazione. Raggiunse la Sala Grande e l’attraversò interamente. Per la prima volta si sedeva nel tavolo dei professori. Era emozionata, aveva sempre sognato di sedersi lì insieme agli altri professori e di chiacchierare con loro in modo informale. Da lì si vedevano interamente i quattro tavoli delle casate. Si distinguevano perfettamente i colori delle divise: blu, giallo, rosso e verde. Osservò il tavolo di Corvonero, la sua amata casata. Un tempo anche lei si sedeva lì insieme ai suoi amici, ma era cambiato tutto. Era cresciuta e il tempo in cui era studentessa di Hogwarts era ormai finito. Consumò la colazione in fretta e poi si diresse verso l’aula di Aritmanzia, la sua materia preferita e la materia che da quel momento in poi avrebbe fatto parte della sua vita.
Guardò l’orario e vide che mancavano cinque minuti all’inizio della lezione. Si sedette dietro la cattedra in attesa di conoscere i suoi nuovi studenti. Alle otto in punto i ragazzi cominciarono ad arrivare nell’aula.
[img:c37e2847b2]http://i53.tinypic.com/2zstraa.jpg[/img:c37e2847b2]
Lavinia li osservò entrare e sedersi ai propri posti in silenzio. Pensò che erano veramente dei bravi ragazzi. Aveva temuto che non l’ascoltassero o che le avrebbero fatto qualche strano scherzetto, invece eccoli lì seduti in silenzio che la guardavano incuriositi. Probabilmente si stavano chiedendo chi fosse. La nuova professoressa si alzò e si posizionò in piedi davanti la cattedra. Con un leggero movimento di bacchetta fece apparire sulla lavagna la scritta:
Aritmanzia: arithmós + mantéia
Poi ripose la bacchetta e si sedette sulla cattedra guardando i suoi alunni. I ragazzi la osservavano seri. Lavinia non voleva assolutamente essere un’insegnante severa, voleva solamente il meglio per i suoi studenti.
[color=indigo:c37e2847b2]“Buon giorno miei cari e benvenuti alla prima lezione di Aritmanzia dell’anno.
Io sono la professoressa Lavinia Grent, la vostra nuova insegnante.”[/color:c37e2847b2]
Disse accennando un leggero sorriso. Voleva far loro capire che lei era dalla loro parte. Il loro non doveva per forza essere un sistematico rapporto insegnate-alunno, ma dovevano potersi fidare di lei.
“
Buon giorno professoressa Grent”
Risposero in coro i ragazzi. Lavinia sorrise con aria compiaciuta.
[color=indigo:c37e2847b2]“Prima di iniziare a parlare di cose noiose” comincià la professoressa mentre ci fu una breve risata collettiva “vorrei dire alcune cose alla classe”.
Da oggi in poi mi vedrete solamente poche volte seduta dietro la cattedra. Voglio stare a diretto contatto con voi. Sicuramente con me non avrete alcun problema perché io sono dalla vostra parte. Naturalmente tutto questo se vi comporterete bene, ci deve essere un rispetto reciproco.
Insieme impareremo le complicate pratiche dell’Aritmanzia ma scoprirete che non sono poi così difficili.”[/color:c37e2847b2]
I ragazzi annuivano, sembrano abbastanza comprensivi. Lavinia ne fu compiaciuta, era partita alla grande.
“Sono contenta che siete d’accordo con me.” disse con un sorriso accavallando una gamba [color=indigo:c37e2847b2]“Direi di iniziare subito. Non so bene cosa avete imparato fin’ora e quindi credo che prima faremo un bel ripasso per chiarirvi un po’ le idee.
Partirei dall’inizio e cioè dal concetto di Aritmanzia. Qualcuno di voi sa di cosa si occupa questa materia?”[/color:c37e2847b2]
La mano di una studentessa mora con la divisa di Corvonero scattò in alto. La professoressa Grent le sorrise e le fece un cenno in modo che lei capisse di avere il permesso per parlare.
“E’ una pratica che si esercita con l’interpretazione dei numeri.”
Disse la studentessa con una voce timida, probabilmente era del primo anno.
“Bene. Dieci punti a Corvonero!” esclamò l’insegnante
“Come diceva la signorina...”
Continuò poi facendo un cenno alla ragazza che aveva risposto.
“
Turpin” sussurrò la giovane corvetta.
“Come diceva la signorina Turpin, l’aritmanzia è la pratica divinatoria che si esercita attraverso l'interpretazione dei numeri. E come ho scritto alla lavagna, la parola “aritmanzia” deriva dalla composizione delle parole greche “arithmós” cioè "numero" e " mantéia" cioè "divinazione", infatti questa materia spesso ha a che fare con pratiche divinatorie.”
Cominciò a spiegare mentre i ragazzi avevano preso pergamena e piuma e cominciato a prendere appunti.
[color=indigo:c37e2847b2]“E’ una attività numerologica che basa le sue predizioni partendo da un'associazione tra le lettere dell'alfabeto latino e alcuni numeri, in modo simile all'isopsefia che, invece, si basa sull'alfabeto greco e alla gematria che si basa sull'alfabeto ebraico.
Ed è impiegata dai Maghi e dalle Streghe per aiutare la gente ad analizzare e sviluppare i poteri e i talenti, a superare gli ostacoli e a pianificare le mosse future.
Il primo ad applicare la numerologia all'alfabeto latino fu Cornelio Agrippa; egli applicava un metodo numerologico al nome e alla data di nascita di una persona in modo simile all'isopsefia greca. Fu intorno al XVIII secolo che l'aritmanzia venne semplificata e codificata così come la conosciamo oggi.”[/color:c37e2847b2]
Continuò Lavinia, ma poi si interruppe. Voleva far capire meglio quel concetto. Amava fare esempi per spiegarsi meglio e sperava che i ragazzi avrebbero apprezzato il suo metodo.
[color=indigo:c37e2847b2]“Non so se avete mai trovato in giro, per esempio nelle riviste, dei giochi in cui si chiede di sommare i numeri corrispondenti alle lettere del vostro nome e a seconda dei vari risultati si possono scoprire vari aspetti della vostra essenza o addirittura per prevedere il futuro.
Ecco questo è un semplice esempio di come possono essere utilizzate le pratiche dell’aritmanzia e di come queste siano legate a pratiche divinatorie. Ma naturalmente non dovete prendere tutto alla lettera.”[/color:c37e2847b2]
Concluse con un leggero sorriso. Si alzò, si era stancata a stare seduta sulla cattedra. Si mise a passeggiare per i banchi mentre spiegava.
[color=indigo:c37e2847b2]“L’aritmanzia poggia su due antichissimi concetti; il primo è che il nome di una persona contenga indizi importanti sul suo carattere e il suo destino, il secondo, e` che ogni numero dall'1 al 9 abbia un significato particolare, che può contribuire alla comprensione di qualsiasi cosa. Chi praticava l'aritmanzia unì questi due concetti e nel corso dei secoli sviluppò svariati, complessi sistemi per trasformare i nomi in numeri e analizzare i risultati ottenuti. Uno dei sistemi più usati, comporta l'estrazione di tre numeri chiave dal nome di una persona: il numero del carattere, il numero del cuore e il numero sociale, e la loro interpretazione in base a una serie di significati prestabiliti.
Si possono utilizzare anche le misure e la data di nascita. Seguendo le lezioni successive potrete capire che non ci sono solo i numeri chiave, ma ben altri.”[/color:c37e2847b2]
Proseguì con la lezione mantenendo un tono serio.
“Adesso per rendere la lezione un po’ più divertente, calcoliamo i miei numeri chiave.”
Disse Lavinia con tono allegro per far entusiasmare un po’ i ragazzi. Ci riuscì perché tutti stavano sorridendo. Estrasse di nuovo la bacchetta e la puntò sulla lavagna:
[quote:c37e2847b2]1 2 3 4 5 6 7 8 9
a b c d e f g h i
j k l m n o p q r
s t u v w x y z[/quote:c37e2847b2]
“[color=indigo:c37e2847b2]Per prima cosa si assegna un numero per ogni lettera dell’alfabeto. Seguiremo lo schema che ho indicato alla lavagna e che trovate pure sul vostro libro di testo.
Poi per ogni lettera del nome si scrive il numero corrispondente. Nel mio caso è...”[/color:c37e2847b2]
Alzò di nuovo la bacchetta e fece comparire alla lavagna:
L a v i n i a G r e n t
3 1 4 9 5 9 1 7 9 5 5 2
[color=indigo:c37e2847b2]“E poi sommiamo tutti questi numeri. Credo che il risultato sia 60. Sommiamo le cifre fra di loro. Quindi il mio numero del carattere è 6.
Per calcolare il numero del cuore, invece, si sommano i numeri che corrispondono alle vocali del nome. Nel mio caso verrà 7. Per il numero sociale si addizionano i numeri corrispondenti alle consonanti. In questo caso il risultato è 8.”[/color:c37e2847b2]
Riprese a passeggiare tra i banchi.
“[color=indigo:c37e2847b2]Bè, questo era un semplice esempio divertente per farvi capire come le pratiche dell’aritmanzia possono essere utilizzate in vari modi.
Cari ragazzi, questa non è una materia molto semplice da capire, ma sono sicura che seguendomi passo dopo passo diventerete bravi.”[/color:c37e2847b2]
Osservava i ragazzi prendere appunti e si ricordò di quando poco tempo prima era lei in quella classe seduta tra i banchi che ascoltava l’insegnante con curiosità e voglia di apprendere.
[color=indigo:c37e2847b2]“Nell’aritmanzia ad ogni lettera è associato un valore numerico e il numero corrisponde ad un particolare nome. Questo valore si ottiene sommando tra loro i valori numerici delle singole lettere che lo compongono. Il risultato viene espresso nel sistema numerico decimale e deve essere successivamente ridotto sommando le cifre che lo compongono finché alla fine non si ottiene un numero con una sola cifra, come ho fatto alla lavagna; questo numero viene infine interpretato secondo i principi della numerologia
Esistono diversi metodi per associare una lettera al valore numerico corrispondente Qualcuno ne conosce almeno uno?” [/color:c37e2847b2]
Chiese Lavinia, aveva raggiunto di nuovo la cattedra e stavolta si era seduta nella sedia. I ragazzi finirono di prendere appunti e alzarono la testa dalla pergamena per guardarla.
Un ragazzo biondo con la divisa di Grifondoro alzò la mano e l’insegnante gli fece un cenno.
“C’è il criterio di Pitagora.” disse il grifo e la professoressa annuì.
“Nome?” gli chiese poi.
“Galvin Foldness” rispose il ragazzo con aria sicura.
[color=indigo:c37e2847b2]“Bene signor Foldness, dieci punti a Grifondoro.
Sì, c’è il criterio di Pitagora o anche detto di Agrippa e poi c’è pure quello caldeo.”[/color:c37e2847b2]
Aggiunse Lavinia, poi guardò l’orario. Mancavano dieci minuti alla fine. Il tempo era volato.
“[color=indigo:c37e2847b2]Credo che per oggi tutte queste informazioni siano sufficienti. Non vorrei creare confusione, anche se si tratta solamente di un ripasso.
Dei criteri per associare una lettera a un valore numerico ne parleremo alla prossima lezione!”[/color:c37e2847b2]
Concluse la professoressa Grent. Era soddisfatta del suo primo incontro con gli alunni. Sperava di aver fatto una buona impressione su di loro, questo era molto importante se voleva avere un buon rapporto.
Si alzò e con un movimento di bacchetta fece apparire alla lavagna i compiti della sua prima lezione:
[quote:c37e2847b2]
1) Spiega con parole tue, basandoti sulla lezione o su altre fonti cos’è l’Aritmanzia. (E’ consigliabile fare una buona ricerca) 10 punti.
2) Spiega perché l’Aritmanzia è legata alle pratiche divinatorie. 10 punti.
3) Fai una ricerca sul numero del carattere, sul numero del cuore e sul numero sociale e calcola i numeri corrispondenti al tuo nome con il metodo applicato in classe. 8 punti.[/quote:c37e2847b2]
[color=indigo:c37e2847b2]“Ecco i compiti della lezione. Non accetterò compiti fatti con il copia e incolla oppure copiati interamente da fonti su internet. Mi raccomando elaborate la lezione. Fate del vostro meglio.
Il miglior compito sarà premiato con
2 punti in più, mentre la casata che avrà spedito più elaborati riceverà
5 punti extra.”[/color:c37e2847b2]
Precisò la professoressa Grent riponendo la bacchetta e prendendo in mano i suoi libri.
“Ora andate. Grazie per aver partecipato e vi aspetto alla prossima lazione.
Aggiunse mentre i ragazzi cominciavano a uscire dall’aula.
Spoiler: Hoilbus_Silente
POSTATO DA:
Hoilbus_Silence Al di là di errori di grammatica grossolani e di battitura che possono essere evitati rileggendo il testo una seconda volta, e tralasciando che l’argomento è già stato trattato durante gli anni passati (si sconsiglia vivamente di usare argomenti già trattati per non agevolare vecchi studenti) la parte teorica della lezione è totalmente copiata da internet, parola per parola, senza un minimo di rielaborazione da nessuna parte e non solo da wikipedia ma anche da un sito di yahooanswer dove non vengono riportate le cosiddette nozioni generali di conoscenza comune, ma l’idea di qualcun altro, probabilmente frutto della fantasia di quest’ultimo. E questo è una cosa inammissibile, soprattutto quando poi si pretende dagli studenti originalità e si vieta loro di copiare. Se i dati tecnici, come le tabelle, possono essere riportate come pagine di libri di testo, ricopiare tutta la lezione non è giustificabile. Inoltre così come esposto l’argomento è confusionario, non segue un preciso filo logico e non spiega alcune cose che poi vengono richieste agli alunni nei compiti. Si ha anche la sensazione di una certa superficialità nel copiare da internet, visto che la parola che ha origine nei due termini greci arithmós e mantéia è Aritmomanzia e non Aritmanzia .
[quote:1d38c3d7ff="hg94"]
I lezione Aritmanzia – L’Aritmanzia
Erano le sette e mezza di mattina, una mano stava scuotendo con forza un braccio che usciva da sotto il lenzuolo candido mentre una voce chiamava insistentemente:
“Lavinia! Alzati! Laviniaaaa!”
Una ragazza dai capelli biondi mugolò qualcosa di incomprensibile da sotto le coperte. Non aveva proprio voglia di alzarsi. Non capiva perché la sua amica Lalla la stesse chiamando con tanta insistenza.
“Lavi...dai per favore...hai dimenticato che giorno è oggi?”
Lavinia aprì gli occhi. Che giorno era? In quel momento non ricordava niente tanto fosse
(era) assonnata. Vide alcuni libri sulla sedia accanto al suo letto a baldacchino. All’improvviso alzò la testa dal cuscino di scatto ricordando tutto.
“La lezione!!” disse allarmata.
Quel giorno avrebbe tenuto la sua prima lezione essendo da poco
(grammaticalmente corretto ma veramente brutto da leggere ) diventata la nuova professoressa di Aritmanzia. Non poteva assolutamente arrivare in ritardo alla sua prima lezione, voleva avere
(fare) una buona impressione sui suoi nuovi alunni. Si alzò in fretta. Prese i vestiti che aveva preparato la sera prima e li indossò. Guardò l’orario, mancavano ancora venti minuti, poteva farcela.
“Finalmente! Sbrigati e vai a fare colazione!” esclamò Lalla sorridendole come per incoraggiarla.
Lavinia l’abbracciò velocemente, indossò le scarpe e poi prese i libri dalla sedia accanto al letto.
“Augurami buona fortuna!”
Disse alla sua amica mentre stava già scendendo le scale della Torre di Corvonero per arrivare in Sala Comune. Non c’erano molti ragazzi e quindi pensò che fossero già tutti a fare colazione. Raggiunse la Sala Grande e l’attraversò interamente. Per la prima volta si sedeva nel
(al) tavolo dei professori. Era emozionata, aveva sempre sognato di sedersi lì insieme agli altri professori e di chiacchierare con loro in modo informale. Da lì si vedevano interamente i quattro tavoli delle casate. Si distinguevano perfettamente i colori delle divise: blu, giallo, rosso e verde. Osservò il tavolo di Corvonero, la sua amata casata. Un tempo anche lei si sedeva lì insieme ai suoi amici, ma era cambiato tutto. Era cresciuta e il tempo in cui era studentessa di Hogwarts era ormai finito. Consumò la colazione in fretta e poi si diresse verso l’aula di Aritmanzia, la sua materia preferita e la materia che da quel momento in poi avrebbe fatto parte della sua vita.
Guardò l’orario e vide che mancavano cinque minuti all’inizio della lezione. Si sedette dietro la cattedra
(Come ci siamo arrivati in Aula, visto che l’ultimo luogo citato era la Sala Grande?) in attesa di conoscere i suoi nuovi studenti. Alle otto in punto i ragazzi cominciarono ad arrivare nell’aula.
[img:1d38c3d7ff]http://i53.tinypic.com/2zstraa.jpg[/img:1d38c3d7ff]
Lavinia li osservò entrare e sedersi ai propri posti in silenzio. Pensò che erano veramente dei bravi ragazzi. Aveva temuto che non l’ascoltassero o che le avrebbero fatto qualche strano scherzetto, invece eccoli lì seduti in silenzio che la guardavano incuriositi. Probabilmente si stavano chiedendo chi fosse.
(solitamente il primo giorno di scuola il Preside presenta a tutti i nuovi insegnanti. Inoltre sei diventata Professoressa da poco, difficile che tutta l’aula non ti conosca, a eccezione forse dei primini). La nuova professoressa si alzò e si posizionò in piedi davanti la cattedra. Con un leggero movimento di bacchetta fece apparire sulla lavagna la scritta:
Aritmanzia: arithmós + mantéia
Poi ripose la bacchetta e si sedette sulla cattedra guardando i suoi alunni. I ragazzi la osservavano seri. Lavinia non voleva assolutamente essere un’insegnante severa, voleva solamente il meglio per i suoi studenti.
(non si capisce il nesso di questo pensiero con il resto del contesto)
[color=indigo:1d38c3d7ff]“Buon giorno miei cari e benvenuti alla prima lezione di Aritmanzia dell’anno.
Io sono la professoressa Lavinia Grent, la vostra nuova insegnante.”[/color:1d38c3d7ff]
Disse accennando un leggero sorriso. Voleva far loro capire che lei era dalla loro parte. Il loro non doveva per forza essere un sistematico
(forse volevi dire classico?) rapporto insegnate-alunno, ma dovevano potersi
perché potersi?) fidare di lei.
“
Buon giorno professoressa Grent”
Risposero in coro i ragazzi. Lavinia sorrise con aria compiaciuta.
“Prima di iniziare a parlare di cose noiose” comincià[color=red](cominciò) la professoressa mentre
( non credo che i ragazzi ridessero mentre la prof parlava, quindi forse la battuta scatenò la risata) ci fu una breve risata collettiva “vorrei dire alcune cose alla classe”.
Da oggi in poi mi vedrete solamente poche volte seduta dietro la cattedra. Voglio stare a diretto contatto con voi. Sicuramente con me non avrete alcun problema perché io sono dalla vostra parte. Naturalmente tutto questo se vi comporterete bene, ci deve essere un rispetto reciproco.
Insieme impareremo le complicate pratiche dell’Aritmanzia ma scoprirete che non sono poi così difficili.”[/color]
I ragazzi annuivano, sembrano abbastanza comprensivi. Lavinia ne fu compiaciuta, era partita alla grande.
“Sono contenta che siete d’accordo con me.” disse con un sorriso accavallando una gamba [color=indigo:1d38c3d7ff]“Direi di iniziare subito. Non so bene cosa avete imparato fin’ora e quindi credo che prima faremo un bel ripasso per chiarirvi un po’ le idee.
Partirei dall’inizio e cioè dal concetto di Aritmanzia. Qualcuno di voi sa di cosa si occupa questa materia?”[/color:1d38c3d7ff]
La mano di una studentessa mora con la divisa di Corvonero scattò in alto. La professoressa Grent le sorrise e le fece un cenno in modo che lei capisse di avere il permesso per parlare.
“E’ una pratica che si esercita con l’interpretazione dei numeri.”
Disse la studentessa con una voce timida, probabilmente era del primo anno.
“Bene. Dieci punti a Corvonero!” esclamò l’insegnante
“Come diceva la signorina...”
Continuò poi facendo un cenno alla ragazza che aveva risposto.
“
Turpin” sussurrò la giovane corvetta.
“Come diceva la signorina Turpin, l’aritmanzia è la pratica divinatoria che si esercita attraverso l'interpretazione dei numeri. E come ho scritto alla lavagna, la parola “aritmanzia” deriva dalla composizione delle parole greche “arithmós” cioè "numero" e " mantéia" cioè "divinazione", infatti questa materia spesso ha a che fare con pratiche divinatorie.” (questa spiegazione è errata. Il termine corretto per indicare questa mantica è Aritmomanzia che deriva dalle due parole greche da te indicate. Come dice anche la pagina di wikypedia da cui hai copiato la parola Aritmanzia è il modo in cui hanno tradotto in italiano la parola inglese Arithmancy che ovviamente non deriva da quelle parole greche)
Cominciò a spiegare mentre i ragazzi avevano preso pergamena e piuma e cominciato a prendere appunti.
“E’ una attività numerologica che basa le sue predizioni partendo da un'associazione tra le lettere dell'alfabeto latino e alcuni numeri, in modo simile all'isopsefia che, invece, si basa sull'alfabeto greco e alla gematria che si basa sull'alfabeto ebraico.[color=red] interamente copiata da wikypedia)
Ed è impiegata dai Maghi e dalle Streghe per aiutare la gente ad analizzare e sviluppare i poteri e i talenti, a superare gli ostacoli e a pianificare le mosse future. (concetto copiato da qui - http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20060802081716AAs44d8)
Il primo ad applicare la numerologia all'alfabeto latino fu Cornelio Agrippa; egli applicava un metodo numerologico al nome e alla data di nascita di una persona in modo simile all'isopsefia greca. Fu intorno al XVIII secolo che l'aritmanzia venne semplificata e codificata così come la conosciamo oggi.”[/color] (interamente copiato da wikypedia)
Continuò Lavinia, ma poi si interruppe. Voleva far capire meglio quel concetto. Amava fare esempi per spiegarsi meglio e sperava che i ragazzi avrebbero apprezzato il suo metodo.
“Non so se avete mai trovato in giro, per esempio nelle riviste, dei giochi in cui si chiede di sommare i numeri corrispondenti alle lettere del vostro nome e a seconda dei vari risultati si possono scoprire vari aspetti della vostra essenza o addirittura per prevedere il futuro. [color=red] (non so se nel mondo magico esistono questo tipo di riviste o se in esse vi siano questi giochetti, forse sarebbe il caso di limitare l’esempio al Mondo Babbano)
Ecco questo è un semplice esempio di come possono essere utilizzate le pratiche dell’aritmanzia e di come queste siano legate a pratiche divinatorie. Ma naturalmente non dovete prendere tutto alla lettera.”[/color]
Concluse con un leggero sorriso. Si alzò, si era stancata a stare seduta sulla cattedra. Si mise a passeggiare per i banchi mentre spiegava.
[color=indigo:1d38c3d7ff]
“L’aritmanzia poggia su due antichissimi concetti; il primo è che il nome di una persona contenga indizi importanti sul suo carattere e il suo destino, il secondo, e` che ogni numero dall'1 al 9 abbia un significato particolare, che può contribuire alla comprensione di qualsiasi cosa. Chi praticava l'aritmanzia unì questi due concetti e nel corso dei secoli sviluppò svariati, complessi sistemi per trasformare i nomi in numeri e analizzare i risultati ottenuti. Uno dei sistemi più usati, comporta l'estrazione di tre numeri chiave dal nome di una persona: il numero del carattere, il numero del cuore e il numero sociale, e la loro interpretazione in base a una serie di significati prestabiliti.
Si possono utilizzare anche le misure e la data di nascita. Seguendo le lezioni successive potrete capire che non ci sono solo i numeri chiave, ma ben altri.”[/color:1d38c3d7ff][ color=red] (concetto copiato da qui - http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20060802081716AAs44d8)[/color]
Proseguì con la lezione mantenendo un tono serio.
“Adesso per rendere la lezione un po’ più divertente, calcoliamo i miei numeri chiave.”
Disse Lavinia con tono allegro per far entusiasmare un po’ i ragazzi. Ci riuscì perché tutti stavano sorridendo. Estrasse di nuovo la bacchetta e la puntò sulla lavagna:
[quote:1d38c3d7ff]1 2 3 4 5 6 7 8 9
a b c d e f g h i
j k l m n o p q r
s t u v w x y z[/quote:1d38c3d7ff]
“[color=indigo:1d38c3d7ff]Per prima cosa si assegna un numero per ogni lettera dell’alfabeto. Seguiremo lo schema che ho indicato alla lavagna e che trovate pure sul vostro libro di testo.
Poi per ogni lettera del nome si scrive il numero corrispondente. Nel mio caso è...”[/color:1d38c3d7ff]
Alzò di nuovo la bacchetta e fece comparire alla lavagna:
L a v i n i a G r e n t
3 1 4 9 5 9 1 7 9 5 5 2
[color=indigo:1d38c3d7ff]“E poi sommiamo tutti questi numeri. Credo che il risultato sia 60. Sommiamo le cifre fra di loro. Quindi il mio numero del carattere è 6.
Per calcolare il numero del cuore, invece, si sommano i numeri che corrispondono alle vocali del nome. Nel mio caso verrà 7. Per il numero sociale si addizionano i numeri corrispondenti alle consonanti. In questo caso il risultato è 8.”[/color:1d38c3d7ff]
(e il significato di questi numeri? Chiedi una ricerca sul numero sociale, del carattere e del cuore e tu non dici nulla a proposito a lezione?)
Riprese a passeggiare tra i banchi.
“[color=indigo:1d38c3d7ff]Bè, questo era un semplice esempio divertente per farvi capire come le pratiche dell’aritmanzia possono essere utilizzate in vari modi.
Cari ragazzi, questa non è una materia molto semplice da capire, ma sono sicura che seguendomi passo dopo passo diventerete bravi.”[/color:1d38c3d7ff]
Osservava i ragazzi prendere appunti e si ricordò di quando poco tempo prima era lei in quella classe seduta tra i banchi che ascoltava l’insegnante con curiosità e voglia di apprendere.
[color=indigo:1d38c3d7ff]“Nell’aritmanzia ad ogni lettera è associato un valore numerico e il numero corrisponde ad un particolare nome. Questo valore si ottiene sommando tra loro i valori numerici delle singole lettere che lo compongono.
Il risultato viene espresso nel sistema numerico decimale e deve essere successivamente ridotto sommando le cifre che lo compongono finché alla fine non si ottiene un numero con una sola cifra, come ho fatto alla lavagna; questo numero viene infine interpretato secondo i principi della numerologia
Esistono diversi metodi per associare una lettera al valore numerico corrispondente.[color=red] (interamente copiato da wikypedia)[/color:1d38c3d7ff] Qualcuno ne conosce almeno uno?” [/color]
Chiese Lavinia, aveva raggiunto di nuovo la cattedra e stavolta si era seduta nella sedia. I ragazzi finirono di prendere appunti e alzarono la testa dalla pergamena per guardarla.
Un ragazzo biondo con la divisa di Grifondoro alzò la mano e l’insegnante gli fece un cenno.
“C’è il criterio di Pitagora.” disse il grifo e la professoressa annuì.
“Nome?” gli chiese poi.
“Galvin Foldness” rispose il ragazzo con aria sicura.
[color=indigo:1d38c3d7ff]“Bene signor Foldness, dieci punti a Grifondoro.
Sì, c’è il criterio di Pitagora o anche detto di Agrippa e poi c’è pure quello caldeo.”[/color:1d38c3d7ff]
Aggiunse Lavinia, poi guardò l’orario. Mancavano dieci minuti alla fine. Il tempo era volato.
“[color=indigo:1d38c3d7ff]Credo che per oggi tutte queste informazioni siano sufficienti. Non vorrei creare confusione, anche se si tratta solamente di un ripasso.
Dei criteri per associare una lettera a un valore numerico ne parleremo alla prossima lezione!”[/color:1d38c3d7ff]
Concluse la professoressa Grent. Era soddisfatta del suo primo incontro con gli alunni. Sperava di aver fatto una buona impressione su di loro, questo era molto importante se voleva avere un buon rapporto.
Si alzò e con un movimento di bacchetta fece apparire alla lavagna i compiti della sua prima lezione:
[quote:1d38c3d7ff]
1) Spiega con parole tue, basandoti sulla lezione o su altre fonti cos’è l’Aritmanzia. (E’ consigliabile fare una buona ricerca) 10 punti.
2) Spiega perché l’Aritmanzia è legata alle pratiche divinatorie. 10 punti.
3) Fai una ricerca sul numero del carattere, sul numero del cuore e sul numero sociale e calcola i numeri corrispondenti al tuo nome con il metodo applicato in classe. 8 punti.[/quote:1d38c3d7ff]
[color=indigo:1d38c3d7ff]“Ecco i compiti della lezione. Non accetterò compiti fatti con il copia e incolla oppure copiati interamente da fonti su internet. Mi raccomando elaborate la lezione. Fate del vostro meglio.
Il miglior compito sarà premiato con
2 punti in più, mentre la casata che avrà spedito più elaborati riceverà
5 punti extra.”[/color:1d38c3d7ff]
Precisò la professoressa Grent riponendo la bacchetta e prendendo in mano i suoi libri.
“Ora andate. Grazie per aver partecipato e vi aspetto alla prossima lazione.
Aggiunse mentre i ragazzi cominciavano a uscire dall’aula.[/quote:1d38c3d7ff]
POSTATO DA:
Lavinia_GrentHoilbus_Silente, ho fatto un macello!! :(
Forse l'ho scritta troppo in fretta e non ho avuto il tempo per riflettere meglio come fare...
Le critiche sono sempre costruttive, sbagliando s'impara. Forse mi sono concentrata nel fare una lezione lunga e non ho badato molto al contenuto.
Non so...se lei vuole darmi un'altra possibilità potrei riscriverla meglio...ce la potrei fare...se no niente, ma almeno ci ho provato!
POSTATO DA:
Hoilbus_Silencehg94, al di là del correggere gli errori, dovresti trovare degli argomenti e rielaborarli, non copiarli pari pari dalle fonti dove li trovi. Se puoi garantire di fare questo ok, altrimenti passiamo ad un altro candidato.
POSTATO DA:
Lavinia_GrentHoilbus_Silente, forse è meglio lasciar perdere. Fa niente...almeno ci ho provato! Si può passare a un altro candidato.