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POSTATO DA: Juliet_Ewans

[size=12:9d4aaabdd2]PRIMA PARTE


Juliet entrò nella propria aula e si guardò intorno. La prima parte della lezione sarebbe stata discorsiva, un confronto tra i ragazzi e con lei, pertanto aveva deciso di ricreare un atmosfera tranquilla e serena.
Con un colpo deciso di bacchetta fece comparire dei divanetti e, su un tavolino poco distante, mise un piccolo rinfresco con tazze da te e biscotti. Sebbene quel giorno aveva pensato a qualcosa di totalmente differente dalla lettura dei fondi, su cui si esercitavano da molto, pensava che la bevanda fosse un ottimo intrattenimento tra una chiacchiera e l’altra.

[img:9d4aaabdd2]http://www.valledelloro.com/img/img_full/sala_lettura.jpg[/img:9d4aaabdd2]


Soddisfatta, si avvicinò ad una delle grandi vetrate per godere del panorama fintanto che fosse giunta l’ora per iniziare la lezione.

“Ragazzi, benvenuti, prendete pure posto dove preferite.”

Suggerì a coloro che erano giunti sulla soglia della botola, leggermente in anticipo. Avrebbero aspettato anche gli altri prima di iniziare e, nel frattempo, i ragazzi erano liberi di sedersi e scambiarsi quattro chiacchiere tra loro. Quand’era una studentessa, anche Juliet era solita ridere e scherzare con i compagni prima di prestare attenzione alla lezione.

[color=orange:9d4aaabdd2]“Prendete pure una tazza di tè e dei biscottini, se lo desiderate.
Ma, vi prego, ognuno posi la bacchetta in una delle scatoline all’entrata, vedrete che troverete facilmente quella con il vostro nome, e ciascuno di voi prenda uno di quei fogli bianchi sul tavolo. Non preoccupatevi, appena ci serviranno, riveleranno il proprio uso.”[/color:9d4aaabdd2]

Li rassicurò vedendo alcune facce perplesse. Poi si voltò nuovamente verso il panorama cercando di visualizzare nella propria mente quello che in seguito avrebbe dovuto fare.

Spoiler: Ragazzi, due suggerimenti:
1) Ricordatevi che è essendo una lezione è necessario scrivere:
-il corpo del testo al passato SENZA asterischi;
-il discorso diretto tra virgolette;
-i pensieri in corsivo o tra gli asterischi.
Il mio post ne è un esempio.
2)Avete tempo di presentarvi a lezione fino al 2 GENNAIO 2013 alle 23.59, questo sia perché è un periodo un po’ incasinato a causa delle feste, sia perché io stessa sarò in vacanza fino al 2. Ricordate, ad ogni modo, che ogni partecipante riceverà, al di là di tutto, 3 galeoni per il suo post di apertura.

Detto questo, divertitevi, che è la cosa più importante!




POSTATO DA: Audrey_Joplin

Quel giorno si sarebbe tenuta una lezione di Divinazione, materia, secondo Dolce, molto interessante e particolare.
Dai Sotterranei al Settimo Piano, la Tassa ci mise parecchi minuti, però, come sempre, non era arrivata tardi, anzi, fu una delle prime ad arrivare. Appena entrò nell'aula la ragazza salutò la professoressa Juliet_Ewans.

[color=violet:57e306bf5f]"Buongiorno, professoressa!"
[/color:57e306bf5f]
La donna si rivolse a quei pochi che erano arrivati in anticipo

[color=orange:57e306bf5f]“Ragazzi, benvenuti, prendete pure posto dove preferite.”
[/color:57e306bf5f]
Dolce si sedette su una sedia, appoggiando la borsa sulle ginocchia, aspettando che gli altri arrivassero. Quando gli studenti furono tutti, la professoressa riprese a parlare.

[color=orange:57e306bf5f]“Prendete pure una tazza di tè e dei biscottini, se lo desiderate.
Ma, vi prego, ognuno posi la bacchetta in una delle scatoline all’entrata, vedrete che troverete facilmente quella con il vostro nome, e ciascuno di voi prenda uno di quei fogli bianchi sul tavolo. Non preoccupatevi, appena ci serviranno, riveleranno il proprio uso.” [/color:57e306bf5f]

Dolce si alzò e appoggiò delicatamente la sua bacchetta di Tiglio Argentato nella scatolina con su scritto il suo nome. Poi prese un foglio bianco, come aveva detto la donna di fare.



POSTATO DA: Seraphine_Arcaden

Seraphine entrò nell'aula dove c'erano ancora solo pochissimi studenti. Entrando, mise un piede sull'orlo della veste ed inciampò, facendo cadere a terra una gran quantità di libri, quaderni e pime d'oca.

"S-scusate..."

Mormorò la tassetta. Dall'espressione sul suo volto, ormai scarlatta, si capiva che era in evidente imbarazzo. Quella notte Seraphine era stata sveglia senza riuscire a chiudere occhio. Pesanti ombre sotto gli occhi le cerchiavano il viso, segni evidenti di stanchezza. Non sapeva per quale motivo, ma incubi di varia natura erano arrivati a farle visita, ed ora era più esausta che mai. Tra i pochi volti presenti riconobbe quello di Dolce_Luna, e si sedette affianco a lei, poggiando per terra tutti i suoi libri e prendendo una tazza di te. Nel versarlo ne fece cadere un po' sul tavolino, sporcandolo.

"Scusatemi... Tergeo!"

La tassetta pulì, sempre più rossa in volto, il tè che aveva versato, e cercò di berlo senza combinare ulteriori danni, poi si lasciò andare, esausta, sullo schienale della poltrona. Ripensando malinconica, alla notte insonne che aveva passato.




[size=10:0bcd9cf4bb][color=red:0bcd9cf4bb]
Cara, ricordati che le lezioni hanno uno stile di scrittura differente: il testo senza asterischi, i discorsi con le virgolette. Ho editato io ;)
Post divertente il tuo!
Buon proseguimento
Juliet Ewans[/color:0bcd9cf4bb]



POSTATO DA: Audrey_Joplin

Mentre Dolce aspettava di iniziare la lezione, vide arrivare la tassetta Seraphine_Arcaden.
Vide che si inciampò e tutto ciò che aveva in mano le cadde per terra. Poi si sedette vicino a lei e prendendo la tazza di tè la rovesciò, rimediando subito.

[color=violet:84e1a2b24c]"Ciao, Seraphine! Stai bene?"
[/color:84e1a2b24c]
Le chiese preoccupata. Non era solito dell'amica essere così sbadata. Le sorrise dolcemente.

[color=violet:84e1a2b24c]*Poverina, chissà cosa le succede...*
[/color:84e1a2b24c]

Si chiese, sperando non stesse male, o le fosse successo qualcosa di brutto.



POSTATO DA: Alyssa_Cooper

Alyssa quella mattina aveva dormito più del previsto, si era riaddormentata e quando riaprì gli occhi, guardò l’ora, era passata almeno una mezz’ora, solitamente si svegliava prima per avere abbastanza tempo per prepararsi e per non dimenticarsi niente e non dover tornare indietro, perdendo tempo a risolvere gli indovinelli del quadro della signora grassa.
Dovette lavarsi e vestirsi in tempo record, raccolse tutto ciò che poteva servirle e si diresse a passo spedito verso l’aula di divinazione, quando vedeva che non c’era nessuno correva un po’,appena compariva da una svolta qualche studente o insegnante subito inchiodava e continuava a passo svelto,poi finalmente arrivò,anche se con il fiatone e i capelli spettinati, visto che aveva dovuto risparmiare tempo gli aveva dato un colpo di spazzola e via, e la corsa fuori programma non era stata tanto clemente con lei.
Prima di entrare rese respiro e ancora un po’ affannata per il ritardo entrò
”buongiorno! Scus..”
Si interruppe, stava per dire scusate il ritardo, ma notò che erano arrivati solo pochi studenti, quindi non era per niente in ritardo, poi sbiancò…e si ricordò che la sera prima l’orologio si era rotto segnando le xx:xx della sera, non del mattino…quindi non era in ritardo..mentalmente iniziò a maledirsi da sola, era uscita come una furia con i capelli in disordine correndo per i corridoi…per niente.
Innervosita con se stessa, fece come gli altri studenti, trovò la scatolina con su scritto il suo nome e vi pose dentro bacchetta,poi prese posto salutando le ragazze presenti sorridendo e facendo un cenno con le mani.



POSTATO DA: Leaena_Meadowes

Leaena posò i libri di Erbologia che stava usando per completare il foglio di pergamena di compito e che avrebbe dovuto consegnare presto.
Aveva trovato quel compito estremamente impegnativo, probabilmente perchè non le piaceva un gran che la materia in sé.

Non appena ebbe sistemato i libri in camera sua, prese la bacchetta e il libro di divinazione, dirigendosi verso l'aula di quella materia.
Quel giorno ci sarebbe stata la lezione della professoressa Juliet_Ewans e ci teneva a prenderne parte.
Era sempre stata affascinata da Divinazione e non voleva perdersi nemmeno una lezione quell'anno, costi quel che costi.

Velocemente si diresse verso l'aula e, quando finalmente vi arrivò, notò che alcuni studenti erano già arrivati. Con suo sommo piacere Leaena poté notare che comunque era tra le prime arrivate ed entrò contenta nella stanzetta accogliente.

"Buongiorno professoressa Ewans"

Disse tranquillamente, prima di dirigersi verso Dolce_Luna e Seraphine_Arcaden che già chiacchieravano tra di loro. Poco più in là vide una Corvonero, Alyssa_Cooper, a cui rivolse un morbido sorriso per salutarla.
Prima che potesse parlare però sentì la professoressa accoglierli.

"Ragazzi, benvenuti, prendete pure posto dove preferite."

Leaena non se so fece ripetere due volte e andò subito a sedersi su uno dei divanetti blu vicino alle ragazze.

[color=brown:221a67aa91]"Prendete pure una tazza di tè e dei biscottini, se lo desiderate.
Ma, vi prego, ognuno posi la bacchetta in una delle scatoline all’entrata, vedrete che troverete facilmente quella con il vostro nome, e ciascuno di voi prenda uno di quei fogli bianchi sul tavolo. Non preoccupatevi, appena ci serviranno, riveleranno il proprio uso."[/color:221a67aa91]

Non appena ebbe risposto la bacchetta in una delle prima scatoline vicino alla porta, tornò a parlare alle ragazze, portando con sé un paio di biscotti.

"Buongiorno ragazze, ne volete uno anche voi?"

Chiese prima a Dolce e Seraphine e poi anche ad Alyssa. Non c'erano altri corvonero quindi decise di rivolgerle la parola.



POSTATO DA: Alyssa_Cooper

Alyssa aveva ancora lo stomaco sottosopra per il brusco risveglio e per la corsa fuori programma quando Leaena_Meadowes, la salutò e le propose de biscotti,ci pensò su attimo fose un pò di the con de biscotti l'avrebbero rimessa in sesto....ma forse era meglio prenderesolo dei biscotti niente the...la theina in quanto eccitante per il cuore non faceva al suo caso.
Sorrise alla ragazza
"Buongiorno!si grazie!"
e prese due biscotti



POSTATO DA: Audrey_Joplin

Mentre chiacchierava con Seraphine_Arcaden, vide arrivare Alyssa_Cooper, che si sedette poco lontano a loro. La salutò con la mano e le sorrise. Arrivò anche Leaena_Meadowes, che si sedette vicino a loro.

[color=orange:1b8afe23b8]"Buongiorno ragazze, ne volete uno anche voi?"
[/color:1b8afe23b8]
Chiese la ragazza alle altre, offrendo dei biscotti. Dolce odiava dare risposte negative, quindi accettò.

[color=violet:1b8afe23b8]"Ciao Lea, grazie mille, te ne rubo uno"
[/color:1b8afe23b8]
Disse prendendo un biscotto che le stava porgendo l'amica.

[color=violet:1b8afe23b8]"Chissà cosa faremo oggi, sono curiosissima!"
[/color:1b8afe23b8]
Confessò alle amiche, dopo aver finito di mangiare il biscotto.



POSTATO DA: Seraphine_Arcaden

Seraphine ascoltò, come da molto lontano la compagna Dolce_Luna, che la chiamava.

"Ciao, Seraphine! Stai bene?"

Si preoccupava, naturalmente, per il suo essere così giù di tono. Normalmente Seraphine era una studentessa attivissima, mentre quel giorno sembrava quasi che un vampiro le avesse succhiato via gran parte del sangue. Con un sorriso stanco Phine rispose alla sua amica.

"Sto bene Dolce, è solo un po' di stanchezza. Stanotte non ho chiuso occhio. Ma non devi preoccupa.."

Proprio mentre pronunciava quell'ultima frase Seraphine si lasciò sfuggire di mano la tazzina del tè, mandandola in frantumi sul pavimento.

"...rti. Ops. Come non detto.. Reparo!

Phine si sarebbe volentieri sotterrata in quel momento.

"oggi non è proprio la mia giornata.."

Riflet amaramente la tassetta


Inviato da HW Mobile





POSTATO DA: Geordie_Rogers

Geordie si affrettò ad entrare nell'aula di Divinazione, dove quel giorno si sarebbe tenuta un'altra, particolare lezione. Salì la scaletta d'argento e aprì la botola che portava nella stanza. Stranamente l'arredamento era diverso dal solito.

Chissà cosa avrà intenzione di farci fare oggi Juliet.

La docente era una Corvonero, una cara amica di Geordie che doveva sempre stare attento a non chiamarla per nome durante la lezione altrimenti chissà cosa avrebbero pensato gli altri studenti.

"Buon giorno a tutti!"

Salutò con la sua allegria e vivacità tipiche della prima ora ma che si perdevano col passare delle ore e, consecutivamente, col susseguirsi delle diverse lezioni.
Juliet fissava fuori dalla finestra. Forse voleva rilassarsi osservando il paesaggio prima di iniziare una dura giornata lavorativa. Geordie non disturbò più di tanto la pace che c'era all'interno nell'aula e, dopo aver posato la bacchetta nello scatolo su cui era scritto con bella grafia il suo nome, si andò a sedere accanto ad Alyssa e le sussurrò

"Ciao! Tu sai già che faremo oggi?"

Era comodamente poggiato su un divanetto blu. Avvicinò una tazza di te ma non la bevve. Aveva già fatto, come di sua consuetudine, un'abbondante colazione.


Inviato da HW Mobile





POSTATO DA: Alyssa_Cooper

Non appena la raggiunse il compagno di casata,alyssa lo salutò con il suo solito entusiasmo, ormai si era calmata e si era liberata dall ansia dovuta al ritardo.
“ciao! mmmm no onestamente non ne ho idea“
Poi diede un piccolo morso ad un biscotto



POSTATO DA: Dragonis_Witch

Dragonis arrivò in aula non propriamente con la mente sveglia perché quel giorno si era svegliata leggermente tardi e non aveva potuto fare una colazione ricca come al solito quindi, camminando come uno zombie, entrò e notò che oltre alla professoressaJuliet_Ewans, vi erano anche la sua fedele compagna di stanza Leaena_Meadowes, la fantastica cercatrice Dolce_Luna, e la simpaticissima Seraphine_Arcaden, poi vide che c'era anche Alyssa_Cooper, una ragazza che avevano conosciuto ai mercatini di Natale

"Ciao ragazze come state? Sono davvero curiosa di vedere in cosa consisterà la lezione della professoressa Ewans"

Disse Dragonis accomodandosi accanto a Lea e prendendo ben volentieri uno dei biscotti che stava offrendo alle sue amiche



POSTATO DA: Audrey_Joplin

Dolce notò che era arrivata un'altra tassa.

*Finalmente i tassi stanno ritornando ad essere presenti, spessissimo.*

Si disse sorridendo veramente felice.

"Ciao ragazze come state? Sono davvero curiosa di vedere in cosa consisterà la lezione della professoressa Ewans"

Disse Dragonis_Witch, la tassa appena arrivata.

" Ciao Drag, tutto bene! Sono anch'io molto curiosa! Divinazione è un così affascinante materia!"

Rispose Dolce alla carissima amica.



POSTATO DA: Andrew_Mist

Andrew salì lentamente la scala ed aprì la botola con un colpo deciso. Quando fu entrato nell'aula di divinazione ammirò per qualche secondo il bellissimo panorama che si poteva scorgere dalle grandi vetrate; poi si voltò a guardare Juliet, con la testa inclinata.

"Buongiorno professoressa Ewans..."

Sillabò, divertito. Poi si voltò, prese un foglietto bianco, come indicato dalla ragazza e posò la sua bacchetta nella scatolina. Odiava separarsene, ma era di norma durante le lezioni di Divinazione. Dopodiché si voltò e raggiunse i divanetti, dove si lasciò cadere.

"Ciao Geordie, salve ragazze..."

Salutò i presenti, continuando a fissare Juliet, con in volto un sorriso divertito.

Spoiler: Juliet_Ewans, Dolce_Luna, Dragonis_Witch, Alyssa_Cooper, Geordie_Rogers, Leaena_Meadowes, Seraphine_Arcaden




POSTATO DA: Geordie_Rogers

"Ciao! mmmm no onestamente non ne ho idea”

Rispose Alyssa_Cooper a Geordie con l'allegria che da sempre la contraddistingueva.

"Sono sicuro che sarà particolare come al solito!"

Le disse Geordie, pensando alle lezioni precedenti. Intanto cresceva la curiosità del Corvetto.

Non vedo l'ora che inizi la lezione..

Era ansioso, immaginava cosa avrebbero potuto fare con il foglio bianco che l'insegnante aveva chiesto loro di prendere, ma di sicuro le sue idee erano niente in confronto a quelle che la docente aveva in serbo per loro.
Intanto la classe continuava a riempirsi di gente. Geordie riconobbe alcuni ragazzi e li salutava man mano essi prendevano posto. Accanto a lui si sedette Andrew_Mist, il ragazzo che Juliet frequentava.

"Ehi Andrew! È un piacere vederti qui!"

Lo salutò raggiante. Sapeva che non avrebbe perso quella lezione per due motivi. Il primo era perché Andrew, proprio come Geordie e la stessa Juliet, era un Corvonero ed è nella natura di un Corvonero prendere parte a tutte le lezioni. Secondo, perché era un'occasione per vedere la sua amata e, anche se Geordie non avesse ancora provato quei sentimenti, sapeva che anche soltanto la visione della persona che si ama può far star meglio.


Inviato da HW Mobile





POSTATO DA: Alyssa_Cooper

[color=blue:97c9b2495e]""Sono sicuro che sarà particolare come al solito!"
[/color:97c9b2495e]
la corva ammise
"non ho mai partecipato ad una lezione interrativa,sono sicura che sarà interessantissima"Arrivarono anche altri studenti, tra cui Dragonis, si erano conosciute ai mercatini di natale,ricambiò il saluto della tassorosso poi arrivò anche Andrew e semr con entusiaso salutò anche lui
"ciao!!!"
il ragazzo si sedette nei divanetti vicino gli altri corvetti accanto a Geordie,piano piano l aula si stava riempiendo.
Spoiler: Geordie_Rogers Andrew_Mist Juliet_Ewans Dragonis_Witch




POSTATO DA: Juliet_Ewans

Juliet osservava l'affluire di ragazzi che, piano piano, iniziavano ad affollare l'aula. Li vide tutti posare le proprie bacchette e prendere il foglio, proprio come aveva detto. Era contenta che ormai nessuno facesse storie per quelle istruzioni.

"Buongiorno, professoressa!"

"Speriamo sia davvero un buongiorno, signorina Luna!"

"Buongiorno professoressa Ewans"

"Ben ritrovata, signorina Meadowes!"

Salutò con un sorriso Juliet le due tassette, felice di vederle lì. Salutò con un sorriso anche l'entrata di Dragonis e quella decisamente più rumorosa di Seraphine. Non volle intervenire in suo aiuto perchè non voleva metterla ancora più in imbarazzo di quanto non fosse già.
Insieme a loro, fecero il loro ingresso anche tre corvi, compagni ed amici, a cui la professoressa rivolse un garbato benvenuto: non voleva fare alcuna preferenza.

”buongiorno! Scus..”

"Buongiorno anche a lei, signorina Cooper, vedo che è in perfetto orario!"

Le disse, facendole l'occhiolino. Aveva intuito, dal suo affanno, che credeva di essere in ritardo sebbene non lo fosse affatto. Rivolse anche un sorriso a Geordie, che non aveva visto mentre entrava, visto che era voltata ad osservare il panorama.

"Buongiorno professoressa Ewans..."

Fu l'ultimo dei primi ad arrivare, che sillabò la frase e la guardò con la testa leggermente inclinata. Non appena si sedette, si mise pure a fissarla.

[color=orange:da6bf2dcd5]*Sfrontato!*
[/color:da6bf2dcd5]
Pensò la ragazza, a metà tra il divertito ed il frustrato per le provocazioni mute che il ragazzo le lanciava.

"Sì, direi che lo è, signorino Mist"

Gli rispose di rimando, tornando poi a voltarsi verso il panorama per sfuggire al suo sguardo. Mancava ancora un bel po' all'inizio della lezione e Juliet attese di vedere se arrivavano altri studenti.

Spoiler: Dolce_Luna, Geordie_Rogers, Dragonis_Witch, Andrew_Mist, Seraphine_Arcaden, Alyssa_Cooper, Leaena_Meadowes,




POSTATO DA: Julie_Knight

Julie entrò nell'aula ammirando il suo splendore.
Vide che un sacco di suoi compagni erano già arrivati e si erano già accomadati sulle soffici e invitanti poltroncine blu.

[color=indigo:39282e52a4]"Buongiorno."
[/color:39282e52a4]
Disse la corvonero timidamente. Poi si accomodò vicino ad una delle sue compagne di casta, Matilde_Dolohov.
Si stupì nel vedere i compagni chiacchierare (ma leggermente) tra di loro.
Si chiese se era permesso.
Forse si era persa l'introduzione della professoressa Juliet_Ewans, che li invitava a conversare tra di loro.





[color=red:39282e52a4][size=10:39282e52a4]Cara, ricordati che le lezioni hanno uno stile di scrittura differente: il testo senza asterischi, i discorsi con le virgolette. Ho editato io entrambi i tuoi post ;)
Buon proseguimento
Juliet Ewans [/color:39282e52a4]



POSTATO DA: Bianca_Duckling

Bianca non vedeva l'ora di partecipare alla lezione cosi si mise a correre il piu velocemente possibile per arrivare in orario che non era cosa affatto facile dato il continuo cambiamento delle scale.dopo essersi persa 5 volte bianca entro' nell'aula

"sssalve cioe' buongiorno..."

Disse la corvetta spaventata mentre con lo sguardo cercava un posto.




[size=10:168f46d210]
[color=red:168f46d210]Cara, ricordati che le lezioni hanno uno stile di scrittura differente: il testo senza asterischi, i discorsi con le virgolette. Ho editato io ;)
Buon proseguimento
Juliet Ewans [/color:168f46d210]
Spoiler: Bianca_Duckling




POSTATO DA: Shana_Sakai

Shana si incamminò, con passo volutamente lento e controllato, verso l'aula di divinazioni. La stanza si trovava non molto distante dal dormitorio della sua casata, quindi non aveva particolare fretta. Nonostante tutto sapeva di essere in leggero anticipo, ma la cosa non era per lei un problema. Avrebbe atteso paziente l'inizio della lezione, certa che comunque non sarebbe stata sola.
E aveva ragione: appena varcò la soglia trovò, infatti, già numerosi suoi compagni che avevano preso posto sui divanetti.
Prima ancora di salutare la professoressa, la giovane restò particolarmente entusiasta della sistemazione odierna: i divanetti, tutti intorno al tavolo, creavano un'atmosfera rilassante, di cordialità. Era sempre una sorpresa entrare nell'aula di divinazione... ma questa volta lo era stato ancora di più.

[color=orange:93e120a6d7]“Prendete pure una tazza di tè e dei biscottini, se lo desiderate.
Ma, vi prego, ognuno posi la bacchetta in una delle scatoline all’entrata, vedrete che troverete facilmente quella con il vostro nome, e ciascuno di voi prenda uno di quei fogli bianchi sul tavolo. Non preoccupatevi, appena ci serviranno, riveleranno il proprio uso.”[/color:93e120a6d7]

Annunciò l'insegnante alla classe. Shana non si fece attendere; visto che era ancora in piedi si avvicinò alla cattedra per lasciare la bacchetta in una delle scatoline libere. Ne approfittò per salutare la professoressa con un sorriso cordiale.

"Buongiorno professoressa Ewans."

Subito dopo si volse con lo sguardo ai divanetti in cerca di un posto dove sistemarsi per la lezione.

Spoiler: Juliet_Ewans




POSTATO DA: Julie_Knight

Julie vide che una corvetta che prima ad ora non aveva mai conosciuto, era appena entrata nella splendida sala.
La invitò con un sorriso ad accomodarsi vicino a lei.

"Vieni pure qui, se di tua preferenza."

Sorrise dolcemente e si spostò leggermente verso la destra del divano per lasciare posto a Bianca_Duckling.





[color=red:60c07fbb84][size=10:60c07fbb84]Cara, ricordati che le lezioni hanno uno stile di scrittura differente: il testo senza asterischi, i discorsi con le virgolette. Ho editato entrambi i tuoi post ;)
Anche io rischio sempre di confondermi!
Buon proseguimento
Juliet Ewans
Spoiler: Julie_Knight
[/color:60c07fbb84]



POSTATO DA: Juliet_Ewans

Poco dopo entrarono altre tre ragazze, due corvonero che spesso aveva visto in casata, e una grifondoro che più volte aveva dimostrato il proprio valore a lezione.
[color=indigo:285b5de2c8]
"Buongiorno."[/color:285b5de2c8]

"Buongiorno, Julie cara"

Le disse mentre la ragazza prendeva posto su un divanetto e si guardava intorno. La professoressa era soddisfatta del clima di serenità che si era creato e sperava che tutti se ne sentissero parte,

"sssalve cioe' buongiorno..."

"Sono lieta di vederti a lezione!"

Rispose invece a Bianca, che sembrava alquanto spaurita.

"Buongiorno professoressa Ewans."
"Signorina Sakai, è un piacere vederla, sono certa che eccellerà anche oggi!"

Le disse con un sorriso, facendole un'occhiolino.
Poi tornò a rivolgersi alla finestra, in attesa degli altri studenti, se ce ne fossero stati.

Spoiler: Julie_Knight, Shana_Sakai, Bianca_Duckling,




POSTATO DA: Endimion_Revenant

[ CASTELLO--- AULA DIVINAZIONE]

Lasciò da poco la sala comune corvonero il giovane albino, che preso passo per i corridopi di hogwarths era diretto a lezione.. quel giorno si sarebbe svolta divinazione, non una materia che prediligeva, certamente, ma che sicuramente poteva presentarsi come un interessante lezione... vestiva con la tipica divisa scolastica, lo stemma della casata Corvonero era sempre presente sia che sul maglioncino grigio che sul cappotto che indossava per ripararsi dal freddo del periodo invernale, e la cravatta intinta dei coloro della casata.
percorse tutto il tragitto fino a raggiungere l'ingresso del'aula.. molti alunni stavano già prendendo passo e molti forse erano già al suo interno.. tra le mani teneva stretta una piccola tracolla, che pareva non indossare.. il capo si chinò leggermente come se volesse evitare gli sguardi degli altri presenti, cosa che praticamente faceva tutti i giorni.. il ciuffo argenteo dei suoi capelli come ogni giorno teneva coperto parte del suo viso, come una specie di emo!!

"andiamo..."

quasi in un borbottio, mentre prese a entrare nell'aula.. già alcuni alunni presero posto , alzò solo un breve periodo lo sguardo per trovare un posto, possibilmente isolato e abbastanza lontano da sguardi indiscreti, raggiungendo così il suo piccoilo "nido".
un lieve cenno del capo mentre passo di fronte l'insegnante, come un salutoi senza aggiunger altro.. prendendo poi a sedere, posizionando la sua tracolla ai piedi del giovane che incalzano un pauio di scarponcini invernali.. e silenzioso se ne resta li ad osservar ed aspettare che prenda inizio la lezione, mentre chinandosi alla tracolla prese una pergamena bianca ed una piuma e l'inchiostro, per appuntare qualche piccola informazione durante la lezione.




[color=red:ae639d1baa][size=10:ae639d1baa]Tidus, mi suoni familiare.. ricordati che le lezioni hanno uno stile di scrittura differente: il testo senza asterischi e i discorsi con le virgolette. Ho editato io il tuo post ;)
Buon proseguimento
Juliet Ewans [/color:ae639d1baa]

Spoiler: Tidus_Garoth




POSTATO DA: Ginevra_Evens

Ginny entrò nell'aula di Divinazione,era felice di assistere alla lezione di una sua compagna di Casata ma,soprattutto di una sua amica.

"Buongiorno professoressa!"

Disse raggiante la Corva.Nella stanza c'erano dei divanetti e, su un tavolino poco distante, un piccolo rinfresco con tazze da te e biscotti.Ginevra vide che seduti su un divanetto c'erano già Geordie_Rogers,Andrew_Mist, e una corva che conosceva di vista,ci aveva parlato poche volte: era Alyssa_Cooper.
Poi c'erano anche altri studenti,alcuni li conosceva altri no.
Prima che potesse salutare qualcuno Juliet_Ewans, parlò:

[color=orange:ffa7199ac4]"Ragazzi, benvenuti, prendete pure posto dove preferite.
Prendete pure una tazza di tè e dei biscottini, se lo desiderate.
Ma, vi prego, ognuno posi la bacchetta in una delle scatoline all’entrata, vedrete che troverete facilmente quella con il vostro nome, e ciascuno di voi prenda uno di quei fogli bianchi sul tavolo. Non preoccupatevi, appena ci serviranno, riveleranno il proprio uso.”[/color:ffa7199ac4]

La corva pose con riluttanza la sua bacchetta nella scatola con scritto in corsivo Ginevra_Evens poi andò vicino al divanetto dove erano sedudi Geordie e gli altri corvi.

"Ciao Geo!!Ciao Andrew!!"

Poi si presentò ad Alyssia

[color=blue:ffa7199ac4]"Piacere io sono Ginevra!
Posso sedermi qui con voi?
è da un sacco che non ci vediamo!"[/color:ffa7199ac4]

Disse sorridendo.



POSTATO DA: Andrew_Mist

"Ehi Andrew! È un piacere vederti qui!"

Lo salutò Geordie, raggiante. Andrew distolse lo sguardo dalla professoressa e guardò il compagno di casata sorridendo. Fece per aprire la bocca, ma fu subito interrotto.

"Sì, direi che lo è, signorino Mist"

Ribatté Juliet guardandolo negli occhi, come sfidandolo. Il giovane corvonero sorrise e abbasso la testa, in un lieve inchino. Intanto molti altri ragazzi stavano entrando in aula, per prendere parte alla lezione. Juliet li salutava, guardandoli, e questo divertiva Andrew, poichè sapeva che stava cercando di evitarlo. Alzò una gamba e appoggiò la caviglia sul ginocchio dell'altra, divertito.

[color=blue:d4b6f8570e]"Ciao Geo!!Ciao Andrew!!"
[/color:d4b6f8570e]
Li salutò anche Ginevra, una giovane corvonero.

"Ciao Ginevra, è un piacere vederti!"

Rispose il ragazzo, sempre con un sorriso.

[color=blue:d4b6f8570e]"Posso sedermi qui con voi?
è da un sacco che non ci vediamo!"
[/color:d4b6f8570e]
Chiese garbatamente. Andrew annuì vigorosamente e indicoò i divanetti.

[color=darkcyan:d4b6f8570e]Certo, accomodati pure!
[/color:d4b6f8570e]
Esclamò incoraggiante.

*Chissà cosa ci aspetta...*

Si chiese voltando lo sguardo per ammirare il paesaggio dalle lucenti vetrate.

Spoiler: [bGinevra_Ewans[/b], Juliet_Ewans, Geordie_Rogers




POSTATO DA: Geordie_Rogers

Geordie notava con piacere che la classe si riempiva sempre di più e molti studenti che entravano per partecipare alla lezione erano Corvetti.
Al gruppo di amici seduti sui soffici divani si unì anche Ginevra_Evens, la ragazza a cui Geordie aveva fatto da fratellone quando lei era ancora al primo anno. Il giovane le era ancora molto affezionato e quando lei chiese se poteva sedersi accanto a loro le rispose

"Certo che puoi, Ginny!"

Le fece un sorriso. Non la vedeva da parecchio tempo, entrambi stavano molto sui libri e non riuscivano a concordare mai gli orari per fare due chiacchiere.

"Non sai quanto sia felice di rivederti!"

Le aggiunse guardandola negli occhi

[size=10:234e8a5321]Edit:Ricordati di mantenere il GDR delle lezioni, so che ci si confonde! ;)



POSTATO DA: Bellator_Rosier

Bellator entrò nell'aula a testa alta e scrutando le file di banchi.
Divinazione non era di certo la sua a
materia preferita per antonomasia ma non gli avrebbe fatto male parteciparvi.
Non sapeva quale sarebbe stato l'argomento della lezione ma si diresse fissando in volto gli studenti già seduti ad uno dei banchi più lontani dalla cattedra salutando, con un cenno del capo, la professoressa Ewans.
Si accomodò compostamente, tirò fuori dalla borsa inchiostro, penna e pergamena e rivolse lo sguardo ai ragazzi seduti intorno a lui.
Che gentaglia.
Quella scuola era caduta veramente in basso.



POSTATO DA: Ginevra_Evens

"Ciao Ginevra, è un piacere vederti!"

Le disse Andrew_Mist,sorridendo.Ginny si accomodò nel divanetto blu.Acconto ai compagni.Era felice di passare del tempo insieme a loro.

"Anche io sono contenta di vedervi con gli orari diversi non ci bechiamo mai."

Disse sorridendo.Le semprava che la sua bocca fosse paralizzata: non riusciva a smettere di sorridere.

"Non sai quanto sia felice di rivederti!"

Disse a sorpresa Geordie_Rogers, guardandola negli occhi.In quel momendo Ginny si sentì a casa,l'affetto dei suoi amici,divertirsi e scherzare insieme era tutto per lei.

[color=green:e70ed1f324]"Anche per me Geo!!
Mi sei mancato tanto!"[/color:e70ed1f324]

Esclamò abbracciandolo.



POSTATO DA: Lily_Eclipse

[Dormitorio]


Era troppo presto, forse. I raggi solari erano appena accennati dalle finestre del dormitorio femminile, poteva essere l' alba e non c'era da preoccuparsi, dato che la lezione della mattinata era molto più tardi, perciò non vedeva perchè svegliarsi in anticipo per il freddo, la neve della Gran Bretagna? Meglio restare avvolti nella coperta cremisi e riposare fino a quando Vynarma, la sua aquila - sveglia non l' avrebbe svegliata. Ma ecco che puntualmente, Lily si era sbagliata,
infatti l' aquila planando sulla trapunta andò a svegliare la Grifondora, che tra un borbottio e l' altro si alzò per andare a lezione.

[Aula di Divinazione]


Andare a Divinazione non le è mai dispiaciuto, anzi, ricorda un incontro pomeridiano con la sua professoressa per discutere ed approfondire le tecniche della lettura delle foglie del thè. Risaliva a quattro anni fa, lei era al primo anno, strega inesperta ed intimidita dalle grandezze del castello.
La porta è lì, la aprì con sicurezza, impugnando il pomello dorato ed affacciando il viso nell' aula per poi entrare.

"Buongiorno Professoressa Ewans."

La salutò sorridendole, per poi abbassare lo sguardo azzurro ed andare alla ricerca di un banco vuoto. C'erano già i suoi compagni e visi che già aveva avuto l' onore di conoscere, tra cui Ginevra_Evens, Geordie_Rogers, [Shana_Sakai, Bianca_Duckling, Dragonis_Witch e Dolce_Luna. Avvistò un banco vuoto e si andò a sedere, dopo aver riposto la bacchetta. Sospirò pensierosa e si limitò ad osservare l'aula.
Spoiler: Juliet_Ewans




POSTATO DA: Crystal_Absinthe

*Buongiorno..professoressa Juliet_Ewans!*

Crystal era appena entrata nell'aula dove avrebbe tenuto la lezione di divinazione. Notò che c'erano già alcuni studenti, anche se la lezione non era ancora iniziata. Diede uno sguardo in giro per vedere qualcuno della sua casata e notò subito Bellator_Rosier perciò si sbrigò a prendere posto accanto a lui. Divinazione non era mai stata una lezione che amava ma la reputava utile in certe situazioni, perciò, se fosse stata vicina a lui, si sarebbe sentita meno fuori luogo. Appoggiò la borsa per terra tra le gambe e si voltò verso Bellator porgendogli un sorriso per salutarlo. Si diede una sistemata ai capelli; l'arrampicata per le scale dai sotterranei al settimo piano era stata un faticaccia ma non per questo voleva dare un'immagine trasandata di sè.
Notò, lì vicino, un tavolo con del tè e dei biscotti e alcuni studenti che ne reggevano un pò mano, gustandoli.

"Di sicuro non si sono portati il tè e i pasticcini dalla sala comune, quindi il rinfresco deve averlo preparato la professoressa per noi. Non mi guasterebbe una bella tazza di tè.."

Crystal si alzò piano piano dal divanetto e si diresse al tavolo; prese un biscotto e lo mise in bocca, versandosi del tè in una tazza. Diede un'occhiata alla professoressa per vedere se la stesse guardando con uno sguardo severo, ma quando si accorse che stava ancora tranquillamente guardando il panorama dalla finestra finì di versarsi il tè. Si voltò lasciando ondeggiare all'indietro i suoi lunghi capelli e tornò a sedersi, soffiando sul tè per farlo freddare un pò.[b]



POSTATO DA: Bellator_Rosier

I minuti passavano e Bellator si limitava ad osservare anche lui fuori dalla finestra per ammirare il panorama mozzafiato della valle.
Udì un fruscio accanto a lui e si voltò, trovandosi la novellina di serpeverde accanto a lui.
La salutò con un sorriso. Amava vedere le nuove leve prendere con serietà la scuola.
La seguì con lo sguardo mentre si andava a versare una tazza di tè per poi tornare ad osservare la finestra poco distante.
Amava il tè ma non gli andava proprio in quel momento.
[size=10:ae0ea2ce99]
Edit:Ricordati di mantenere il GDR delle lezioni, so che ci si confonde! ;)



POSTATO DA: Pervinca_Periwinkle

In perfetto orario la Grifondoro si diresse verso l'aula di Divinazione, poichè quel giorno si sarebbe tenuta una lezione. Controllò, prima di entrare nell'aula, di aver con sè tutto il materiale che sarebbe potuto servire. Controllò inoltre di avere la divisa e i capelli in perfetto ordine.

" Buongiorno Professoressa! "

Salutò con garbo l'insegnante, prima di lasciare la propria bacchetta nella scatola contrassegnata dal suo nome

Spoiler: Juliet_Ewans,




POSTATO DA: Cassandra_Evens

Cassandra si diresse verso l'aula di Divinazione dove si sarebbe tenuta la lezione di Juliet_Ewans. Arrivata a dstinazione controlò di aver preso tutto e fece un cenno di saluto alla professoressa sperando di non essere in un clamoroso ritardo.

[color=orange:1cbfb20ef5]“Prendete pure una tazza di tè e dei biscottini, se lo desiderate.
Ma, vi prego, ognuno posi la bacchetta in una delle scatoline all’entrata, vedrete che troverete facilmente quella con il vostro nome, e ciascuno di voi prenda uno di quei fogli bianchi sul tavolo. Non preoccupatevi, appena ci serviranno, riveleranno il proprio uso.” [/color:1cbfb20ef5]

Sentì dire alla professoressa.
*bè dai allora non sono in ritardissimo...appena in tempo...pfff*
pensò facendo un respiro e lasciando andare fuori l'aria che aveva trattenuto per la paura di essere in ritardo.
Cassandra vide che l'aula era già piena di studenti, alcuni li conosceva ma altri non li aveva mai visti prima. Fece un cenno di saluto verso Dolce_Luna, Dragonis_Witch, vide che c'era anche sua sorella Ginevra_Evens intenta a parlare con Geordie_Rogers, e Andrew_Mist.
Ciaoo!
Disse a Shana_Sakai, Lily_Eclipse e Pervinca_Periwinkle andando nella loro direzione.



POSTATO DA: Shana_Sakai

Shana osservava con disinteresse la classe riempirsi di studenti, facendosi sempre più piccola per lasciare spazio a tutti.
Solo quando si sentì chiamare alzò la testa, osservandosi intorno per vedere da chi provenisse la voce.
Notò allora Cassandra_Evens entrare in aula.
Le sorrise, mentre la osservava avvicinarsi a dove era seduta lei.

"Ciao Cassandra, come stai?"

Le chiese, facendole segno che, se voleva, poteva accomodarsi vicino a lei.



POSTATO DA: Cassandra_Evens

[color=red:6189ec2d32]"Ciao Cassandra, come stai?"
[/color:6189ec2d32]Le chiese Shana_Sakai.
"Bene e te Shana?"
Rispose la Grifa con un sorriso rivolta all'amica. Shana le fece segno di sedersi vicino a lei se voleva. Cassandra accolse con gran entusiasmo la richeista silenziosa dell'altra Grifa e si accomodò vicino a lei. Divinazione non era la sua materia preferita tuttavia le interessava, e non vedeva l'ora che incominciasse la lezione per scoprire l'argomento che avrebbero affrontato questa volta.



POSTATO DA: Gwenevere_Mckenzie

Gwenevere lasciò la biblioteca e corse verso l'aula di Divinazione, salendo due passi alla volta raggiunse la botola che dava accesso alla stanza e calmandosi un po', rendendonsi conto che la lezione non era ancora iniziata, fece il suo ingresso.

Fece il suo ingresso e vide subito la professoressa, passandole davanti la salutò con un sorriso.

"Buongiorno professoressa Ewans"

Disse la ragazza cercando di comportarsi come se quella davanti a lei fosse solo la sua professoressa e non sua carissima amica nonchè coinquilina.
Con il sorriso ancora stampato sulle labbra si diresse verso i divanetti dove vide i suoi compagni di casata.

"Buongiorno ragazzi!"

Disse a tutti sorridendo ancora.



POSTATO DA: Pervinca_Periwinkle

Mentre si stava dirigendo verso un posto libero, adocchiò la figura dell'amica Shana_Sakai. Aprì bocca per salutarla
quando venne interrotta dal saluto di Cassandra_Evens, un'altra sua amica.

'' Salve ragazze! Come va? Vi va una tazza di te? ''

Con la mano fece un gesto ad indicare la stanza accogliente, una nota scherzosa nella voce.


Inviato da HW Mobile





POSTATO DA: Shana_Sakai

Cassandra_Evens le rispose subito, accettando con piacere il silenzioso invito di Shana a sedersi accanto a lei.

"Bene e te Shana?"

Tutto bene, tu? Sono contenta di essere qui, non vedo l'ora di scoprire cosa ci riserverà questa lezione.

Rispose la Grifa con un sorriso rivolta all'amica. Notò subito dopo che in aula era entrata anche Pervinca_Periwinkle; la salutò con un gesto della mano prima di tornare a rivolgersi a Cassandra.



POSTATO DA: Cassandra_Evens

"Tutto bene, tu? Sono contenta di essere qui, non vedo l'ora di scoprire cosa ci riserverà questa lezione."
Disse Shana_Sakai, a Cassandra.
"Anchio tutto bene...si anche io sono piuttosto curiosa...chissà cosa faremo oggi!!".
poi Pervinca_Periwinkle, in tono scherzoso aggiunse:
'' Salve ragazze! Come va? Vi va una tazza di the? ''
"Molto volentieri"
Aggiunse sempre scherzosamente Cassandra alle due Grife e a Lily_Eclipse accenando con la testa un tavolino carico di the e biscotti dall'aria molto invitante.



POSTATO DA: Daphne_Harris

La cara Daphne quella mattina si alzò di fretta, voleva andare alla lezione di Divinazione e quindi si alzò si vestì e si preparò la borsa con i libri, le pergamene e tutto l'occorrente e si diresse verso l'aula.
Arrivata davanti la porta entrò e vide gli studenti già seduti, ma non in semplici tavoli e sedie tipo lezione, ma in dei divanetti come a riprendere un salottino dove stare insieme e chiacchierare e su un tavolo poco distante c'era un piccolo buffet con biscotti, thè e altro.
La ragazza salutò l'insegnante che stava vicino la finestra e dopo aver dato un'occhiata in giro, andò vicino le sue compagne di casata.

"Ciao Dolce_Luna!"



POSTATO DA: Audrey_Joplin

Dolce stava attendendo che la lezione incominciasse.

"Ciao Dolce Luna! "

Sentì esclamare, Dolce fece un salto. Poi riconobbe la figura:
Daphne_Harris. Era l'abile cacciatrice di loro Tassorosso.

"Ciao Daphne! Come va?? Pronta per la lezione? "

Le chiese gentilmente, con il sorriso sulle labbra.



POSTATO DA: Daphne_Harris

Daphne aveva salutato la sua amica che saltò in aria.

"scusami tesoro, non volevo farti spaventare, sono felice di trovarti qui! Comunque tutto ok e tu? Spero che la lezione sia interessante!"

Disse la ragazza sorridendo all'amica.

*Che bello che ci sia anche Dolce_Luna, qui, stare con lei sarà divertente e piacevole la lezione*



POSTATO DA: Juliet_Ewans

[size=12:070e40d9dd]
SECONDA PARTE


I ragazzi erano ormai arrivati ed il tempo di iniziare era giunto. Attendere oltre sarebbe stato uno spreco.
Quella prima parte della lezione sarebbe stata più discorsiva e Juliet non vedeva l’ora di sentire cosa i ragazzi avevano da dirle. Così, richiamando l’attenzione di tutti, si schiarì la voce e disse loro:

[color=orange:070e40d9dd]“Bene, direi che è ora di cominciare!
Chi non si è ancora seduto prenda posto e faccia silenzio, il momento delle chiacchiere è finito. O meglio, ora parleremo ancora tra noi, ma non accavallandoci l’uno sopra l’altro. Cerchiamo di ascoltarci tutti e di dire come la pensiamo, senza paura.
Nella mia aula nessuno può sbagliare perciò non preoccupatevi, non abbiate timore: qualsiasi cosa diciate io l’apprezzerò e la considererò come oro. Siamo qui tutti per imparare, anche io!”[/color:070e40d9dd]

Disse con un sorriso sedendosi a sua volta. Li guardò uno ad uno, come per ringraziarli della loro presenza ed incoraggiarli a non sentirsi giudicati da lei. Prima di essere una professoressa voleva essere una guida, voleva condividere con loro le sue conoscenze senza creare un clima di terrore.
Riprese quindi a parlare:

[color=orange:070e40d9dd]“Nelle nostre scorse lezioni abbiamo visto diverse pratiche divinatorie e sempre ci siamo accorti del profondo legame che abbiamo dovuto stabilire con la natura per poter predire qualcosa. Questo, vorrei lo fissaste nelle vostre menti, è uno dei punti focali della materia che insegno.
E’ necessario stabilire un contatto con l’ambiente circostante, aprire il proprio cuore e la propria anima all’esterno e a quello che esso ci vuole dire.
Abbiamo imparato, analizzando il fegato degli animali, che la vista a volte può esserci preclusa e che è necessario utilizzare le mani, sentire le irregolarità e riconoscerle. Anche quando abbiamo cucinato i biscotti della fortuna, a mani nude abbiamo impastato gli ingredienti, assaporandone gli aromi. E infine con la cubomanzia abbiamo dovuto osservare le posizioni dei dadi, i loro numeri..”[/color:070e40d9dd]

Fece una piccola pausa per riprendere fiato e per permettere ai ragazzi di richiamare alla memoria le passate lezioni.

“Quello che cerco di dire, è che i sensi hanno una profonda importanza e che dobbiamo cercare di svilupparli nel migliore dei modi. La vista è di gran lunga il più facile da utilizzare perché è la più allenata: ogni giorno siamo bombardati da colori ed immagini e riusciamo a focalizzarci su particolari più o meno rilevanti. Ma nella Divinazione TUTTI i sensi sono coinvolti e dobbiamo renderci conto se siamo in grado di percepire o meno gli stimoli che ci vengono inviati. Ecco dunque il perché di questa lezione.”

La ragazza guardò gli studenti e sperò che avessero compreso il succo della questione. A quel punto rivelò cosa i ragazzi dovevano fare.

[color=orange:070e40d9dd]“Le pratiche divinatorie che ancora non abbiamo studiato sono molteplici e vi chiedo di sceglierne una. Non dovete descrivermela nei particolari o metterla in atto davanti a me, ma dovete pensare a quale legame potrebbe avere con i cinque sensi.
Se per esempio uno di voi vuole parlare della cubomanzia, deve chiedersi quale senso è più utile per essa e dove intervengono gli altri sensi, o ancora quale sarebbe la condizione migliore per fare una predizione di tal tipo.”[/color:070e40d9dd]

A quel punto Juliet agitò la propria bacchetta e sul foglio di tutti i ragazzi comparve una lunga lista di arti mantiche.

Spoiler: QUI a fondo pagina trovate veramente la lista da cui prendere spunto!

[color=orange:070e40d9dd]“Se volete approfondire una pratica già detta, o dire la vostra opinione sulle parole altrui, siete liberissimi di farlo ed anzi ogni tentativo di dibattito sarà apprezzato. Magari interverrò io stessa per chiedervi qualche informazione in più!
Trovate un aiuto sul foglio che avete preso all’inizio della lezione, dove sono richiamate numerose pratiche divinatorie.”[/color:070e40d9dd]

Disse infine con un sorriso, lasciando finalmente la parola agli studenti.

Spoiler: Ragazzi, qualche informazione aggiuntiva:
1) Ricordatevi le regole di scrittura delle lezioni, ve le ho ricordate nel post di apertura.
2)Qui potete tranquillamente inventare ciò che più volete, abbiate fantasia.
ESEMPIO: sull’Aruspicina si può dire che il tatto è importante per sentire le irregolarità del fegato, le cicatrici, la pesantezza dell’organo, inventando pure possibili interpretazioni. Si può dire che la vista è importante per il colore, per la forma. Per l’olfatto si può dire che se vi è una puzza insopportabile allora potrebbe preannunciare un qualcosa di sgradevole. Il gusto non credo rientri, a meno che qualcuno non decida di mangiare il fegato! Ed infine l’udito, anch’esso, non mi sembra un senso utile per tale pratica.
3) Questa seconda parte finirà l’11 gennaio 2013 alle 23.59 e ogni partecipante potrà aspirare ad un punteggio massimo di 9 punti (a cui potrebbero aggiungersi altri 3 punti bonus)!
4) Se qualcuno ha saltato la parte precedente, fa nulla, si inserisca tranquillamente, al massimo perde i tre punti della partecipazione. Chi scrive ora ha le stesse opportunità di punti degli altri!
Grazie a tutti e buon divertimento

Cito: Dolce_Luna, Geordie_Rogers, Andrew_Mist, Dragonis_Witch, Alyssa_Cooper, Seraphine_Arcaden, Leaena_Meadowes, Julie_Knight, Crystal_Absinthe, Lily_Eclipse, Bellator_Rosier, Ginevra_Evens, Tidus_Garoth, Shana_Sakai, Bianca_Duckling, Gwenevere_Mckenzie, Daphne_Harris, Pervinca_Periwinkle, Cassandra_Evens,




POSTATO DA: Shana_Sakai

Shana stava parlando con Cassandra e Pervinca quando l'insegnante attirò l'attenzione della classe cominciando a spiegare.
La giovane grifa si sistemò meglio sul divanetto e volse lo sguardo verso la professoressa, interessata alle sue parole.

[color=orange:ffb470ac5f]“Bene, direi che è ora di cominciare!
Chi non si è ancora seduto prenda posto e faccia silenzio, il momento delle chiacchiere è finito. O meglio, ora parleremo ancora tra noi, ma non accavallandoci l’uno sopra l’altro. Cerchiamo di ascoltarci tutti e di dire come la pensiamo, senza paura.
Nella mia aula nessuno può sbagliare perciò non preoccupatevi, non abbiate timore: qualsiasi cosa diciate io l’apprezzerò e la considererò come oro. Siamo qui tutti per imparare, anche io!”[/color:ffb470ac5f]

Shana sorrise; con la professoressa di divinazione si sentiva sempre a proprio agio, aveva il potere di far rilassare, e lei si sentiva capace di dire qualsiasi cosa... anche se di solito era timida e preferiva lasciar parlare i compagni.
Continuò ad ascoltare il discorso dell'insegnante, scoprendo quanto la pratica divinatoria fosse collegata a tutti e cinque i sensi e non soltanto al tatto e alla vista, come normalmente si potrebbe essere portati a pensare.
La grifa provò a riflettere su quanto aveva appena sentito. In effetti era vero, il tatto e la vista spesso erano fondamentali per fare una previsione, ma anche l'olfatto poteva essere d'aiuto: nella cottura dei biscotti della fortuna aiuta sicuramente sentire il profumo che emanano per capire quando sono cotti. E anche il gusto sicuramente esplica la propria funzione.
Ma non era quella la pratica che era venuta in mente alla giovane fin dall'inizio della lezione e che voleva esporre al resto della classe.
Si fece coraggio e alzò per prima la mano, pronta a parlare della propria idea.
L'insegnante le diede subito la parola, con un sorriso d'incoraggiamento.

"Io trovo che la brontoscopia possa essere un buon esempio. Avevo letto qualche informazione al riguardo non molto tempo fa. Questa pratica divinatoria fa parte della aeromanzia e riguarda la divinazione mediante l'interpretazione dei tuoni. E' quindi subito chiaro quale senso sia utile al riguardo."

Shana prese un secondo fiato, rendendosi conto che l'intera classe la stava ascoltando silenziosamente. Arrossì un poco, prima di riprendere il discorso che aveva interrotto sul più bello.

[color=brown:ffb470ac5f]"In questa arte non solo è importante utilizzare l'udito, ma è anche l'unico tra i cinque sensi che possa aiutare ad effettuare una predizione. I tuoni, infatti, non sono altro che rumori provenienti dal cielo. Non si manifestano in nessun altro modo, e quindi annullano totalmente tutti gli altri sensi.
La condizione ideale, e anche l'unica, per fare una previsione attraverso la brontoscopia è ovviamente durante un temporale. Conoscendo le previsioni del tempo ci si può trovare nel posto perfetto e sfruttare le condizioni atmosferiche del momento. Sarebbe anche meglio trovarsi in campagna rispetto alla città; in un luogo silenzioso non ci sarebbero, infatti, altri rumori che potrebbero interferire."[/color:ffb470ac5f]

La grifa abbassò un poco lo sguardo, finendo lì il suo discorso. Si chiese se qualcuno ne avrebbe aggiunto dettagli, o avrebbe semplicemente parlato di una pratica completamente diversa. Tornò a sedersi, aspettando che un compagno o l'insegnante colmasse il silenzio che si era creato.

Spoiler: Juliet_Ewans




POSTATO DA: Gwenevere_Mckenzie

Gwenevere aveva già preso posto ma si era messa a chiaccherare con i suoi compagni ma appena non sentì la voce della professoressa Ewans richiamare l'attenzione di tutti si zittì e si girò verso di lei.

Ascoltò con interesse l'introduzione alla lezione, comprendendo quello che voleva dire, ricordava che nelle lezioni precedenti non bastava guardare quello che avevano davanti ma dovevano analizzarlo in più modi.

Quindi quando la professoressa finì di parlare Gwenevere alzò il foglietto ed iniziò a leggerlo, più pratiche la interessarono: l'alectromanzia, l'idromanzia, la podomanzia, ma alla fine la capnomanzia fu quella che la interessò di più, quindi quando la Grifondoro Shana Sakai finì di parlare, prese la parola.

"Io ho scelto la capnomanzia, cioè la divinazione attraverso il fumo, perché credo coinvolga molti sensi e poi quando non crea danni all'uomo, il fumo può muoversi in modi molto affascinanti..."

Disse distraendosi un'attimo.

"Comunque, pensando alla capnomanzia, anche senza sapere in cosa consiste più precisamente, credo che dei cinque sensi vengano usati: la vista, perché il fumo si può muovere in diversi modi e prendere diverse forme, ma anche gli occhi reagiscono al fumo, nel senso che il fumo spesso fa lacrimare gli occhi; l'olfatto, perché bruciando diverse piante, ad esempio, si ottengono degli odori diversi; allora stesso modo il fumo può avere diversi gusti, anche se non si usa specificamente in questa pratica divinatoria."

Così dicendo concluse il suo discorso, sperando di aver detto abbastanza e di aver risposto bene.

Spoiler: Juliet_Ewans




POSTATO DA: Andrew_Mist

Andrew smise di osservare il panorama e volse lo sguardo verso la professoressa, che aveva appena iniziato a parlare, per ascoltare quello che stava spiegando.

[color=orange:5d48af9433]“Le pratiche divinatorie che ancora non abbiamo studiato sono molteplici e vi chiedo di sceglierne una. Non dovete descrivermela nei particolari o metterla in atto davanti a me, ma dovete pensare a quale legame potrebbe avere con i cinque sensi.
Se per esempio uno di voi vuole parlare della cubomanzia, deve chiedersi quale senso è più utile per essa e dove intervengono gli altri sensi, o ancora quale sarebbe la condizione migliore per fare una predizione di tal tipo.”
[/color:5d48af9433]
Disse la ragazza, facendo apparire in mano ad ogni ragazzo una lista di pratiche divinatorie molto lunga. Andrew afferrò la sua pergamena che svolazzava a pochi centimetri dal suo naso e diede una rapida occhiata alle varie arti mantiche, rimanendo stupito dal loro elevato numero. Subito Shana prese parola, parlando della brontoscopia, che si basava sull'ascolto dei tuoni, sottolineando come fosse in relazione con l'udito. Andrew aspettò che finisse di parlare, poi intervenne.

"Sono perfettamente d'accordo con quello che dici, ma credo che anche la vista possa essere utilizzata. Insomma, dato che la luce viaggia più veloce del suono, vedremmo prima un fulmine e così potremo essere pronti per ascoltare meglio..."

Disse, tornando, poi, ad abbassare lo sguardo sulla pergamena. Il suo sguardo indugiò per un attimo sulla voce Negromanzia, la pratica divinatoria che invocava la presenza di spiriti per ottenere responsi. Pericolosa, certo, ma estremamente interessante. Molti, tuttavia, la ritenevano una pratica oscura e, sebbene non fosse nata per questo tipo di pratica, preferì non parlarne. Ascoltò anche Gwen parlare della Capnomanzia e poi prese parola.

"Io, invece, ho scelto l'aritmanzia, pratica divinatoria molto conosciuta che, per fare predizioni, associa i numeri alle lettere dell'alfabeto latino. Capiamo che il senso associato è la vista; tuttavia ci vuole anche una vista interiore che permetta di vedere cose di cui gli altri non si accorgono, facendo previsioni su di esse...

Spiegò sperando di essersi fatto capire.

Spoiler: Shana_Sakai, Juliet_Ewans, Gwenevere_Mckenzie




POSTATO DA: Juliet_Ewans

Shana prese parola per prima ed espose i propri pensieri sulla brontoscopia. Juliet la ascoltò con interesse, facendole cenni d'assenso e portandosi una mano al mento, per riflettere.

[color=brown:3686eb83d6]"In questa arte non solo è importante utilizzare l'udito, ma è anche l'unico tra i cinque sensi che possa aiutare ad effettuare una predizione..."
"Conoscendo le previsioni del tempo ci si può trovare nel posto perfetto e sfruttare le condizioni atmosferiche del momento. Sarebbe anche meglio trovarsi in campagna rispetto alla città; in un luogo silenzioso non ci sarebbero, infatti, altri rumori che potrebbero interferire."
[/color:3686eb83d6]
Le osservazioni della Grifa erano tutte giuste ed anche la contestualizzazione della pratica non recava errori. Con un sorriso incoraggiante, tuttavia, decise di scavare più a fondo con lei.

[color=orange:3686eb83d6]"Ottimo direi, ma prova a pensare.. Sicura che il tatto non venga utilizzato?
Se come dici tu ci si predispone per essere pronti nel momento giusto, il più possibile vicino ai fulmini che precedono i tuoni, allora il rumore sarà così forte che potrebbe far tremare la terra, i vetri, anche se impercettibilmente. E queste onde, perchè di onde sonore si tratta, non potrebbero darci maggiori dettagli anche attraverso il tatto?"[/color:3686eb83d6]

Juliet riteneva che il tuono, proprio in quanto possibile solo durante un temporale, non doveva essere considerato come qualcosa di separato dal contesto naturale in cui era inserito, e allora poteva avere una componente di importanza anche l'odore della pioggia o il suo scrosciare in sottofondo.

[color=orange:3686eb83d6]"Vedi, mia cara Shana, è questa la difficoltà della Divinazione, l'estraniarsi ma al contempo l'inserirsi.
Da un lato bisogna essere in grado di isolare ciò che ci permette di predire, dall'altro però bisogna vederlo nel suo insieme.. E sopratutto bisogna vedere cosa suscita in relazione a noi, perchè è del nostro futuro che parliamo.
Immagina di essere da sola, immagina di sentire un tuono violento, cupo, non troppo lungo nel tempo. Cosa proveresti per prima cosa?
Avresti delle emozioni instintive, di sicuro, quello che devi chiederti a posteriori è perchè. In fondo, sai benissimo di non temere nulla da quel fulmine, sai che è uguale a tanti altri.. eppure.."[/color:3686eb83d6]

Juliet lasciò la frase in sospeso, perchè la giovane Grifa avesse tempo di rifletterci e, se voleva, di esporre nuovi pensieri derivati dalle parole dell'insegnante. Poi, ascoltò ciò che Gwen aveva da dire: la ragazza aveva scelto la capnomanzia.

"..la vista, perché il fumo si può muovere in diversi modi e prendere diverse forme, ma anche gli occhi reagiscono al fumo, nel senso che il fumo spesso fa lacrimare gli occhi; l'olfatto, perché bruciando diverse piante, ad esempio, si ottengono degli odori diversi; allora stesso modo il fumo può avere diversi gusti, anche se non si usa specificamente in questa pratica divinatoria.."

Juliet resettò il proprio pensiero per ricollegarsi a quest'altra tecnica mantica. Le aveva provate tutte ovviamente, prediligendone alcune rispetto ad altre, e questo discorso globale le piaceva proprio per la possibilità di spaziare. Sorrise felice, annuendo alle parole della giovane corvetta.

[color=orange:3686eb83d6]"Ben detto, Gwen. Le spirali create dal fuoco ci permettono di usare la vista e anche le lacrime che il fumo può provocare potrebbero darci ulteriori dettagli! Ottimo anche l'olfatto..
Io aggiungerei il tatto anche qui: ci sono zone del nostro corpo che potrebbero mostrarsi più sensibili al calore, rispetto ad altre. Se per dire senti calore alla testa più che al resto del corpo mentre osservi il fumo, cosa penseresti?
Come hai ben detto, si possono bruciare diverse piante, oltre che l'odore anche il colore del fumo potrebbe leggermente mutare. Come lo interpreteresti?"
[/color:3686eb83d6]
Fantasia, ci voleva una grande fantasia. Bisognava chiudere gli occhi e lasciarsi andare. Bisognava essere capaci di spegnere la parte razionale e lasciarsi andare dall'immaginazione. Se ciò era fatto con consapevolezza e con il cuore aperto al mondo, allora il semplice indovinare si sarebbe trasformato in divinare.
Il turno successivo fu quello di Andrew, che poco prima aveva anche aggiunto un dettaglio all'opinione di Shana.

[color=orange:3686eb83d6]"Ottima osservazione, anche il vedere il lampo poco prima potrebbe aiutarci, anche solo per calcolare la nostra distanza dal luogo esatto: è ovvio che sentire un tuono da lontano sarà meno preciso."
[/color:3686eb83d6]
Annuì seria Juliet, arrossendo solo un attimo quando incrociò gli occhi del ragazzo. Poi Andrew riprese la parola per analizzare anche un'altra pratica.

"Io, invece, ho scelto l'aritmanzia, pratica divinatoria molto conosciuta che, per fare predizioni, associa i numeri alle lettere dell'alfabeto latino. Capiamo che il senso associato è la vista; tuttavia ci vuole anche una vista interiore che permetta di vedere cose di cui gli altri non si accorgono, facendo previsioni su di esse..."

Juliet si fece pensierosa, per un attimo quasi disorientata dalla scelta del ragazzo. Scelta che rivelava parecchie cose.

[color=orange:3686eb83d6]"Hai scelto un'arte mantica particolare, Drew..
Vedi, i numeri sono qualcosa di così esatto e perfetto, che quasi fanno paura. Non si può imbrogliare con i numeri, non si può interpretarli in diversi modi, al contrario delle parole. I numeri non possiamo toccarli, annusarli, sentirli o gustarli.. Possiamo guardarli e, tuttavia, non comprenderli. Dici bene, qui c'è bisogno di un senso altro, che permetta di creare connessioni tra essi. Non tutti siamo in grado di usarli nel modo corretto, proprio quando crediamo di riuscire a dominarli ci sfuggono in nuovi mondi."[/color:3686eb83d6]

Juliet ripensò con un brivido a dei corsi specifici che aveva frequentato e di fronte alla magnificenza e alla potenza di quei semplici simboli si sentì minuscola. Ecco perchè nel mondo babbano non erano in tanti ad amare la matematica. Il bello, per Juliet, era che essa non mentiva.

Spoiler: Gwenevere_Mckenzie, Shana_Sakai, Andrew_Mist




POSTATO DA: Crystal_Absinthe

Crystal finì di sorseggaire il suo tè e si alzò per riporre la tazzina sul tavolo dove l'aveva presa. Prese un ultimo biscotto al cioccolato rimasto e si girò per tornare al suo posto.
In quel momento sentì la professoressa Juliet_Ewans dire: [color=orange:460f1768f4]“Bene, direi che è ora di cominciare!
Chi non si è ancora seduto prenda posto e faccia silenzio, il momento delle chiacchiere è finito. O meglio, ora parleremo ancora tra noi, ma non accavallandoci l’uno sopra l’altro. Cerchiamo di ascoltarci tutti e di dire come la pensiamo, senza paura.
Nella mia aula nessuno può sbagliare perciò non preoccupatevi, non abbiate timore: qualsiasi cosa diciate io l’apprezzerò e la considererò come oro. Siamo qui tutti per imparare, anche io!” [/color:460f1768f4]
Si affrettò a tornare al suo posto, tirando fuori il blocco e la penna per scrivere l'eventuali spiegazioni della professoressa.
L'ascolto attentamente ma non ebbe bisogno di scrivere nulla, anche perchè si perse nel ricordo della lezione in cui analizzarono il fegato degli animali. Non era rimasta inorridita, anzi, si divertì molto.

Venne riportata alla realtà da un foglio che fece comparire la professoressa, in cui erano scritte tutte le pratiche divinatorie esistenti. Per curiosità ne lesse alcune ma già sapeva quale voleva approfondire: la negromanzia. Sua madre gliene aveva parlato una volta e Crystal da quel giorno passò molto tempo, quando ancora era a casa, nel tentativo di praticarla di nascosto.
Scelse di non prendere per prima la parola. Aveva bisogno di dare fondo alla sua memoria sulla spiegazione della madre e di pensare ad un intervento sensato quando fosse stato il suo turno.
Ascoltò una grifondoro parlare della brontoscopia ma Gwenevere_Mckenzie colse profondamente la sua attenzione, parlando della capnomanzia.
Per ultimo parlò Andrew_Mist facendo riferimento all'aritmanzia. Fece un piccolo sbuffo quando il ragazzo parlò di quella pratica. L'aveva sempre odiata e non sopportava nemmeno il solo pronunciare quella parola.
Alzò la mano, appena il ragazzo corvonero finì. La professoressa le sorrise e con un piccolo gesto della testa le diede la parola.
"La capnomanzia è una bellissima pratica.." disse "però credo che oltre alla vista e all'olfatto essa possa coinvolgere anche il tatto e l'emotivita. Il fumo non è qualcosa che si possa toccare o addirittura prendere ovviamente ma si può sentirne il calore o una specie di piccolo solletichio se vi si passa la mano attraverso. Per quanto riguarda l'emotività io parlo in modo soggettivo. Solitamente quando sono davanti al fuoco amo osservare il fumo che producono le fiamme e mi lasciano una sensazione strana. Come se il fumo fosse capace di ammaliare le persone. Ma forse questo è solo qualcosa di soggettivo come detto prima."

Crystal prese un pò di fiato e poi, rivolgendo lo sguardo verso la professoressa disse:"Io invece ho scelto la Negromanzia, l'arte divinatoria di evocare gli spiriti. Oltre che affascinante, se usata con ritegno, può essere molto utile. Durante i rituali vengono accese delle candele con svariati odori, perciò l'olfatto viene usato assolutamente; anzi, pare che annusare l'aria impregnata dell'odore della candela aiuti alla concentrazione. Anche l'udito viene utilizzato in quanto spesso si chiede allo spirito di emettere un suono per far percepire la sua presenza. Il gusto purtroppo non è un senso che in questa pratica divinatoria viene particolarmente accentuato. Lo spirito ovviamente non lo si può assaggiare ma alcune persone che dicono di essere state impossessate da essi, parlano di uno strano sapore di sangue, come se si fossero morsi la lingua nel preciso momento in cui lo spirito è entrato in loro passando dalla bocca. Il tatto è il senso più importante in questa pratica, in quanto per evocare lo spirito ci si serve del contatto fisico con altre persone. Gli evocatori si tengono per mano cercando di trasmettersi tra loro una forte potenza interiore, catturandola l'uno attraverso l'altro. Altri invece appoggiano le mano su di un tavolo cercando di trasmettere la loro forza attraverso di esso su degli oggetti divinatori posti sul tavolo, come ad esempio la tavoletta ouija. Anche la vista ha un ruolo importante. Spesso durante uno di questi rituali si può cogliere la presenza di questi spiriti perchè essi scelgono di impossessare un oggetto, facendolo muovere o anche volare. Perciò credo che la negromanzia sia una delle pratiche che colpisca meglio tutti i sensi"
Crystal concluse così il suo intervento e si lasciò cadere sullo schienale della poltroncina, riprendendo un pò di fiato.

[size=10:460f1768f4]Edit: ricordati che il parlato va tra virgolette e non tra sterischi cara! :)



POSTATO DA: Alyssa_Cooper

Alyssa si trovò a concordare con i pensieri dei presenti e pensò che gli argomenti che avevano scelto, fossero tutti interessanti e le sarebbe piaciuto analizarli.
Non appena finì di parlare la nuova studentessa Serpeverde,che aveva fatto un intervento brillante, la Corvonero alzò la mano per prendere la parola.
[color=blue:d02030edb8]"Io invece avrei scelto l'oniromanzia, l'arte divinatoria basata sui sogni, come segno di presagio sia esso buono o cattivo.
I sogni possono nascondere messaggi su cosa potrà accadere nel futuro, quindi si usa la vista, ma non solo quella normale, anche la v ista interiore, riuscire a carpire ciò ch si cela oltre a quello che vediamo, e in più l'udito, nei sogni spesso vediamo sentiamo...e per alcuni il sogno può essere talmente vivido che si possono sentire profumi e odori,quindi olfatto e a volte si può avere la sensazione di toccare veramente ciò che staimo sognando....certo c'è chi non crede ai sogni premonitori e crede che essi siano dovuti a cose che abbiamo visto o vissuto nell'arco della giornata e che ci sia un senso logico a tutto.
Personalmente sono dell'idea che spesso i sogni possano essere premonitori, una sorta di avvertimento un certo sesto senso che ci avvisa."[/color:d02030edb8]
non sapeva se si era spiegata poi cosi bene, ma le era capitato spesso di sognare cose che poi avevano un fondo di verità e i suoi sogni erano sempre molto vividi.

[size=10:d02030edb8]Edit: ricordati che il parlato va tra virgolette e non tra asterischi cara! :)



POSTATO DA: Shana_Sakai

Shana ascoltò con interesse l'intervento che fece Andrew_Mist sulla pratica da lei enucleata. Era un appunto intelligente, ma la giovane grifa non era totalmente d'accordo con lui.

"Quello che dici tu è giusto, anche la vista può servire. Ma a mio parere non è utile ai fini della predizione vera e propria ma solo per permetterci di individuare con maggiore precisione il punto migliore per attendere l'arrivo del tuono."

Continuò il discorso arrivando a parlare sempre più piano, quasi stesse dicendo le cose solo a sé stessa.

"Anche se la vedo dura arrivare nel luogo giusto, anche con l'aiuto di un fulmine, se siamo troppo distanti."

Lei la vedeva così a questo riguardo. Invece, in relazione all'aggiunta fatta dall'insegnante, non poteva dire altrettanto. Di sicuro anche il tatto, cui Shana non aveva pensato da subito, poteva influire se lo si sfruttava correttamente. Toccando pareti di vetro, o la terra morbida che si calpestava, si potevano sentire vibrazioni, che andavano poi interpretate nel complesso.

[color=orange:8b2e11dc8d]"Vedi, mia cara Shana, è questa la difficoltà della Divinazione, l'estraniarsi ma al contempo l'inserirsi.
Da un lato bisogna essere in grado di isolare ciò che ci permette di predire, dall'altro però bisogna vederlo nel suo insieme.. E sopratutto bisogna vedere cosa suscita in relazione a noi, perchè è del nostro futuro che parliamo."[/color:8b2e11dc8d]

La professoressa Ewans aveva ragione: la divinazione era un'arte completa. Anche nei casi in cui poteva sembrare chiaro l'utilizzo di un solo senso, se si lavorava scavando più nel profondo si potevano trovare relazioni all'inizio impensabili.
Una domanda attirò l'attenzione della giovane.

"Immagina di essere da sola, immagina di sentire un tuono violento, cupo, non troppo lungo nel tempo. Cosa proveresti per prima cosa?"

Shana cominciò a rimuginare, ignorando senza volere gli interventi che seguirono al suo. I tuoni non le erano mai piaciuti e fin da piccola ne era sempre stata terrorizzata. Anche adesso che era più grande, e non provava più lo stesso terrore, la prima sensazione che avrebbe avuto in una situazione simile sarebbe stata di angoscia.
Approfittò di un momento di silenzio per dire la sua, rispondendo alla domanda dell'insegnante.

[color=brown:8b2e11dc8d]"Avrei paura come prima cosa. Ho sempre interpretato il tuono come un cattivo presagio, come di un qualcosa che si avvicina con violenza e cattiveria, facendosi strada lento ma inesorabile. Un tuono cupo e breve lo interpreterei, quindi, come il chiaro segno di qualcosa di brutto, come una notizia, che mi arriverà nell'arco di un breve periodo, ma che non sconvolgerà totalmente la mia vita. Insomma, una cosa brutta ma che sarò in grado di superare.
Poi, ovviamente, per poter fare una previsione più completa, mi servirei di altri elementi, come la vibrazione del terreno o la possibilità che il suono, così forte, abbia rotto qualche vetro.
Ma tutto questo verrebbe solo dopo."[/color:8b2e11dc8d]

Prese fiato, dopo aver parlato quasi di getto, ispirata. Aveva scelto l'argomento giusto; era un qualcosa che aveva sempre sentito, seppur negativamente, come suo. Nonostante ne fosse sempre stata terrorizzata, fin da piccola, aveva sempre amato i temporali e osservare i fulmini dalla finestra.
All'improvviso i suoi pensieri furono interrotti da un vociare che era ripreso in classe.
Una compagna, Crystal_Absinthe, aveva iniziato a dire la sua sulla pratica che aveva scelto: la negromanzia. Shana si sistemò ad ascoltarla con piacere: era una pratica da molti considerata oscura, ma che la grifa trovava in qualche modo affascinante.
La grifa non poteva che essere d'accordo con l'intervento della Serpeverde, seppure ritenesse in qualche modo più rilevante, l'udito e l'olfatto rispetto alla vista. Sicuramente era una pratica che colpiva in larga misura i cinque sensi, ma secondo Shana per poter predire avvalendosi di quell'arte era necessario qualcosa in più.
Decise di provare ad intervenire.

[color=brown:8b2e11dc8d]"Sono perfettamente d'accordo con quanto detto dalla mia compagna circa la negromanzia, ma personalmente ritengo questa un'arte che si rifà maggiormente al cosiddetto sesto senso. Infatti, secondo la fenomenologia Buddhista i sensi non sono cinque ma sei: oltre a vista, udito, olfatto, tatto e gusto ne esiste un altro, importante, che riguarda i fenomeni mentali.
Vedere con gli occhi della mente quello che ad altri è precluso, sentire con la mente una presenza... le sensazioni insomma!
Sono queste che permettono di predire il futuro, non solo per quanto riguarda la pratica della negromanzia, ma di tutte le altre arti conosciute, dalla brontoscopia alla capnomanzia.
E' la consapevolezza di questo, delle nostre sensazioni più profonde e inconscie, che è alla base di tutto secondo me; addirittura più importante dei cinque sensi, che fungono da corredo, da aiuto per la completezza della previsione."[/color:8b2e11dc8d]

Era andata troppo oltre rispetto a quello che voleva. Si tappò subito la bocca, evitando di lasciarsi scappare altro, e si rigirò nervosamente una ciocca di capelli tra le dita.

Spoiler: Juliet_Ewans




POSTATO DA: Dragonis_Witch

Dragonis aspettò che una giovane serpeverde finisse di parlare della Negromanzia poi alzò la mano e dopo un cenno da parte della professoressa Ewans, iniziò a parlare

[color=purple:1eed01bdf5]"La pratica divinatoria che io ho scelto è la Chiromanzia, l'arte di saper legger il palmo della mano quindi non vengono utilizzati tutti i cinque sensi ma solo due: il tatto e la vista.
Infatti per praticare questa arte bisogna conoscere ciò che rappresentano le linee del palmo della mano quindi si deve avere una buona vista per non sbagliarsi e per comprendere nel modo migliore bisogna utilizzare il tatto"[/color:1eed01bdf5]

poi si fermò ed aspettò che anche gli altri esposero le proprio opinioni

[size=10:1eed01bdf5]Edit: ricorda che le regole del GDR della lezione sono leggermente differenti dal solito: parlato tra virgolette e testo senza nulla :) Ho corretto io, un bacio!



POSTATO DA: Juliet_Ewans

"..però credo che oltre alla vista e all'olfatto essa possa coinvolgere anche il tatto e l'emotivita.."

Prese parola una giovane serpeverde in relazione alla capnomanzia. Juliet assentì alle parole della ragazza, per poi ringraziarla del suo parere.

"Sì, ottimo intuito mia cara, l'emotività è importante laddove si voglia predire qualcosa di nostro. E se invece la predizione è rivolta a qualcun altro, sarà la reazione altrui che dovremo tenere in considerazione. Ci sono odori, ad esempio, che per alcuni possono risultare sgradevoli e per altri no. Bisogna tenere in grande considerazione anche tutto ciò."

Poi ascoltò ciò che aveva da dire sulla Negromanzia e, anche in questo caso, si fece pensierosa. Strana scelta anche la sua.

"Mia cara, ciò che dici è estremamente corretto..Certo chi ricorre a tale pratica ha sempre domande piuttosto inusuali da porre ad uno spirito, fate attenzione se mai doveste usarla.."

Ammonì la professoressa considerando anche la giovane età della ragazza. Poi le sorrise soddisfatta della sua risposta e ascoltò l'intervento successivo, quello di una giovane corvonero. Le venne da ridere ad una frase innocua della giovane:

[color=blue:5e6a32a7b0]"certo c'è chi non crede ai sogni premonitori e crede che essi siano dovuti a cose che abbiamo visto o vissuto nell'arco della giornata e che ci sia un senso logico a tutto.."
[/color:5e6a32a7b0]
[color=orange:5e6a32a7b0]"Se è per questo c'è anche chi non crede alla magia, è forse meno vera?
La Divinazione è una delle branche che perfino noi maghi facciamo più fatica a concepire. Molti la credono un inganno e la snobbano. Io ritengo tale comportamento un'estrema pecca del nostro popolo: i babbani non conoscono la Magia e vivono con qualcosa in meno rispetto a noi. Perchè non impariamo dal loro sbaglio, la smettiamo di crederci capaci di tutto solo noi, e non apriamo la nostra visione a qualcosa di "altro"?"
[/color:5e6a32a7b0]
Era una domanda retorica, ma celava gran parte dell'essenzialità della pratica che lei amava ed insegnava. Non era tanto questione di comprendere la Divinazione, ma di accettarla. Poche persone avevano il coraggio di farlo.

[color=orange:5e6a32a7b0]"Comunque, una scelta molto affascinante la tua, cara Alyssa: l'oniromanzia.
Una delle pratiche che più affascina l'uomo, che perfino i babbani usano per comprendere e curare disturbi psichici. I sogni sono legati alla nostra mente, a noi e quindi al nostro destino. Dimmi un po', tu hai mai fatto sogni tanto vividi da sentire suoni, odori, profumi?"[/color:5e6a32a7b0]

Chiese incuriosita, proprio per il fatto che la ragazza credesse tanto in tale pratica. Di solito, sopratutto i più giovani, credono in ciò che vedono e in fondo anche Juliet aveva iniziato la propria carriera sperimentando sulla propria pelle tutte le arti mantiche e trovandovi un fondo di verità.
Juliet sentì anche la risposta di Shana ad Andrew e sorrise: con la Smaterializzazione si poteva arrivare ovunque in un battibaleno. Tuttavia, le interessava maggiormente la sua esperienza personale e annuì nel constatare che la sua prima emozione sarebbe stata la paura. I tuoni si interrogavano per capire l'entità degli ostacoli sulla propria via, il dolore ed il terrore che ci riservavano: erano sopportabili?

[color=brown:5e6a32a7b0]"..E' la consapevolezza di questo, delle nostre sensazioni più profonde e inconscie, che è alla base di tutto secondo me; addirittura più importante dei cinque sensi, che fungono da corredo, da aiuto per la completezza della previsione."
[/color:5e6a32a7b0]
Aggiunse successivamente la ragazza e Juliet non potè fare a meno di assentire.

"Vedo che impari in fretta, mia cara grifa. Ottimo. Hai centrato in pieno il succo della questione!"

Le disse trionfante, felice che la ragazza avesse compreso l'importanza dei cinque sensi come aiuto imprenscindibile, ma non protagonista. Si volse poi verso Dragonis, a cui fece un cenno per dare la parola.

"La pratica divinatoria che io ho scelto è la Chiromanzia, l'arte di saper legger il palmo della mano quindi non vengono utilizzati tutti i cinque sensi ma solo due: il tatto e la vista.."

Juliet si fermò un attimo a riflettere e constatò che effettivamente gusto, olfatto ed udito non parevano rientrare.

[color=orange:5e6a32a7b0]"Ottima osservazione cara, aggiungerei che il tatto può essere utile anche ad individuare irregolarità nella mano, ad esempio dei calli, che ci possono fornire informazioni sul soggetto, o anche delle zone di dolore. Magari la sensibilità di alcune zone rispetto ad altre può fornirci ulteriori dettagli..
Ho però una domanda per te: se la mano che interroghi trema in maniera piuttosto evidente, ne terresti conto? E perchè?"[/color:5e6a32a7b0]

Proprio in riferimento al fatto che le predizioni erano qualcosa di soggettivo, era anche giusto indagare quell'aspetto e provare sempre a chiedersi cosa poteva significare una reazione piuttosto che un'altra. Spesso non erano le tabelle in cui si riportava la connessione tra una parola ed il suo significato a fare la predizione, ma la fantasia di chi divinava: il saper creare legami tra un particolare e l'altro. L'immaginazione.

*Tutti bellissimi interventi fino ad ora*

Pensò soddisfatta la professoressa, lasciando che chi altri volesse potesse prendere parola. Il suo sorriso era radioso, felice della piega presa dalla lezione: un confronto in cui cercava di stimolare gli studenti a pensare più a fondo.

Spoiler: Crystal_Absinthe, Dragonis_Witch, Shana_Sakai, Alyssa_Cooper,




POSTATO DA: Gwenevere_Mckenzie

Dopo che aveva parlato Gwenevere anche altri ragazzi si erano aggiunti al discorso e più sentiva i loro punti di vista più capiva quanto la divinazione fosse profondamente legata al modo di essere di ognuno.

[color=orange:b59f6184ea]"Ben detto, Gwen. Le spirali create dal fuoco ci permettono di usare la vista e anche le lacrime che il fumo può provocare potrebbero darci ulteriori dettagli! Ottimo anche l'olfatto..
Io aggiungerei il tatto anche qui: ci sono zone del nostro corpo che potrebbero mostrarsi più sensibili al calore, rispetto ad altre. Se per dire senti calore alla testa più che al resto del corpo mentre osservi il fumo, cosa penseresti?
Come hai ben detto, si possono bruciare diverse piante, oltre che l'odore anche il colore del fumo potrebbe leggermente mutare. Come lo interpreteresti?"[/color:b59f6184ea]

*Aveva risposto la professoressa alle sue osservazioni iniziali.
Gwenevere riflettè sulle sue domande prima di dare una risposta, alcune di quelle cose non le aveva tenute in considerazione e le sue idee non erano chiare come aveva pensato all'inizio.*

[color=cornflowerblue:b59f6184ea]"Con tanto calore alla testa credo che mi sentirei oppressa e confusa, come quando si ha la febbre e il calore si concentra sulla testa in modo fastidioso con un senso anche di impotenza, perché sembra che il male venga da dentro. Quindi predirrei qualcosa non proprio piacevole che non si può propriamente contrastare ma si deve solo aspettare che passi, come qualsiasi dolore.

Al contrario, un calore in tutto il corpo che non sia tanto forte per me sarebbe un piacevole torpore, come quando si sta sotto il sole primaverile che riscalda la pelle senza bruciarla. Questo lo interpreterei come un avvenimento rassicurante e piacevole"[/color:b59f6184ea]

Rispose Gwenevere alla prima domanda della professoressa, mentre per la seconda dovette prendersi più tempo per riflettere perché i colori per lei erano sempre stati difficili da interpretare, come quando in una lezione di Storia della Magia si era parlato dei colori della magia.

"Beh, sicuramente cercherei subito la grande distinzione tra un fumo bianco e uno grigo-nero, il bene e il male, il sole e il buio, la leggerezza e il peso. Poi magari guarderei come cambia il colore del fumo in base all'altezza, perché se fosse scuro alla base ma via via più chiaro salendo in aria, sarebbe per me un evento che si risolve per il meglio."

Concluse la ragazza in risposta.

Spoiler: Juliet_Ewans




POSTATO DA: Cassandra_Evens

Cassandra stava parlando con Shana_Sakai, e Pervinca_Periwinkle quando la professoressa Juliet_Ewans disse:
[color=orange:a068243599]“Bene, direi che è ora di cominciare!
Chi non si è ancora seduto prenda posto e faccia silenzio, il momento delle chiacchiere è finito. O meglio, ora parleremo ancora tra noi, ma non accavallandoci l’uno sopra l’altro. Cerchiamo di ascoltarci tutti e di dire come la pensiamo, senza paura.
Nella mia aula nessuno può sbagliare perciò non preoccupatevi, non abbiate timore: qualsiasi cosa diciate io l’apprezzerò e la considererò come oro. Siamo qui tutti per imparare, anche io!”[/color:a068243599]
poi aggiunse guardando la classe e agitando la bacchetta in modo che comparissero delle tracce sul foglio che aveva dato all'inizio della lezione
[color=orange:a068243599]"Se volete approfondire una pratica già detta, o dire la vostra opinione sulle parole altrui, siete liberissimi di farlo ed anzi ogni tentativo di dibattito sarà apprezzato. Magari interverrò io stessa per chiedervi qualche informazione in più!
Trovate un aiuto sul foglio che avete preso all’inizio della lezione, dove sono richiamate numerose pratiche divinatorie.”[/color:a068243599]
La prima a rompere il ghiaccio fu Shana che espose la teoria della brontoscopia e le sue opinioni personali. Poi parlarono Andrew_Mist, Crystal_Absinthe, Alyssa_Cooper e Dragonis_Witch, Gwenevere_Mckenzie di diverse pratiche divinatorie. Cassandra stava ascoltando attentamente la lezione quando decise di intervenire con voce un po' tremante iniziò dicendo:
Io ho scelto ehm.. la Grafomanzia delinea la per-personalità di un soggetto, è una pratica divinatoria che si basa sull'interpretazione e lo studio della grafia per scoprire il fu-futuro di quella persona. Il se-senso che utilizza maggiormente è la vista per leggere la grafia e trarre il pre-e-sagio.
Cassandra era leggermente imbarazzata, non le piaceva molto parlare in pubblico specialmente con centinai di occhi fissi su di lei. Si guardò in torno un po' incerta e alcuni compagni le fecero un sorriso d'incoraggiamento cosi la Grifa continuò, sperando di non balbettare più come prima.
"La Grafomanzia utilizza anche il tatto perchè deve appunto scrivere e molte volte se con la falange di un dito si toccano delle parole scritte sulla carta si può sentire il rilievo e capire quanto una persona abbia spinto o meno che può voler dire tante cose...ad esempio se uno ha fretta o se è stressato, se ha paura o se è invece calmo e rilassato."
*bè dai non è neanche così terribile parlare in pubblico...*
pensò e raddrizò le spalle che fino a quel momento aveva tenute strette al collo forse per riuscire a sparire senza ovviamente riuscirci. Cassandra continuò a parlare ,questa volta però con più sicurezza e senza quella paura che aveva all'inizio.
"Un'altro senso che però viene ustao molto meno può essere anche l'udito infatti alcune volte si può sentire la penna "grattare " nel foglio e anche a seconda della velocità di scrivere si può capire altre cose"
Cassandra terminò il suo discorso speranzosa sperando di non aver fatto troppa confusione nel dire la sua idea, le parole le avevano annebbiato la testa, volevano tutte uscrire e con una gran fretta, la Grifa aveva fatto del suo meglio per fare un discorso che aveva senso e sperò con tutto il cuore che il suo tentativo non fosse miseramente fallito.



POSTATO DA: Dragonis_Witch

[color=orange:63fd811287]
"Ottima osservazione cara, aggiungerei che il tatto può essere utile anche ad individuare irregolarità nella mano, ad esempio dei calli, che ci possono fornire informazioni sul soggetto, o anche delle zone di dolore. Magari la sensibilità di alcune zone rispetto ad altre può fornirci ulteriori dettagli..
Ho però una domanda per te: se la mano che interroghi trema in maniera piuttosto evidente, ne terresti conto? E perchè?" [/color:63fd811287]

"Si ne terrei conto anche se non posso essere sicura di ciò che dico perché per fare una giusta premonizione vi è bisogno che la mano sia ferma"

rispose la ragazza all'insegnante Juliet_Ewans
[color=red:63fd811287]
[size=10:63fd811287]Edit: ricorda che le regole del GDR della lezione sono leggermente differenti dal solito: parlato tra virgolette e testo senza nulla :) Ho corretto io, un bacio![/color:63fd811287]



POSTATO DA: Alyssa_Cooper

[color=orange:e5997366cd] "Comunque, una scelta molto affascinante la tua, cara Alyssa: l'oniromanzia.
Una delle pratiche che più affascina l'uomo, che perfino i babbani usano per comprendere e curare disturbi psichici. I sogni sono legati alla nostra mente, a noi e quindi al nostro destino. Dimmi un po', tu hai mai fatto sogni tanto vividi da sentire suoni, odori, profumi?" [/color:e5997366cd]
L'insegnante Juliet_Ewans aveva cosi commentato chiedendole dei suoi sogni.
Alyssa aveva un po’ paura ad esporsi, faceva sogni talmente vividi che a volte le facevano paura, specialmente alcuni dei suoi sogni ricorrenti, alcuni catastrofici, tempesta e cose che cadono dal cielo, macchine aerei di tutto, aveva smesso di fare quello e ne era iniziato un altro, almeno un o de volte al mese le succedeva di sognare quel posto buio,dove lei era intrappolata e non trovava via d’uscita e chiedeva aiuto a voce alta anche nella realtà.
“beh veramente si….riesco a sentire bene i profumi , i suoni e ho anche la sensazione di toccare veramente determinati oggetti… e sogno sempre a colori, una volta qualcuno mi ha detto che non tutti sognano a colori…non so se è vero….Inoltre mi è capitato di sognare alcune cose il giorno prima che accadessero…sempre cose spiacevoli comunque…come persone che tradivano la mia fiducia o cose simili…”.
Si vergognò un po’ a dirlo, i suoi genitori le ripetevano sempre che era lei paranoica, seppur maghi ed auror non credevano nella veggenza.



POSTATO DA: Ginevra_Evens

In molti aveva parlato ed espresso il tipo di divinazione che preferivano.A Ginny era piaciuta particolarmente la Grifomanzia e la affiscinava la brontoscopia.Ma quella che più le interessava;forse proprio per la sua complicatezza,era la Cristallomanzia.Decise di intervenire:

[color=violet:a451ed7ca9]"Ehm...a me piace molto l'arte divinatoria della cristallomazia,
che è basata sull'uso di pietre e cristalli lasciati cadere su di un tappetino divinatorio in cui sono riportati i settori di maggior interesse nella vita..."[/color:a451ed7ca9]

La corva iniziò esitante poi prese coraggio:

[color=violet:a451ed7ca9]"...la risposta si ottiene esaminando e interpretando il loro aspetto, le loro qualità; ad ogni pietra inoltre erano associate particolari virtù.
Può anche essere praticata con sfere di cristallo. Le immagini di eventi passati, presenti e futuri appaiono sulla superficie della sfera e sono visibili solo dalla persona che pratica la divinazione."[/color:a451ed7ca9]

Ginevra finì la frase guardando Juliet_Ewans,speranzosa.

Beh...forse devo aggiungere qualcosina sulle visioni...

[color=violet:a451ed7ca9]Le visioni possono riguardare fatti passati ignoti, oppure eventi futuri non prevedibili. Oppure indicherebbero eventi presenti nella mente del divinatore o soltanto immaginati, sperati o temuti.
Si verificherebbero anche situazioni di ricordo di avvenimenti già dimenticati.Nella cristallomanzia interviene una leggera trance nel sensitivo.[/color:a451ed7ca9]



POSTATO DA: Juliet_Ewans

Juliet ascoltò la successiva risposta di Gwen e annuì nell'udire le parole della giovane. Si vedeva che la corvetta aveva fatto un ulteriore sforzo per interpretare dei possibili segnali che normalmente non si considererebbero e pertanto le sorrise incoraggiante.

"..Poi magari guarderei come cambia il colore del fumo in base all'altezza, perché se fosse scuro alla base ma via via più chiaro salendo in aria, sarebbe per me un evento che si risolve per il meglio."

La giovane concluse così il proprio discorso e la professoressa le rispose gioviale:

[color=orange:580e054e1e]"Bene Gwen, ho apprezzato moltissimo il tuo andare "oltre" e lo sforzarti di pensare su ciò che ti ho chiesto!
Ciò che hai aggiunto è vero e sono pienamente d'accordo. Ottimo lavoro mia cara!"[/color:580e054e1e]

Poi fu il turno di Cassandra, la grifetta, e Juliet fu lieta di sentirla ragionare nel modo corretto. Nella Grafomanzia, in effetti, oltre che alla vista avevano grande importanza tatto ed udito e la ragazza li aveva colti in pieno. Visto anche l'iniziale imbarazzo della giovane, Juliet la rassicurò.

[color=orange:580e054e1e]"Un bell'intervento mia cara, quel che dici è corretto! Pensi che in questa arte possa anche servire osservare l'impugnatura della penna? O il fatto che chi scrive si sporchi o meno l'inchiostro con le mani?
Questi dettagli, in effetti, non riguardano la scrittura vera e proprio, il prodotto finale, ma la sua creazione, il suo formarsi. Pensi che possano aiutare?"
[/color:580e054e1e]
Le chiese, curiosa di sentire cosa ne pensava.
Poi due ragazze che avevano riflettuto sulle domande che lei aveva posto loro, le risposero. Dragonis aveva accentuato la necessità che la mano fosse ferma per poter vedere meglio e Alyssa aveva aggiunto qualche particolare sulle sue esperienze personali in campo divinatorio. Juliet sorrise ad entrambe e fece un piccolo cenno d'assenso in direzione della corvetta, che sembrava essere un poco in imbarazzo per aver svelato quei dettagli di sè.
Juliet era contenta che avesse deciso di condividere con la classe la sua opinione, così come avevano fatto tutti quelli che avevano parlato prima di lei, e si alzò per prendere lei stessa un po' di tè.
nel frattempo, qualcun altro aveva preso la parola.
Stavolta l'argomento trattato era la Cristallomanzia, ma non era indagato ciò che Juliet aveva richiesto.

"Ginny cara, io preferirei sapere la TUA opinione su quali sensi potrebbero intervenire nella pratica che hai scelto, perciò prova a pensarci.. Tatto, udito, vista, olfatto, gusto.. Quale di più? Quale si usa senza accorgersene..?"

La professoressa la guardò incoraggiante, portandosi poi la tazzina alle labbra per bere un sorso del liquidio ambrato.

Spoiler: Alyssa_Cooper, Ginevra_Evens, Dragonis_Witch, Cassandra_Evens,




POSTATO DA: Endimion_Revenant

la lezione era cominciata, la professoressa di divinazione aveva già accennato qualcosa riguardo la lezione del giorno , cominciando a chiedere pareri agli alunni su quale forma di divinazione esistente avessero scelto, il giovane ascoltò i pareri di tutti interessato, il collegamento con i cinque sensi era molto logico, quando gli venne in mente una cosa, deci se dunque di alzare la mano

" mi scusi professoressa..."


dichiarò attendendo di essere coinvolto sempre con il suo fare un pò distaccato dal resto del gruppo

" ma in alcuni casi divinatori, prendo per esempio l'arte della cartomanzia.. sono necessari i sensi oltre la vista?? non ci vuole semplicemente una buona conoscenza sullo studio dei tarocchi?"


tirò nuovamente indietro la mano dunque restando in attesa, se poi glie lo avesse chiesto la professoressa Juliet_Ewans avrebbe aggiunto anche lui un arte di sua conoscenza



POSTATO DA: Juliet_Ewans

Juliet stava bevendo tranquillamente, quando un giovane corvonero le si rivolse per porle una domanda. Alzò la mano educatamente e, dopo che la professoressa gli ebbe dato la parola, pose una questione di non poca importanza.

" ma in alcuni casi divinatori, prendo per esempio l'arte della cartomanzia.. sono necessari i sensi oltre la vista?? non ci vuole semplicemente una buona conoscenza sullo studio dei tarocchi?"

Juliet sorrise, rendendosi conto che il dubbio del ragazzo non era affatto banale, e ci riflettè un attimo per potergli dare la risposta più esauriente e completa possibile.

[color=orange:7b13163888]"Ottima domanda mio caro!
Io sono convinta, però, che anche nella cartomanzia si possa utilizzare un altro senso.
La vista, come hai sottolineato tu, è utile per vedere effettivamente quali carte bisogna divinare o per osservare quale mazzo il richiedente decide di utilizzare. Oltre ai tarocchi, infatti, si possono usare molti altri tipi di carte e se l'indovino è abbastanza esperto, potrebbe perfino chiedere quale mazzo si preferisca, così da poter già ricavare informazioni sul tipo di persona che si trova davanti e sul suo futuro."[/color:7b13163888]

Iniziò Juliet, mentre la sua mente vagava per quell'arte mantica a lei tanto familiare.

[color=orange:7b13163888]"Tuttavia, se mai ti dovesse capitare di farti leggere le carte, noterai certamente che l'indovino, prima o poi nel corso della predizione, ti chiederà in qualche modo di toccarle: magari sarai tu a tagliare il mazzo, a dare un'ultima mescolata, a scegliere una carte. Il contatto tra chi richiede la predizione e le carte, seppur minimo, dovrà sempre essere presente e diffida di chi non ne fa uso.
A questo punto ti renderai subito conto che il tatto è necessario, anche se non sarà il tuo. Sarà quello del richiedente che verrà messo alla prova: se i suoi gesti sono rapidi e decisi, se sono nervosi, se sono lenti.. Riesci a capire?"[/color:7b13163888]

La ragazza fece una pausa e guardò il giovane negli occhi. Sapeva che molti dettagli come questi potevano benissimo sfuggire a chi era alle prime armi, eppure era certa che il ragazzo avrebbe compreso. Decise di fargli un ulteriore domanda.

[color=orange:7b13163888]"E tu cosa penseresti di uno che, chiestogli di pescare una carta a caso, indugia, sfiora più carte e solo alla fine decide di prenderne una all'inizio del mazzo? Magari la sfila dalle altre con leggerezza, tenendola sospesa tra due dita, quasi in equilibrio..
Considereresti questi dettagli nella tua predizione finale?"[/color:7b13163888]

Juliet desiderava questo, uno sforzo di fantasia ed immaginazione per connettere il tutto. Per vedere al di là.

Spoiler: Tidus_Garoth,




POSTATO DA: Ginevra_Evens

"Ginny cara, io preferirei sapere la TUA opinione su quali sensi potrebbero intervenire nella pratica che hai scelto, perciò prova a pensarci.. Tatto, udito, vista, olfatto, gusto.. Quale di più? Quale si usa senza accorgersene..?"

Le disse Juliet_Ewans.Aveva ragione,la ragazza non aveva espresso nulla di personale ma aveva detto quello che aveva letto riguardo l'argomento.

[color=violet:a72ae047f5]"Secondo me nella Cristallomanzia si usa il tatto anche se indirettamente per esempio quando lasci cadere le pietre,o quando usi la sfera.Il senso più usato però è la vista perchè serve per vedere per esempio l'immagine che ti appare o fare la divinazione delle pietre; infatti quando poi ti cadono (le pietre) vanno interpretate.Un po come succede in tutti i tipi di divinazione.
E ,non ne sono sicura,l'olfatto e l'udito vengono usati molto poco.Il primo viene usato quando vai in trance e in prima persona vivi l'esperienza che vedi nella sfera e stessa cosa succede era l'udito.
Mentre il gusto non viene usato.A meno che,non siamo in una "visione" dove la persona mangia qualcosa.Ma questo succede raramente."[/color:a72ae047f5]

La corva finì il discorso.Adesso sperava di aver dato una risposta esauriente alla professoressa tanche, perchè tutto quelloche aveva appena detto non lo aveva letto nei libri e, per questo si sentiva insicura.*



POSTATO DA: Endimion_Revenant

la professoressa Juliet_Ewansdiede consenso al giovane di parlare, e quando gli pose la sua domanda, prese a rispondere sorridente, il giovane cerchò di seguire attentamente la sua risposta, chinando un pò il capo quando questa posò lo sguardo su di lui, non essendo un amante del face to face, osservando il libro che teneva tra le mani.

il pensiero della professoressa era molto preciso,e soprattutto coinvolgente, aggiungendo particolari che al ragazzo erano sfuggiti



" quindi è possibile che un cartomante, utilizzi anche l'udito per percepire il modo in cui si porge il richiedente?? .. mi spiego meglio.."

cercò una posizione più comoda quindi il giovane, scostandosi leggermente, ponendo poi lo sguardo sulla giovane insegnate,cosa che non sempre gli riesce di fare

"se il richiedente si rivolge ad un cartomante, chiedendo salute, amore, o qualcosa di positivo, ma si rivolge con un tono imperativo, questo poi, può variare la predizione?"

domanda forse banale, ma che incuriosiva ugualmente il ragazzo, mentre proseguiva ad ascoltare ciò che la professoressa aveva da aggiungere riguardo il senso del tatto, annuì quindi facendo cenno con il capo, posando poi nuovamente lo sguardo sul libro, mentre restò per un attimo silenzioso, pensieroso, nel tentativo di cercar una risposta alla domanda


" mmm... non sono un cartomante.. ma credo di si.. forse, se è quello che vuol cercar di spiegarmi.. il modo in cui il richiedente pesca la carta, modifica la simbologia rappresentata sulla carta.. magari una carta negativa presa con decisione, può poi esser interpretata come una sorta di sfida, o un raggiungimento a superare tale difficolta presentatasi di fronte, come nel caso contrario, una carta positiva, presa con incertezza, potrebbe voler dire l'esatto contrario, o comunque che non sia necessariamente quel che si può pensare sia..."

finì dunque cosiì il suoi discorso attendendo che la professoressa giudichi il suo ragionamento



POSTATO DA: Juliet_Ewans

Juliet ascoltò con interesse il parere di Ginevra e le sorrise raggiante: aveva finalmente detto quello che pensava e la professoressa fu fiera del risultato della ragazza.

[color=orange:8e70c41076]"Bene, molto bene!
Ciò che dici è corretto ed aggiungo un dettaglio in più. L'udito è utile anche laddove si lancino le pietre: a seconda dell'angolatura con cui cadono, il suono che producono è diverso ed anch'esso può darci nuove informazioni."[/color:8e70c41076]

Poi la guardò e, con un sorriso, fece comparire una piccola pietra e gliela porse.

"Prova a lanciarla due volte, prima una e poi l'altra. E' pressochè impossibile farla cadere sempre allo stesso modo, perciò dovresti sentire due suoni diversi.. Secondo te cosa potrebbero significare?"

Juliet aveva timore che i suoi discorsi a volte risultassero troppo astratti o troppo teorici e preferiva che i ragazzi verificassero. Voleva sapere se Ginevra concordava con lei e riusciva a percepire una qualche differenza.
Poi si rivolse al giovane Tidus, che prontamente aveva ragionato sulle sue parole.

[color=orange:8e70c41076]"Una seconda buona domanda, direi. Tuttavia, stavolta la risposta è no.
Devi sempre tenere presente che la predizione è legata agli oggetti che usi, in questo caso le carte. Se, dunque, il richiedente usa un tono piuttosto che un altro, non ti aiuta tanto a capire la predizione, quanto a capire chi ti trovi davanti.
Comprendere meglio il soggetto ti aiuta a capire se ci tiene o meno, se ci crede o meno, se è spaventato o meno. E' ovvio che se sembra poco determinato, sarà una persona che di fronte agli ostacoli si impaurisce e farà più fatica a superarli.. Nella predizione vera e propria ne terrai conto, ma non la influenza da principio.. E' una sottile differenza, riesci a capirlo?"[/color:8e70c41076]

Quanto alla successiva aggiunta del corvetto, Juliet non ebbe nulla da aggiungere ma anzi gli sorrise incoraggiante.

[color=orange:8e70c41076]"Ottimo, vedo che hai capito!
Stavolta un gesto può influenzare l'interpretazione del suo destino perchè è qualcosa che è in diretto contatto con le carte!
L'estraniarsi e al tempo stesso l'inserirsi!
Bene, davvero, mio caro. Il tuo intelletto premia la tua casata!"[/color:8e70c41076]

Juliet annuì vigorosamente con la testa, per poi guardare chi ancora non aveva parlato e, forse, aveva voglia di condividere con gli altri i propri pensieri.

Spoiler: Tidus_Garoth, Ginevra_Evens,




POSTATO DA: Ginevra_Evens

[color=orange:603d004e85]"Bene, molto bene!
Ciò che dici è corretto ed aggiungo un dettaglio in più. L'udito è utile anche laddove si lancino le pietre: a seconda dell'angolatura con cui cadono, il suono che producono è diverso ed anch'esso può darci nuove informazioni."[/color:603d004e85]

Le disse la professoressa.

Ahh è vero...non ci avevo pensato!!

Pensò la corva sull'udito nella cristallomanzia.Juliet_Ewans, con un sorriso, fece comparire una piccola pietra e gliela porse e le diede un piccolo compito da fare sul momento.*

"Prova a lanciarla due volte, prima una e poi l'altra. E' pressochè impossibile farla cadere sempre allo stesso modo, perciò dovresti sentire due suoni diversi.. Secondo te cosa potrebbero significare?"

Ginny guardò la professoressa e poi la prietra che teneva in mano.La prese e con delicatezza la lanciò sul tavolino davanti al divinetto dove era seduta.Tese l'orecchio per sentire bene il suono che avrebbe fatto una volta a contatto con il legno.
Duro.Freddo.Secco.Ma con una nota di leggerezza.
Di certo non qualcosa di bello.La guardò bene per divinarla.

Io,ho ascoltato bene il suono che ha prodotto una volta a contatto con il legno.Il suono era freddo,come se si preannunciasse un evento non molto bello.Ma aveva un tintinnio leggero...come se stesse per capitare una cosa brutta che però o si risolse per il meglio o finisce con una cosa bella....Questo l'ho capito dal suono ma me lo conferma anche la posizione della pietra.

Dopo aver detto la sua opignone sul primo lancio,la riprese in mano con delicatezza e la rianciò sul tavolo.Questa volta il suo era diverso.
Elegante.Lento.Immobile.
A Ginevra lasciò di stucco questa ultima senzazione.

Questa volta invece è più difficile...succederà un avvenimente non bello ma piacevole non velocemente ma sarà un periodo di tempo lungo...ma...ehm...la cosa che non so spiegare è che quando la pietra si è postata sul tavolo non ha fatto come un eco,cosa che quando ho lanciato la pietra prima ha fatto.Quindi potrebbe essere un cambiamento nel tempo...forse a causa di un giratempo...ma non ne sono sicura.

Concluse Ginny.Ma voleva sapere anche un parere di un'esperta.

"E per lei Prof?!?"



POSTATO DA: Endimion_Revenant

l'intervento della professoressa nei confronti della compagna di classe ginevra pareva molto preciso, infatti la ragazza, prese subito a lanciar i suoi sassi e a cercar di capirne i relativi suoni, che, risuonanti nella sala, parevano realmente diversi, il picchiettare risultò effettivamente più deciso nel primo lancio, mnentre nel secondo risuonò più "dolce", ma la sua predizione non gli pareva tanto convincente al giovane, non vedendo la posizione sul pezzo di legno però decise di veitare, dopotutto non era suo compito correggere un compagno di classe in caso di errore.

prese semplicemente ad ascoltare ciò che riguardava il suo argomento, annuendo con il capo quasi convinto di aver capito le parole della professoressa, o almeno, quello che gli volesse spiegare

" si credo di aver capito... una persona che per esempio si mostra timida all'approccio con il cartomante, se gli viene mostrata una simboleggiatura che indica il superare un ostacolo, avrà una predizione diversa da quello che invece si mostra sicuro di se"

non avendo con se tarocchi non potrebbe nemmeno farne degli esempi mostrandole le carte, decise dunque di concludere cosi ed attendere il giudizio della professoressa Juliet_Ewans


// OFF: non so dove scrivertelo in caso poi cancellalo xD risponderò venerdì scusate l'assenza ma il lavoro mi chiama xD



POSTATO DA: Audrey_Joplin

Dolce stava attendendo con ansia l'inizio della lezione. Le interessava quella materia ed era curiosa di sapere di cosa avrebbero parlato quel giorno. Finalmente, la professoressa iniziò a parlare.

[color=orange:2b570cdccd]“Le pratiche divinatorie che ancora non abbiamo studiato sono molteplici e vi chiedo di sceglierne una. Non dovete descrivermela nei particolari o metterla in atto davanti a me, ma dovete pensare a quale legame potrebbe avere con i cinque sensi.
Se per esempio uno di voi vuole parlare della cubomanzia, deve chiedersi quale senso è più utile per essa e dove intervengono gli altri sensi, o ancora quale sarebbe la condizione migliore per fare una predizione di tal tipo.”
[/color:2b570cdccd]
La piccola tassetta ascoltò con molta attenzione quello che dissero gli altri compagni. Avevano detto tutti cose molto intelligenti e corrette. Lei aveva paura di non essere all'altezza degli altri. Perciò attese di sentire che tutti, o quasi, parlassero e spiegassero un metodo divinatorio. Poi, si fece coraggio e prese la parola, finalmente.

[color=silver:2b570cdccd]"Ehmm... Io ho scelto Aeromanzia, la pratica divinatoria di interpretare le condizioni atmosferiche. Ci sono diversi tipi di Aeromanzia, ad esempio la divinazione attraverso il vento, la pioggia, i tuoni, i fulmini, le comete, le meteore e le nuvole."
[/color:2b570cdccd]
Mentre parlava si poteva sentire un leggero tremolio nella voce. Fece un sospiro profondo. Cos'aveva da perdere?

[color=silver:2b570cdccd]"Secondo me si possono utilizzare quattro dei cinque sensi: la vista, l'udito e, anche se poco spesso, l'olfatto e il tatto.
La vista la si usa per osservare tutti i fenomeni elencati prima, ad eccezione del vento, del quale, però, si possono osservare gli effetti. E' il senso usato maggiormente, a parer mio.
L'udito, anch'esso importante, serve maggiormente per sentire il suono che provoca vento, lo scrosciare della pioggia e il rumore dei tuoni. L'udito si utilizza per sentire le variazioni d'intensità di ciascuno di essi.
Si può usare anche l'olfatto per sentire, ad esempio, l'odore che si sente dopo un acquazzone.
Il tatto lo si usa per toccare e sentire le meteore cadute, per sentire le irregolarità della pietra.
L'unico senso che, secondo me, non viene usato è il gusto."[/color:2b570cdccd]

Affermò questo, quasi senza preoccupazione, però, come sempre, dopo aver finito di parlare, abbassò lo sguardo e arrossì leggermente. Anche se non era certa di aver detto qualcosa di giusto, era contenta di aver tentato.

Spoiler: Juliet_Ewans,




POSTATO DA: Juliet_Ewans

Juliet osservò con attenzione la corvetta che, presa la pietra, la lanciava una prima volta. La vedeva concentrata, molto intenta ad udire bene il suono, e fu felice nel vedere l'impegno che vi stava mettendo. In silenzio la osservò lanciarla una seconda volta e poi ascoltò la spiegazione che fornì la ragazza. Non appena la ragazza terminò di dire cosa ne pensava, Juliet intervenne con un sorriso.

[color=orange:9f7a20da36]"Per analizzare il tuo futuro dovremmo avere pietre apposite, vederle l'una in relazione all'altra, vedere i simboli che hanno disegnati, come le Rune ad esempio.
Quello che mi premeva vedere, era se sentivi una differenza tra i due lanci, per il loro suono, e soprattutto se ti suscitavano emozioni inconsce. Da ciò che hai detto, è emerso che hai capito cosa intendevo parlando dell'udito e sono felice di vedere questo tuo progresso!
Ben fatto mia cara, veramente ben fatto!"
[/color:9f7a20da36]
Juliet era davvero contenta dell'entusiasmo che i ragazzi stavano mettendo in quella lezione e soprattutto era lieta di constatare che ascoltavano le sue richieste, riflettendo e mettendosi in discussione. La professoressa non chiedeva niente di più di questo.

"Bene anche tu, Tidus! Il tuo intervento è stato corposo e significativo in quanto porsi delle domande è sempre il primo passo per trovare le risposte!"

Sorrise al corvo e si predispose ad ascoltare l'intervento successivo: prese la parola Dolce, di nome e di fatto.
[color=silver:9f7a20da36]
"Secondo me si possono utilizzare quattro dei cinque sensi: la vista, l'udito e, anche se poco spesso, l'olfatto e il tatto..."[/color:9f7a20da36]

La discussione della ragazza fu approfondita e ben ragionata e Juliet le sorrise incoraggiante. La tassetta, infatti, sembrava leggermente agitata all'idea che tutti le rivolgessero l'attenzione, ma certo nessuno avrebbe avuto nulla da ridire sulle sue parole.

"Bravissima Luna, hai scovato anche i sensi più nascosti! In effetti, anche l'arte mantica portata in esempio da Shana rientrava in quella scelta da te e con lei avevamo già visto l'uso dell'udito e del tatto. Forse, potremmo approfondire meglio l'olfatto!"

Juliet le sorrise radiosa e vagò con la mente pensando ad uno degli odori che le piacevano di più: quello della neve.

[color=orange:9f7a20da36]"Proprio come dici tu, l'odore della pioggia può dare indicazioni precise, ma bisogna far attenzione perchè esso è fortemente influenzato dal paesaggio. L'asfalto bagnato di una città, infatti, manda un odore ben diverso dall'erba bagnata della campagna. Ed anche la neve, che altro non è che pioggia solidificata, ha un proprio profumo preciso.
Come in precedenza abbiamo sottolineato, la soggettività in questi casi regna sovrana: ad alcuni certi odori possono piacere, ad altri no. E pertanto dovremo calibrare la predizione anche su tali fattori!"[/color:9f7a20da36]

Juliet era certa che la ragazza avesse compresa cosa intendeva dirle e così, per cuiosità personale, le chiese:

"Quali di questi tre odori legati alla pioggia ti piace di più? Se li hai mai percepiti, ovviamente.."

Sorrise poi, osservando chi ancora non aveva parlato.

Spoiler: Dolce_Luna, Tidus_Garoth, Ginevra_Evens, Bellator_Rosier, Daphne_Harris, Pervinca_Periwinkle, Bianca_Duckling, Lily_Eclipse, Geordie_Rogers, Julie_Knight, Seraphine_Arcaden, Leaena_Meadowes,




POSTATO DA: Daphne_Harris

Dopo che Daphne ebbe ascoltato molti dei ragazzi in aula, decise che era ora di dire anche lei la sua. Era sempre stata una materia che la incuriosiva ma non era molto brava. Dolce aveva appena finito di parlare, la sua cara amica con la quale stava seguendo la lezione era stata davvero brava, anche se lei era imbarazzata.

* Che tenera che è, la conosco ormai molto bene, se potesse si sottererebbe! *

"Tranquilla Dolce_Luna, sei stata bravissima" le disse Daphne in un sussurro che solo loro 2 potevano sentire. Dopo la Professoressa anche Daphne prese la parola.

[color=violet:c1cec50022]" Salve, pensavo di dire qualcosa sull' Alfitomanzia o Critomanzia.
Divinazione che si faceva col pane d’orzo. Veniva praticata in modo che colui che lo masticava e riusciva ad inghiottire il boccone, era riconosciuto innocente delle colpe date, diversamente era colpevole. Da qui si usò l’imprecazione popolare “Se io v’inganno, che questo pane mi strangoli”. Il pane d’orzo veniva impastato con latte e sale, senza lievito; dopo essere stato ben lavorato, si avvolgeva in una carta untuosa e si faceva cuocere sotto la cenere; prima della divinazione, si strofinava con le foglie di verbena in modo tale che assumesse quelle proprietà che permettevano la divinazione stessa. Da qui possiamo dunque dire che gli elementi molto importanti sono l'olfatto e il gusto.
L'olfatto perché ovviamente la preparazione di questo cibo che viene cotto emanerà gli odori, il gusto dato che veniva fatto mangiare per vedere se doveva essere condannato o meno. Certo anche il Tatto è presente visto che l'orzo lo si deve impastare per farlo diventare pane ed entrano in funzione anche la vista e l'udito. La vista per vedere la cottura il fuoco e l'udito lo scoppiettio della fiamma che cuoce il pane. Possiamo dire che è una pratica divinatoria che mette in moto tutti i sensi."
[/color:c1cec50022]
La ragazza concluse il suo discorso, prendendo finalmente fiato e temendo di aver detto un mucchio di caccole di Troll, ma tornò a sedersi e a sorridere alle amiche come se nulla fosse.

*Quante cavolate avrò mai detto, tutta farina del mio sacco rimanendo in tema*

Pensò sorridendo Daphne in attesa della prof e del suo giudizio.



POSTATO DA: Crystal_Absinthe

Crystal ascoltò con molto interesse tutti i commenti dei ragazzi sulle loro scelte.
Shana_Sakai aggiunse:[color=red:78d5bf658e]"Sono perfettamente d'accordo con quanto detto dalla mia compagna circa la negromanzia, ma personalmente ritengo questa un'arte che si rifà maggiormente al cosiddetto sesto senso. Infatti, secondo la fenomenologia Buddhista i sensi non sono cinque ma sei: oltre a vista, udito, olfatto, tatto e gusto ne esiste un altro, importante, che riguarda i fenomeni mentali.
Vedere con gli occhi della mente quello che ad altri è precluso, sentire con la mente una presenza... le sensazioni insomma!
Sono queste che permettono di predire il futuro, non solo per quanto riguarda la pratica della negromanzia, ma di tutte le altre arti conosciute, dalla brontoscopia alla capnomanzia.
E' la consapevolezza di questo, delle nostre sensazioni più profonde e inconscie, che è alla base di tutto secondo me; addirittura più importante dei cinque sensi, che fungono da corredo, da aiuto per la completezza della previsione." [/color:78d5bf658e]
Crystal le rivolse un sorriso e disse: Bè si hai effettivamente ragione. D'altro canto in quasi tutte le pratiche divinatorie il sesto senso ha un ruolo fondamentale.
Riguardo al suo intervento la prossoressa Juliet_Ewans si congratulò con lei e poi aggiunse: "Mia cara, ciò che dici è estremamente corretto..Certo chi ricorre a tale pratica ha sempre domande piuttosto inusuali da porre ad uno spirito, fate attenzione se mai doveste usarla.."
Ovvio professoressa..sono convinta che in tutte in fondo ci sia bisogno di stare attenti. Ma non reputo che la negromanzia sia qualcosa, come spesso viene definita, una divinazione con un lato oscuro. Bisogna solo stare attenti a ciò che si chiede e ancora di più a chi si chiede.



POSTATO DA: Geordie_Rogers

Geordie stava ancora chiacchierando con i compagni che aveva intorno quando l'insegnante diede un colpo di tosse, probabilmente per attirare l'attenzione. Quel segnale preannunciava l'inizio della lezione e infatti Juliet cominciò a parlare subito dopo, sedendosi per far si che il discorso fosse meno informale. Geordie gradiva non poco quando gli insegnanti si sforzavano per mettere gli studenti a loro agio e infatti la lezione di Divinazione era una delle sue preferite.

"Le pratiche divinatorie che ancora non abbiamo studiato sono molteplici e vi chiedo di sceglierne una. Non dovete descrivermela nei particolari o metterla in atto davanti a me, ma dovete pensare a quale legame potrebbe avere con i cinque sensi. "

Disse Juliet, anticipando ai ragazzi cosa avrebbero dovuto fare quel giorno. Con fluidi movimenti della mano agitò la bacchetta e sui fogli bianchi che aveva chiesto ai ragazzi di prendere a inizio lezione apparvero le diverse pratiche divinatorie. C'erano proprio tutte, comprese le più stravaganti e alcune che Geordie non conosceva ancora.
La docente diede la possibilità ai ragazzi di parlare e il Corvetto lesse attentamente tutte le arti mantiche mentre gli altri cominciarono già a parlare.

*Critomanzia, divinazione delle torte all'orzo*

Un sorriso spuntò sulle labbra del ragazzo quando i suoi occhi passarono su quel tipo di Divinazione. Non ne aveva mai sentito nemmeno parlare e gli sembrava una cosa buffa indagare le torte..

*Mmm, dafnomanzia.. Sembra interessante!*

Si disse il giovane, posando il foglio sulle sue gambe e cominciando a elaborare nella sua mente una possibile idea. Il suo cervello lavorava freneticamente e in fretta. Non voleva parlare quando l'insegnante avrebbe cambiato l'argomento così come non ci teneva a fare brutta figura davanti a tutti quei ragazzi. Guardava il soffitto, cercando di non ascoltare cosa gli altri avevano da dire per evitare di confondersi le idee.
Quando ebbe pronto ciò che avrebbe detto alzò la mano. L'insegnante lo guardò e capì che poteva proferire parola.

"[color=blue:edc4606b50]Secondo me la pratica divinatoria che richiede l'utilizzo di tutti e cinque i sensi è la Dafnomanzia, che si attua grazie all'alloro. Conoscevo questo modo per prevedere il futuro e so che in passato le foglie di alloro venivano masticate dai profeti per dare loro l'ispirazione della predizione, quindi veniva usato il senso del gusto. Adesso però questa pratica è stata leggermente modificata e attualmente si definisce Dafnomanzia la possibilità di vedere nel futuro dagli allori bruciati. Anche per fare ciò è richiesto l'aiuto di quasi tutti i sensi. Infatti il colore della foglia d'alloro che stiamo per bruciare potrebbe già essere un segno. Più è scuro, più sfortunato sarà l'evento che si sta prevedendo, come più liscia è la foglia, più si ha buona probabilità di essere fortunati.
Se, mentre sta bruciando, l'arbusto non scoppietta vivacemente, è un segno di sventura mentre un odore gradevole potrebbe significare che nonostante le difficoltà che ci si trova ad affrontare la fortuna tornerà alla fine di quel determinato evento.[/color:edc4606b50]"

Lo aveva detto tutto d'un fiato, come per liberarsi. Del resto parlava sempre molto velocemente quando doveva esporre le proprie idee davanti ad un pubblico abbastanza numeroso..
Sperava di non aver detto niente di sbagliato, ma adesso si sentiva più leggero. L'unica cosa che doveva fare era aspettare il verdetto dell'insegnante..

Spoiler: Juliet_Ewans




POSTATO DA: Audrey_Joplin

[color=orange:1e8bfe2399]"Quali di questi tre odori legati alla pioggia ti piace di più? Se li hai mai percepiti, ovviamente.."
[/color:1e8bfe2399]
Chiese la professoressa Ewans, per curiosità. Dolce non dovette pensarci troppo. Rispose abbastanza disinvolta.

[color=silver:1e8bfe2399]"Certamente è la pioggia sull'erba della campagna. Mi ricorda molto casa mia e la mia famiglia!"
[/color:1e8bfe2399]
Dicendo questo sorrise felice, ripensando a casa.

"Per lei professoressa?"

Domandò anche lei curiosa, attendendo risposta.
C'erano ancora pochi studenti che dovevano ancora dire la loro, attendeva i loro pareri con curiosità.


[spoil]Juliet_Ewans[spoil]



POSTATO DA: Leaena_Meadowes

Leaena stava ancora mangiucchiando i biscotti che aveva preso quando la professoressa cominciò definitivamente la lezione.
Era curiosa di sapere su cosa si sarebbe orientato il discorso di oggi e, come le sue compagne e l maggior parte delle persone presenti nella stanza prestò subito ascoltò all'insegnante.

[color=orange:fb679929a3]“Le pratiche divinatorie che ancora non abbiamo studiato sono molteplici e vi chiedo di sceglierne una. Non dovete descrivermela nei particolari o metterla in atto davanti a me, ma dovete pensare a quale legame potrebbe avere con i cinque sensi.
Se per esempio uno di voi vuole parlare della cubomanzia, deve chiedersi quale senso è più utile per essa e dove intervengono gli altri sensi, o ancora quale sarebbe la condizione migliore per fare una predizione di tal tipo.” [/color:fb679929a3]

Leaena annuì vistosamente mentre con stupore osservava le varie arti mantiche che la professoressa aveva fatto velocemente comparire sul loro foglio. Molte di esse le sembravano completamente estranee mentre al contrario alcune le sembrava di conoscerle a fondo.
La lunga lista che occupava il foglio di carta la attirava non poco, tanto da distrarla e non sentire le prime risposte degli altri studenti.
Juliet li aveva invitati a scegliere una di quelle arti elencate e descrivere le sensazioni e i sensi coinvolti nello studio e nella pratica della disciplina scelta.
Sentì varie risposte, aritmanzia, capnomanzia e diverse altre arti mantiche che aveva già sentito ma per lo più le sembravano lontane dalla sua realtà.
Tra quelle non ancora trattate in classe, quella che più le risultava affascinante era l'Eromanzia.
Quando praticamente tutta la classe aveva esordito con particolari idee o risposto egregiamente all'insegnante, Leaena decise di prender parola.

[color=brown:fb679929a3]"Tra tutte queste pratiche elencate io ho scelto l'Idromanzia, l'arte di predire il futuro mediante l'acqua.
Idromanzia significa Magia o Divinazione dell'acqua, dal greco Idros(acqua) e Manteia(magia o divinazione). Il suo primo utilizzo risale proprio all'epoca dei greci, anche se si attribuiscono ai Babilonesi le prime e abbozzate tecniche di divinazione."
[/color:fb679929a3]

Leaena fece una piccola pausa per fare mente locale e continuare con la sua breve spiegazione.

[color=brown:fb679929a3]"Ci sono però diversi metodi per praticare questa tecnica. Tra i greci era diffusa la modalità che comprendeva l'uso di tre sassi(rotondo,quadrato,triangolare), gettati nell'acqua uno di seguito all'altro.
Al contatto con la superficie i piccoli sassolini creavano delle onde di diversa forma e andamento e proprio a seconda di queste caratteristiche, l'indovino poteva predire il futuro.
Se il movimento era ondulatorio, allora la risposta alla domanda posta era positiva e si poteva predire il passaggio da una situazione cattiva ad una buona.
Se il movimento era concentrico, in particolare se si veniva a formare un piccolo vortice che girava in senso orario la risposta era positiva, se in senso antiorario la risposta era negativa e preannunciava cattive sorprese.
Nel caso in cui l'acqua si fosse semplicemente increspata, allora avrebbe significato l'arrivo di un periodo disastroso. L'acqua statica infine rappresentava il fallimento della divinazione o un momento monotono."[/color:fb679929a3]

Leaena si fermò ancora un istante e cominciò a sfiorarsi la manica della maglia nervosa.

[color=brown:fb679929a3]"Questo primo metodo coinvolge di certo la vista, l'organo di senso su cui gli uomini facevano e fanno grande affidamento; dietro a questo però c'è anche una forte preparazione psicologica e gli altri sensi possono influire sulla divinazione. L'udito in modo particolare è la principale fonte di distrazione: se un indovino non presta ascolto al movimento delle onde create ma ad altri suoni perderà la concentrazione necessaria all'esito della divinazione.
Non sempre vengono coinvolti tutti i sensi, ma l'Idromanzia è una pratica con talmente tante sfaccettature che nei diversi aspetti possiamo ritrovare diversi esempi in cui tatto, udito, gusto, vista e olfatto agiscono insieme per scoprire il futuro.
L'Idromanzia è molto personale come arte mantica e in genere ogni persona può vedere il proprio futuro e non sempre quello degli altri."[/color:fb679929a3]

Leaena fermò la sua discussione e si ritirò di nuovo sul suo posticino vicino alle amiche, senza guardare chi l'aveva ascoltata e chi no.



POSTATO DA: Juliet_Ewans

Poco dopo fu la volta di Daphne, che sostenne le proprie idee sull'alfitomanzia. Aveva descritto bene la pratica, chiarendo cosa fosse, ma sopratutto gli aspetti che poi le avrebbero permesso di definire meglio la sua discussione sui cinque sensi. Ormai i ragazzi avevano capito come procedere nella Divinazione, come sfruttare ogni capacità a propria disposizione e come disporre di esse per poter fare previsioni più precise. Juliet era molto soddisfatta di ciò.

[color=orange:74b1cb192e]"Benissimo mia cara Daphne!
Proprio perchè ciò che ci permette di fare la predizione è il pane in sè, è bene considerarlo anche nella sua preparazione: il contatto fisico tra le mani che lo impastano ed i suoi ingredienti, i suoi sapori ed i suoi odori! Hai dimostrato di saper esporre molto bene l'argomento ed ho davvero apprezzato il tuo parere!"[/color:74b1cb192e]

Le disse Juliet con un sorriso, ascoltando poi cosa aveva da rispondere la serpeverde Crystal. Juliet riflettè un attimo, prima di rivolgersi a tutta la classe.

[color=orange:74b1cb192e]"Come ben dici, nessuna pratica nasce malevola, il problema è sempre l'uso che ne facciamo noi. Spesso la Divinazione è utilizzata per fini egoistici, non per il piacere della conoscenza, del sapere. E' una sottile differenza ma c'è: mai sapremo con esattezza il futuro, possiamo semplicemente coglierne dei tratti. Ma ciò che conta alla fine sono le nostre azioni, le nostre scelte. Queste sono sempre in mutamento: potremo vederne le conseguenze, ma non l'attimo in cui le prendiamo.
Dunque non crediamo ad una Divinazione liberatrice di ogni male, che ci fornisca ogni risposta, che ci riporti ciò che abbiamo perduto. Vediamola come un'opportunità per conoscere meglio noi stessi."[/color:74b1cb192e]

Poi, appena concluso quel piccolo ammonimento, Geordie alzò la mano e Juliet ascoltò ciò che il ragazzo aveva da dire sulla Dafnomanzia. La professoressa gli sorrise raggiante, complimentandosi per lui per l'attenta esposizione. Aveva mostrato gli aspetti più rilevanti in relazione ai cinque sensi e aveva ben evidenziato l'importanza di ognuno di essi. Non aveva altro da aggiungere o da chiedergli perchè aveva fatto un buon lavoro.

[color=orange:74b1cb192e]"Per me l'odore più buono è quello dell'aria poco prima che cada la neve. E' qualcosa di magico.."
[/color:74b1cb192e]
Rispose poi alla giovane tassetta che, curiosa e d'intelletto, aveva rigirato anche a Juliet la domanda postale. Le sorrise, per poi ascoltare l'intervento di una sua compagna di casata.

"Bella scelta, l'Idromanzia. Devo ammettere che non la amo particolarmente, forse perchè l'acqua è l'elemento che mi spaventa di più. Il fuoco lo puoi spegnere, la terra la puoi sollevare, l'aria la si può respirare... ma l'acqua, l'acqua dà la vita così come può dare la morte."

Pensò ad alta voce Juliet, assorta dai ricordi di sua sorella che cadeva nel fiume ghiacciato, intrappolata per sempre.
Ma presto si riscosse e tornò a rivolgersi alla giovane con un sorriso.

[color=orange:74b1cb192e]"Come ben hai detto vista e udito sono essenziali per la tecnica che ben hai descritto. E sempre rimanendo in tale pratica, il tatto potrebbe essere utile per valutarne la temperatura. L'olfatto, a tua parere, cosa potrebbe invece simboleggiare?
L'acqua può emanare profumi differenti? Ti è mai capitato di provarlo di persona?[/color:74b1cb192e]

Le chiese infine con un sorriso incoraggiante, tornando a sorseggiare la sua bevanda ambrata.

Spoiler: Leaena_Meadowes, Dolce_Luna, Geordie_Rogers, Crystal_Absinthe, Daphne_Harris,




POSTATO DA: Bellator_Rosier

Bellator ascoltava la lezione con attenzione nonostante non rientrasse tra le sue materie preferite.
Cercava di mantenere sempre un certo distacco dalla Divinazione, non ci credeva molto e cercava di trattarla al meglio dal punto di vista puramente accademico.

[color=orange:b788886c12]“Le pratiche divinatorie che ancora non abbiamo studiato sono molteplici e vi chiedo di sceglierne una. Non dovete descrivermela nei particolari o metterla in atto davanti a me, ma dovete pensare a quale legame potrebbe avere con i cinque sensi.
Se per esempio uno di voi vuole parlare della cubomanzia, deve chiedersi quale senso è più utile per essa e dove intervengono gli altri sensi, o ancora quale sarebbe la condizione migliore per fare una predizione di tal tipo.” [/color:b788886c12]

Nell'aula si respirava un'aria così mite e distesa che la sua mente, senza fremi e inibizioni, cominciò a volare verso una delle terre che più lo affascinavano: la Grecia.
Ricordò di aver letto di una delle poche pratiche divinatorie che lo affascinassero in un libro non molto tempo prima.
Era collegata ad una delle divinità olimpiche che più amava e decise illustrare alla professoressa quel poco che riusciva a ricordare.

[color=green:b788886c12]"In Beozia, nella città di Tebe era molto diffusa la pratica della Spodomanzia.
Il termine deriva dalla parola greca σποδό che significa ceneri ed è proprio su queste che si basa questa antica pratica divinatoria.
Consisteva nel sacrificare un animale o un'erba sacra bruciandolo su un altare dedicato al dio Apollo, protettore delle arti, della medicina, della musica e della profezia, per poi scrivere ciò che si voleva sapere sulle ceneri che ne rimanevano.
Il sacerdote credeva che con il sacrificio avrebbe conquistato la benevolenza del dio che gli avrebbe fatto ricevere una risposta.
Il giorno dopo, tornando all'altare, si otteneva una profezia interpretando le lettere che erano state risparmiate dalla forza del vento."[/color:b788886c12]

Concluse di esporlo con pacatezza, senza troppe pretese.
Per una delle prime volte della vita, però, riusciva a provare interesse per quella materia apparentemente così lontana dalla sua natura.

Spoiler: Juliet_Ewans




POSTATO DA: Juliet_Ewans

[size=12:2cf61cceb2]
TERZA PARTE


Il momento del dibattito era finito e ora Juliet voleva passare a qualcosa di pratico e, forse, più coinvolgente. Ciò che più le importava era vedere come i ragazzi utilizzavano i propri sensi e soprattutto quali avevano più sviluppati rispetto agli altri.

[color=orange:2cf61cceb2]“Bene ragazzi, sono molto contenta di quello che avete detto e di come avete affrontato l’argomento. So di essere stata esigente, di avervi spronato a riflettere un briciolo in più e di avervi fatto domande difficili, ma ho molto apprezzato gli sforzi di ognuno di voi!
Al termine della lezione avrete una valutazione ciascuno, ma ora voglio vedere come agite. Siete pronti?”[/color:2cf61cceb2]

Senza attendere risposta alcuna da parte degli studenti, si alzò in piedi e diede un deciso colpo di bacchetta all’aria. Tutto ciò che prima era la stanza di Divinazione scomparve e i ragazzi si ritrovarono in una grande radura. Qua e là vi erano delle tende e vicino alla professoressa vi era un indiano che sussurrava dolci parole al proprio cavallo. Agli studenti non era dato sapere se quella visione fosse reale o immaginaria e Juliet sorrise per quanto l’ambientazione fosse adeguata al suo scopo. Aveva dovuto chiedere il permesso alla Preside ed aveva lavorato duramente con Sheeva per ideare gli incantesimi giusti, ma ora era dove doveva essere insieme ai suoi studenti, e questo la rendeva estremamente soddisfatta di sé.*

[img:2cf61cceb2]http://www.focus.it/fileflash/images/tipis.jpg[/img:2cf61cceb2]


[color=orange:2cf61cceb2]“Eccoci qui! Ci siete tutti?
Non è tempo di indugiare perciò radunatevi attorno a me che vi spiegherò cosa farete ora!”[/color:2cf61cceb2]

Esordì la professoressa, contando mentalmente i presenti. Ora si iniziava sul serio.

“Come potete vedere siamo in un accampamento indiano, dove io ho radunato alcuni degli sciamani più dotati del nostro tempo, e siamo qui per compiere uno dei riti più celebri: quello per il Solstizio d’inverno. Dovete sapere che per loro questo giorno è uno dei più importanti dell’anno perché si apre la porta degli dei, si inizia un nuovo ciclo e l’umano ed il divino hanno la possibilità di fondersi insieme, ancora una volta. Pertanto ognuno di voi assisterà al rituale capace di alleggerirci del passato, con i suoi errori e rimpianti, per aprirci al futuro.”

L’introduzione era misera e certo non spiegava appieno la magnificenza di quel momento e la grande possibilità di crescita che stava dando ai suoi studenti, ma non era quella la sede per parlarne e l’obiettivo di Juliet era un altro.

[color=orange:2cf61cceb2]“Entrerete in una tenda e in essa per prima cosa dovrete accendere un fuoco. Lo sciamano che vi farà da guida metterà a vostra disposizione numerose erbe ed incensi e voi dovrete scegliere quali usare. Dovrete creare fiamme e poi interrogarle: una sola domanda, a vostra scelta, segreta, sul nuovo anno.
Poi, non vi resterà che osservare.
Mentre la vostra vista sarà concentrata sul baluginare del fuoco, sul colore del fumo, su ogni minimo particolare, il vostro olfatto sarà colpito dal profumo delle erbe scelte e il vostro udito sarà raggiunto dalla musica prodotta dallo sciamano con tamburelli. Il gusto sarà stimolato dalla Pipa della Pace che la vostra guida vi farà aspirare: state tranquilli non è nulla di pericoloso ed anzi vi richiamerà alla memoria il sapore che amate di più, quello che nella vostra vita ha il significato più intenso e particolare.
Infine, il calore del fuoco stuzzicherà il vostro corpo finchè il rito non sarà concluso.”[/color:2cf61cceb2]

Juliet si fermò per riprendere fiato e per fissare i ragazzi ad uno ad uno. Sapeva che avrebbero provato emozioni diverse, che avrebbero sperimentato i propri cinque sensi in maniera differente tra loro ed era curiosa di sapere come ognuno di loro avrebbe vissuto quell’esperienza. Non essendo sciamani, i suoi studenti non sarebbero entrati in una trance vera e propria, non avrebbero perso i sensi o quant’altro, ma sicuramente avrebbero sperimentato sulla loro stessa pelle la forza dell’ambiente su di sé. Sperava, in tal modo, di renderli consapevoli del proprio corpo, del proprio sentire.

[color=orange:2cf61cceb2]“La cosa che vi chiedo, semplicemente, è vivere.
Vivete questo passaggio al nuovo anno con ogni fibra del corpo, ascoltate ciò che vi dice. Mi raccomando, non vi chiedo di capirlo, ma di ascoltarlo.”[/color:2cf61cceb2]

Concluse così, facendo un cenno ai ragazzi affinchè ognuno entrasse in una tenda e cominciasse la propria avventura. Poi, sorridente, trasse dalla borsa una sfera di cristallo e si predispose, attraverso quella, ad osservare il lavoro di ciascuno.

[size=10:2cf61cceb2]IMPORTANTE IN SPOIL

Spoiler: Ragazzi, qualche informazione aggiuntiva:
1) Ricordatevi le regole di scrittura delle lezioni, ve le ho richiamate nel post di apertura.
2)[u:2cf61cceb2]Seguendo la traccia iniziale che vi ho dato, narratemi la vostra esperienza aggiungendo più particolari che potete. Dovete solo descrivere la scena dal punto di vista del vostro PG, né più né meno. Ricordatevi che NON avete la bacchetta a vostra disposizione e che ognuno potrà sentire sapori, musiche, odori diversi. E’ richiesto UN SOLO POST a ciascuno.[/u:2cf61cceb2]
3) Questa terza parte finirà il 19 gennaio 2013 alle 23.59 e ogni partecipante potrà aspirare ad un punteggio massimo di 10 punti (a cui potrebbero aggiungersi altri 3 punti bonus)!
4) Se qualcuno ha saltato la parte prima, fa nulla, si inserisca tranquillamente, al massimo perde i punti delle parti precedenti. Chi scrive ora ha le stesse opportunità di punti degli altri!
Grazie a tutti e buon divertimento


[size=10:2cf61cceb2]
RISULTATI DELLA PARTE TEORICA

Spoiler: Dolce_Luna: 8 punti
Alyssa_Cooper: 8 punti
Geordie_Rogers: 8 punti
Gwenevere_Mckenzie: 8 punti
Ottimo lavoro ragazzi! Ho apprezzato molto quello che avete detto e come l’avete detto!

Leaena_Meadowes: 7 punti
Andrew_Mist: 7 punti
Cassandra_Evens: 7 punti
Ginevra_Evens: 7 punti
Daphne_Harris: 7 punti
Un buon lavoro anche il vostro! Ginni, sono fiera del tuo impegno dopo l’inizio un po’ titubante!

Dragonis_Witch: 6 punti
Potevi dire qualcosina in più, ma comunque sufficiente!

Bellator_Rosier: 4 punti
Purtroppo ciò che hai scritto non era quello che volevo sapere. I cinque sensi non li hai nemmeno nominati nella tua presentazione! Un vero peccato!

Seraphine_Arcaden, Julie_Knight, Bianca_Duckling, Lily_Eclipse, Pervinca_Periwinkle: risposta non pervenuta.

Crystal_Absinthe: 9 punti
Tidus_Garoth: 9 punti
Shana_Sakai: 9 punti + 2 punti bonus
Complimenti, voi siete quelli che mi hanno convinto di più! Eccellente lavoro!

Per qualsiasi chiarimento o lamentela, sono assolutamente disponibile tramite MP! Un bacio a tutti e grazie per aver partecipato a questa parte :)




POSTATO DA: Shana_Sakai

Quando la professoressa prese parole, Shana ascoltò con attenzione il suo discorso, curiosa di scoprire cosa li aspettava. E quando la vide agitare la bacchetta non riuscì a credere all’immagine che le rimandò indietro il suo cervello. Non potevano trovarsi veramente lì, non avevano mai lasciato l’aula. Doveva trattarsi di una illusione... ma qualcosa nel profondo del suo cuore le faceva pensare che non fosse proprio così.
Si trovavano in un accampamento indiano, Shana non aveva alcun dubbio al riguardo... quanti ricordi inondarono i pensieri della giovane. Sembrava proprio che tutto quello venisse direttamente dai racconti che sua nonna le faceva sempre. La sua tribù, da quanto tempo non li vedeva...

*Che nostalgia...*

Si era ripromessa di andarli a trovare spesso, ma ogni volta qualche impegno la strappava violentemente dai suoi propositi. Quella di oggi sarebbe stata l’occasione per stare vicino a loro, con la mente e con il cuore.
Il discorso dell’insegnante interruppe i suoi pensieri, confermando quello che lei aveva già intuito.

“Come potete vedere siamo in un accampamento indiano, dove io ho radunato alcuni degli sciamani più dotati del nostro tempo, e siamo qui per compiere uno dei riti più celebri: quello per il Solstizio d’inverno.”

Shana conosceva benissimo quel rito, ne sentiva spesso parlare dalla sua gente; e sua nonna glielo raccontava ogni anno. Ma non aveva mai potuto prenderne parte: dagli undici anni in poi aveva sempre trascorso quel momento dell’anno tra le mura del Castello, e, prima di quel periodo, ne era sempre stata tagliata volutamente fuori per paura che potesse essere un’esperienza troppo traumatica per la sua giovane età. La madre le aveva raccontato, una volta più grande, che temevano per la sua fragile natura umana visto la stretta relazione di parentela con uno dei più grandi sciamani della storia: suo nonno.
Ma lei aveva sempre, segretamente, desiderato provare quell'esperienza, e ancora non poteva credere che il suo desiderio sarebbe stato esaudito.
La professoressa finì di spiegare quello che li attendeva una volta dentro la tenda, e Shana prestò grande attenzione alle sue parole.

[color=orange:7be6be873c]“Entrerete in una tenda e in essa per prima cosa dovrete accendere un fuoco. Lo sciamano che vi farà da guida metterà a vostra disposizione numerose erbe ed incensi e voi dovrete scegliere quali usare. Dovrete creare fiamme e poi interrogarle: una sola domanda, a vostra scelta, segreta, sul nuovo anno.
Poi, non vi resterà che osservare.
Mentre la vostra vista sarà concentrata sul baluginare del fuoco, sul colore del fumo, su ogni minimo particolare, il vostro olfatto sarà colpito dal profumo delle erbe scelte e il vostro udito sarà raggiunto dalla musica prodotta dallo sciamano con tamburelli. Il gusto sarà stimolato dalla Pipa della Pace che la vostra guida vi farà aspirare: state tranquilli non è nulla di pericoloso ed anzi vi richiamerà alla memoria il sapore che amate di più, quello che nella vostra vita ha il significato più intenso e particolare.
Infine, il calore del fuoco stuzzicherà il vostro corpo finché il rito non sarà concluso.”[/color:7be6be873c]

L’insegnante li guardò uno per uno, sorridendo entusiasta. Poi concluse con parole semplici ma d’effetto, che la Grifondoro condivideva in pieno.

[color=orange:7be6be873c]“La cosa che vi chiedo, semplicemente, è vivere.
Vivete questo passaggio al nuovo anno con ogni fibra del corpo, ascoltate ciò che vi dice. Mi raccomando, non vi chiedo di capirlo, ma di ascoltarlo.”[/color:7be6be873c]

La professoressa fece segno di avvicinarsi, senza timore, alla tenda. Shana non aveva bisogno di invito questa volta, né provava la minima insicurezza; si sentiva straordinariamente a casa e completa. Mosse le gambe in modo automatico, già pervasa da una sensazione incredibile di pace e serenità, ed entrò sicura in una delle tende. Era uguale alle altre, ma qualcosa le diceva che era in quella che doveva dirigersi.
Un brivido lungo la schiena la colse non appena ne varcò la soglia.
Lo sciamano al suo interno le diede una lunga pipa e le indicò di sedersi davanti a quelle che erano numerose erbe e incensi. Shana si soffermò un attimo ad osservare quella figura in viso prima di accomodarsi... aveva un che di familiare. Pensò a suo nonno, cercandolo invano tra i ricordi, ma arrendendosi quasi subito all’evidenza che sapeva troppo poco del suo aspetto. La mente, irrazionale, si era però già fatta un’idea, sostituendo inconsciamente quei pochi ricordi con il volto dell’uomo dai lineamenti tanto gentili. E nulla le impediva di pensare veramente ad una simile eventualità.
Ma non era quello il momento di distrarsi; la aspettava una prova dura: interrogare gli spiriti e scontrarsi con i suoi assopiti poteri.
Shana aspirò una leggera boccata di fumo dal calumet che teneva ancora stretto in mano, e subito sentì in bocca un sapore inconfondibile: leggermente saporito e dolce, con un retrogusto fresco di formaggio... Era proprio il gusto tipico dello Scones, quella piccola torta che aveva preparato con le sue mani al loro primo appuntamento; sembrava proprio di masticarla.
Non avrebbe mai voluto cancellare dalla sua bocca quel sapore unico, frutto di un suo successo ai fornelli, ma non poteva restare lì a lungo, come non poteva sprecare quell’occasione così unica e rara. Allungò quindi una mano per rovistare tra le erbe che aveva di fronte, quando lo sciamano le toccò una spalla, facendola sussultare; la giovane lo vide allungarle una mano, dentro la quale stringeva un piccolo fiore di lavanda, e adagiarlo su quella piccola e rosea della ragazza. Shana lo guardò perplessa: era la pianta di cui si era innamorata fin da piccola perché era l’unico ricordo legato a suo nonno, mancato quando lei era ancora una bambina.
Una lacrima le scese lungo la guancia, mentre la sua mente veniva travolta dai ricordi e il suo corpo fossilizzato in quell’istante magico.
Quella stessa mano, però, le accarezzò la guancia umida e il gesto arrivò a sfiorarle direttamente l’anima, sciogliendo il groppo che le era salito in gola e aiutandola a ritrovare la forza per proseguire il rituale. Non aveva mai provato una sensazione così forte e intensa.
Accese, così, un piccolo fuoco come le era sempre stato insegnato e lo omaggiò gettandovi senza indugio il piccolo e prezioso fiore che aveva in mano. Lo osservò mentre le fiamme iniziavano a divorarlo trasformandolo in cenere e sollevando un leggero fumo dal profumo inconfondibile.
Shana chiuse gli occhi, cercando di diventare un tutt’uno con quella fragranza stupenda e lasciando vagare senza freni il suo spirito. Prima che riuscisse ad abbandonarsi completamente, una parola fece capolino nella sua mente, come rievocata dai meandri dei suoi ricordi: white sage.

*Che sciocca, come ho potuto scordarmene.*

Pensò con un sorriso, mentre rovistava per cercarla tra le erbe che aveva davanti. Aveva imparato fin da piccola ad utilizzarla per liberarsi dalle energie e dai pensieri negativi, ed era diventata un elemento fondamentale per lei. La riconobbe subito e inserì anche un po’ di quella dove la lavanda già stava bruciando.
L’aroma che arrivò alle sue narici si trasformò in un miscuglio omogeneo e delizioso dei due profumi. Era un profumo gradevole, che lasciava andare a sensazioni di calma e sicurezza.
La giovane non sapeva bene cosa chiedere, cosa aspettarsi dal futuro, ma sapeva che il fuoco, suo amico, la conosceva meglio di quanto non sapesse fare lei. Per cui si ritrovò a chiedergli qualcosa di generico.

*Cosa mi aspetta nel nuovo anno?*

Era una domanda semplice, che non mirava a nulla di preciso, ma voleva compiere appieno il significato del rituale come la sua tribù le aveva insegnato: aprirsi al futuro, accogliere qualsiasi cosa esso ci porti e lasciare indietro le insicurezze e i dubbi.
Shana osservò per qualche istante il fumo che, lento, iniziò a protendersi verso l’alto, ammirando le figure che creava quasi magicamente. Nonostante il profumo fosse inequivocabilmente uno solo, nato dalla commistione perfetta dei due fiori che ardevano tra le fiamme, il fumo appariva diviso in due colonne, di colore bianco tendente vagamente al grigio, che si scontravano come a volersi fondere insieme e davano vita nel contempo a una figura simile a un cuore.

[img:7be6be873c]http://us.123rf.com/400wm/400/400/xrphoto/xrphoto1201/xrphoto120100003/11860302-fumo-e-fuoco-a-forma-di-cuore.jpg[/img:7be6be873c]


Spoiler: Chiedo scusa per l’immagine, ma è l’unica che sono riuscita a trovare che rendesse al meglio la mia idea :)


A quel punto gli occhi della Grifondoro si chiusero automaticamente, e la sua mente iniziò a vagare lontano, come in un sogno, guidata da una musica di cui non riusciva a cogliere la provenienza. Immagini confuse, come ricoperte da un sottile velo, si rincorrevano nei suoi pensieri, componendo una storia che la riguardava. Intravide lui che le sorrideva e le stringeva la mano. E, quasi fosse più di un semplice sogno, ne sentì il calore sulla sua; un tepore piacevole che le salì lungo il braccio fino all’anima, travolgendola di emozioni.
Lo vide appoggiare la mano sulla sua pancia, sorridendo estasiato; seguì anche lei il suo sguardo e notò uno strano rigonfiamento che prima non aveva visto. Quasi si sentì mancare quando realizzò di cosa si trattasse... le sue mani scivolarono immediatamente al ventre, sentendo un calore nuovo, diverso e commovente.
Ogni sensazione era come un’esplosione nella sua testa, un qualcosa tanto intenso da stordire, cui non era assolutamente né pronta né abituata.
All’improvviso i suoi occhi si riaprirono, forzati dalla mente che voleva uscire da quel vortice di emozioni intense, e intravide lo sguardo preoccupato dell’insegnante.

“Shana, stai bene?”

La giovane si guardò intorno perplessa, non riuscendo a ricordare perché si trovasse lì; nella sua mente erano presenti solo i nitidi ricordi di quello che aveva creduto un sogno.

“Hai perso i sensi durante il rituale. Mi sono preoccupata.”

A quelle parole Shana rammentò tutto: era nella tenda con uno sciamano per vivere appieno l’esperienza del rituale legato al Solstizio d’Inverno.
Osservò l’ambiente intorno a sé in cerca della tenda dove era stata fino a poco prima; appena la trovò scorse lo sciamano sorriderle dall’interno di essa. E subito comprese.

*Ecco perché non volevano che provassi questa esperienza da piccola. Non avevo mai avvertito sensazioni simili prima d’ora; e da bambina sarebbero state sicuramente troppo per me.*

Ma adesso non ne era spaventata, anzi si sentiva affascinata dentro di sé, come avesse scoperto un mondo nuovo a lei prima totalmente sconosciuto. Eppure c'era qualcosa che solleticava la sua mente, tentando inutilmente di riaffiorare in superficie. Ma più si sforzava più questo sprofondava nei meandri della sua mente, facendosi sempre più irraggiungibile.
La Grifondoro cercò di allontanarsi da tutto quello; non era il momento né la sede giusta per tentare di fare chiarezza. Prima o poi l'occasione ci sarebbe stata, e sapeva che avrebbe avuto finalmente tutto chiaro.

“Si, professoressa, tutto bene.”

Sorrise cercando di tranquillizzare con lo sguardo, e senza riuscire, nel contempo, a trattenere la gioia che le immagini viste le procuravano.

Spoiler: Juliet_Ewans mi rendo conto di essermi lasciata un pochetto trasportare xD Spero che il mio post non risulti eccessivamente prolisso (non è facile raccontare ed esprimere le sensazioni con poche parole, e in più adoro le domande che necessitano di risposta in GdR :D) e che ti piaccia :)
Complimenti e grazie per la splendida lezione, che mi ha permesso di dar vita ad un’altra parte della storia del mio PG :)




POSTATO DA: Dragonis_Witch

Anche se sapeva che era tutto merito di un incantesimo, Dragonis si ritrovò, con suo sommo stupore, insieme ai suoi compagni e la professoressa Juliet_Ewans, in un accampamento degli indiani e, come indicato dall'insegnante, notò che c'era uno sciamano che li stava aspettando per farvi entrare nella sua tenda e per far coinvolgere tutti e i cinque i sensi; la ragazza trovò la tenda aperta e, dopo un cenno di assenso da parte della professoressa, entrò e si accomodò a terra, di fronte allo sciamano e si sistemò incrociando le gambe.
Iniziò ad accendere il fuoco e, dopo diversi tentativi, riuscì a formarsi una tenue fiammella che man mano che il tempo passava diventava sempre più viva.
Di fronte a sè aveva diversi tipi di erbe e ne scelse una che la ragazza conosceva bene, si trattava della menta e il profumo che lasciava sulle sue mani era sempre piacevole mentre fu più ardua la scelta dell'incenso, ma alla fine scelse una tipologia che era molto facile trovare anche nei negozi di erboristeria del mondo babbano ed era un semplice bastoncino che emanava le sue proprietà accendendolo con il fuoco.
La ragazza cominciò a pensare a quale domanda poteva porre e dopo pochi secondi trovò quella più adatta da porre:

*Troverò qualcuno che mi accetterà per quella che sono, senza chiedermi di cambiare il carattere?*

E la ragazza vide che la fiamma stava prendendo la forma di una S quindi sorrise, poi inziò a toccare il fuoco che nel frattempo era diventato più intenso e aveva assunto un colore tra il verde e il viola, colori che la giovane tassorosso aveva sempre amato, quella sensazione che le dava il fuoco sulle sue dita era come sentire un leggero solletico sui suoi polpastrelli, per bearsi di quella sensazione chiuse gli occhi e iniziò a farsi trasportare dalla musica dei tamburelli che lo sciamano stava emettendo ed il ritmo era così tu-tu, tu-tu-tum, tu-tu-tu-ru-tu-ru-tum, riaprì lentamente gli occhi e l'indiano le stava offrendo la pipa della pace e dopo aver aspirato due o tre volte riuscì a percepire quel sapore di nocciola che aveva sempre adorato e poi un buonissimo odore le penetrò le narici, era un insieme di menta e mandarino.
Si accorse che il tempo era passato molto velocemente, ma poichè doveva dare a tutti la possibilità di conoscere il futuro, tramite quel rito, uscì dalla tenda, un po' frastornata ma contenta sia per la risposta che le aveva dato il fuoco sia perché era un'esperienza che ognuno nella propria vita doveva fare.



POSTATO DA: Ginevra_Evens

Ginny stava ascoltando la professoressa Ewans,che diceva di essere molto felice dei risultati,poi disse che era il momento di passare alla pratica. La ragazza la guardò confusa.

*Il momento di agire..?Siamo pronti...a cosa??*

Non fece tempo a rispondersi che l'aula di Divinazione scomparve della vista,e la corva insieme a gli altri ragazzi che partecipavano alla lezione si trovarono in una radura enorme con delle tende indiane e uno di loro era vicino alla professoressa,insieme ad un cavallo...e parlava al cavallo!

*Forse è una visione,sto sognando...magari ho tenuto per errore la mano sul cristallo che mi sta mostrando questo...oppure...oppure è reale ci siamo Materializzati...ma noo cosa dico,materializzarsi da Hogwarts è impossibile...*

Ginevra concluse che si trattava di una visione,la più strana che avesse mai avuto!Ma ad un certo punto Juliet_Ewand iniziò a parlare agli studenti:

“Come potete vedere siamo in un accampamento indiano, dove io ho radunato alcuni degli sciamani più dotati del nostro tempo, e siamo qui per compiere uno dei riti più celebri: quello per il Solstizio d’inverno."

Ginny ne aveva sentito parlare,come leggenda e ora lo stava per fare lei stessa il rito...il filo dei suoi pensieri fu interrotto:

”... si apre la porta degli dei, si inizia un nuovo ciclo e l’umano ed il divino hanno la possibilità di fondersi insieme, ancora una volta. Pertanto ognuno di voi assisterà al rituale capace di alleggerirci del passato, con i suoi errori e rimpianti, per aprirci al futuro.”

La professoressa li guardò con uno dei suoi sguardi misteriosi,e spiegò quello che avrebbero dovuto fare:

[color=orange:a7f82e06ec]“Entrerete in una tenda e in essa per prima cosa dovrete accendere un fuoco. Lo sciamano che vi farà da guida metterà a vostra disposizione numerose erbe ed incensi e voi dovrete scegliere quali usare. Dovrete creare fiamme e poi interrogarle: una sola domanda, a vostra scelta, segreta, sul nuovo anno.
Poi, non vi resterà che osservare.
Mentre la vostra vista sarà concentrata sul baluginare del fuoco, sul colore del fumo, su ogni minimo particolare, il vostro olfatto sarà colpito dal profumo delle erbe scelte e il vostro udito sarà raggiunto dalla musica prodotta dallo sciamano con tamburelli. Il gusto sarà stimolato dalla Pipa della Pace che la vostra guida vi farà aspirare: state tranquilli non è nulla di pericoloso ed anzi vi richiamerà alla memoria il sapore che amate di più, quello che nella vostra vita ha il significato più intenso e particolare.
Infine, il calore del fuoco stuzzicherà il vostro corpo finché il rito non sarà concluso.
La cosa che vi chiedo, semplicemente, è vivere.
Vivete questo passaggio al nuovo anno con ogni fibra del corpo, ascoltate ciò che vi dice. Mi raccomando, non vi chiedo di capirlo, ma di ascoltarlo.”[/color:a7f82e06ec]

Quando lo professoressa finì di parlare parecchi studenti erano rimasti a bocca a aperta e Ginny era una di quelle. La chiuse e pensò a quello che doveva fare...allora un pensiero la fulminò...

*cosa posso chiedere...per l'anno a venire??*

Una sola domanda,era una scelta difficilissima,un anno erano trecentosessantacinque giorni e lei doveva fare una domanda che si riferiva un po' a tutti...era una scelta delicata.
Alcuni erano già entrati a turno,e quando usciva alcuno avevano un’aria felice,altri spaventata,altri ancora triste;ma presso più felice. Il suo turno si stava avvicinando le mani le iniziarono a sudare e a tremare leggermente,sembrava che si fosse drogata,la sua testa non riusciva a fare un pensiero che un'altro lo sostituiva,era in confusione. Nell'aria era palpabile l'agitazione,nessuno aveva voglia di parlare,tutti erano pensierosi e sicuramente lei aveva una faccia confusa e un po paura,perché si sentiva così.
Era il suo turno.
La professoressa le face cenno di entrare.
Cinque passi.
La domanda che voleva fare le comparve nella mente,scritta in rosso sangue.
Quattro passi.
L'agitazione cresceva.
Tre passi.
Pensava a quello che avrebbe dovuto fare una volta entrata.
Due passi.
Quell'esperienza l'avrebbe cambiata.
Un passo...
La risposta l'avrebbe sconvolta o resa la persona più felice del mondo!
Era dentro.
Appena mise un piede dentro,provò un profondo stato di pace,nel sotto fondo c'erano delle note malinconiche che stonavano...si perse a assaporare,ascoltare,vedere toccare e a annusare tutte le emozioni. La luce era svanita all'interno era tutto buio,dopo poco tempo i suoi occhi si abituarono. Un odore di varie erbe la investì una un tornato,rimase stordita,c'erano troppo odori di cose diverse nello stesso momento e tutti quegli odori per lei significavano tante cose diverse,era come sentire la sua vita in un solo attimo.
Solo allora, la corva si accorse di uno sciamano che teneva tra le mani un tamburello,e lo suonava come rapito,in trance. Anche lui si accorse della ragazza lo stava fissando e sorrise,Ginny ricambiò il sorriso.L'indiano si alzò molto lentamente.

"Salve...io sono lo Sciamano."

Disse molto solennemente,poi continuò:

[color=red:a7f82e06ec]”il mio compito oggi sarà quello di accompagnarti nel rito del Solstizio d'Inverno,uno dei più importanti riti della mia tribù.
Ora siediti vicino alla braci,e tramite queste pietre accenti un fuoco,e fallo innalzare fino la cima del cielo dove il confine del regno degli uomini e degli dei è una lamina sottile. Innalzano,alimentalo con le erbe per te più significative. Vicino alla brace ne trovi molte...
Il mio compito sarà quello di accompagnarti nel rito del Solstizio d'Inverno,uno dei più importanti riti della mia tribù...”[/color:a7f82e06ec]

Ripeté lo sciamano.

”Io sarò qui a suonare il tamburello,a suonare delle canzoni tipiche dei riti,tu scenderai in un sonno leggero,quasi in trance...concentrati sui tuoi sensi:assapora,vedi,annusa,ascolta e tocca le tue emozione....”

Dettò ciò l'indiano si sedette e iniziò a suonare lentamente....

Spoiler: http://www.youtube.com/embed/xA5JwUCVdfw


Ginevra si sedette vicino alle braci,prese in mano le due pietre e le fregò con forza tra loro,un odore di bruciato impregnò l'aria;bastò che una piccola scintilla si posasse sulle braci per far venire fuori un piccolo fuocherello. Ginny decise di alimentarlo con le fragranze significative per lei come gli aveva detto lo sciamano. Prese la fragranza alle rose che le ricordava la freschezza e delicatezza della sua infanzia. Ma non le rose rosse o bianche come piacciono a tutti ma quelle gialle,le più delicate e forti perché anche dopo un duro inverno rifioriscono. Quelle che avevano il profumo di campi,di erba appena tagliata. Le mise sul focherello,che spigionò una fiammata di colore giallo,e piano piano si attenuò. Poi vede delle erbe di colore verde scuro,quasi marrone libano, l'annusò e si accorse che era un profumo noto a lei. Le ricordò la primo volta che aveva visitato Diagon Alley,tutto quel cioccolato che aveva mangiato,le ricordò un San Valentino in particolare,era piccola,sapeva già di essere una maga,visto che aveva tutta le famiglia di maghi,ma andava in una scuola per babbani;se non ricordava male era in terza elementare,ma non ne era sicura. Stava tornando a casa da scuola,in lacrime perché nessuno le aveva mandato dei cioccolatini o un bigliettino,era una bambina e,non riusciva a smetter di piange tra le braccia della madre. Allora la madre,per consolarla le aveva comprato una scatola di cioccolatini al Cacao e aveva strappato un sorriso alla bambina. Le ricordava che per quando si mostrasse forte in realtà era come un filo troppo teso,pronto a spezzarsi:fragile. Adesso ne era certa,era Cacao. Lo prese e lo mise nel fuoco,si alzò una seconda fiammata,sta volta più alta della prima,nell'aria al profumo di campagna e di rosa si aggiunse quello del cacao;insieme faceva un aroma forte e deciso. Poi decise di aggiungere l’ultima erba,quella alla Vaniglia. Quella che le ricordava il caldo e tepore della sua casa .Di quando arrivava a casa da Hogwarts e ne sentiva l’odore. Una volta aggiunta cha questa erba il fuoco si innalzò e Ginevra ebbe paura che la tenda andasse a fuoco,ma ciò non successe;allora la Corva capì cosa intendeva lo sciamano. Stava per rivolgere la sua domanda personale al fuoco quando l’indiano iniziò a cantare un’altra musica.

Regina del Sole, Regina della Luna
Regina dei corni, Regina dei fuochi
Portaci il Figlio della Promessa.
E' la Grande Madre che Lo crea
E' il Signore della Vita che è nato di nuovo!
L'oscurità e la tristezza vengono messe da parte
quando il Sole si leva di nuovo!
Sole dorato, delle colline e dei campi,
illumina la Terra, illumina i cieli,
illumina le acque, accendi i fuochi!!
Questo è il compleanno del Sole,
io che son morto, oggi son di nuovo vivo.
Il Sole bambino, il Re nato in inverno!


Ginny senza accorgersene aveva chiuso gli occhi,non sapeva se era entrata in trace o se stava sognando,un po come era successo all’inizio della lezione quando si era ritrovata nella radura. Pensò intensamente, non voleva commettere errori;voleva chiedere mille cosa,se quell’anno sarà felice o difficile e triste,se troverà l’amore,o sarà sola…alla fine scelse di fare una domanda più generica perché aveva paura in una risposta negativa alla domanda più personale.

"Sarò felice….?!?"

Nella sua mente apparve un’immagine di delle strutture antiche,sul tramonto,in una grande radura...

[img:a7f82e06ec]http://tuttidentro.files.wordpress.com/2011/06/immagine-1.jpg[/img:a7f82e06ec]

Era una visione stupenda,c’era odore di rose gialle,di pace e lei questo lo prese come un si…quella visione voleva chiaramente dire che sarebbe stato un anno di pace,con dei momenti di felicità ma anche delle scelte difficili e a volte la vista si sarebbe annebbiata me doveva andare avanti comunque e,chissà se quell’anno troverà anche l’amore… si concentrò sui suoi sensi,visto che quella era la parte principale e conclusiva del rito. In bocca aveva un gusto dolce,non zuccherosa,ma piacevole;era come se si potesse assaggiare l’aria nella visione,nel sottofondo si sentiva,in lontananza,la canzone che stava cantando e suonando lo sciamano. Mentre nell’aria c’era l’odore delle erbe che aveva scelto di mettere sulle braci.
Quando aprì gli occhi,si sentiva intorpidita come se fosse stata immobile per anni e era leggermente confusa,le orecchie le fischiavano,aveva la bocca asciutta e il sapore dolce era passato;si accorse che lo sciamano avevo smesso di suonare e si era alzato e la stava offrendo una pipa:la Pipa della Pace. Ginevra la prese in mano e aspirò lentamente;un nuovo sapore le invase la bocca:era dolce,era Miele. Si ricordò che tutte le sera quando era picco prendeva il latte con il miele,come tradizione…

*Ah dovevo immaginarmelo...*

Il miele era un sapore,un odore che rappresentava la sua vita,il suo modo di fare e il suo carattere. Era molto difficile da prendere a causa della api, gli animali più temerari e grassi ne andavano ghiotti, ed era dolcissimo.
Si tolse la pipa delle labbra e la pose all’indiano,restò ancora un attimo seduta ad ammirare il fuoco che piano piano tornava ad essere brace e il buon odore forte,deciso ma con un ‘retrogusto’ dolce, scomparve. Allora la ragazza capì che era giunto il momento di uscire della tenda,che il rito era finito.
Si alzò lentamente,voleva ringraziare lo sciamano:ma non aveva parole;così fece il sorrise più sincero che riuscisse a fare. Poi si voltò e uscì dalla tenda.



POSTATO DA: Daphne_Harris

Avevano appena finito di citare alcuni tipi di divinazione, di descriverne il significato e di associare i vari sensi, quando la professoressa prese nuovamente la parola.

[color=orange:f65f62e661]“Bene ragazzi, sono molto contenta di quello che avete detto e di come avete affrontato l’argomento. So di essere stata esigente, di avervi spronato a riflettere un briciolo in più e di avervi fatto domande difficili, ma ho molto apprezzato gli sforzi di ognuno di voi!
Al termine della lezione avrete una valutazione ciascuno, ma ora voglio vedere come agite. Siete pronti?” [/color:f65f62e661]

Non ebbero il tempo di rispondere ne di pensare al cosa dovevano essere pronti quando tutta la stanza stava man mano svanendo e trasformarsi in...

*Non è possibile, questa è un'illusione*

La classe si trovava in una grande radura dove erano presenti delle tende di sciamani. Era un luogo così irreale che Daphne si diede un pizzicotto per assicurarsi che non stesse sognando.

[color=violet:f65f62e661]"Ahi che male! "
[/color:f65f62e661]
Sussurrò quelle parole. Non voleva farsi credere una spossata dalla professoressa e nemmeno dal gruppo.

[color=orange:f65f62e661]“Eccoci qui! Ci siete tutti?
Non è tempo di indugiare perciò radunatevi attorno a me che vi spiegherò cosa farete ora! Come potete vedere siamo in un accampamento indiano, dove io ho radunato alcuni degli sciamani più dotati del nostro tempo, e siamo qui per compiere uno dei riti più celebri: quello per il Solstizio d’inverno. Dovete sapere che per loro questo giorno è uno dei più importanti dell’anno perché si apre la porta degli dei, si inizia un nuovo ciclo e l’umano ed il divino hanno la possibilità di fondersi insieme, ancora una volta. Pertanto ognuno di voi assisterà al rituale capace di alleggerirci del passato, con i suoi errori e rimpianti, per aprirci al futuro.”[/color:f65f62e661]

Juliet_Ewans, aveva iniziato a spiegare cosa avrebbero fatto nella lezione, ma Daphne si sentiva solo confusa. Quel luogo era per lei come stare in paradiso. C'era un fresco odore di campo e di erbe. Come se l'aria ne fosse attratta anche lei e ne stesse assaporando l'odore. Il paesaggio assomigliava molto ad un quadro che possedeva in casa una sua vicina, che la ragazza scoprì essere una strega dopo che le arrivò la lettera di Hogwarts.

*Che luogo meraviglioso*

Levò le sue fantasie dalla mente quando l'insegnante continuò la spiegazione della lezione.

[color=orange:f65f62e661]“Entrerete in una tenda e in essa per prima cosa dovrete accendere un fuoco. Lo sciamano che vi farà da guida metterà a vostra disposizione numerose erbe ed incensi e voi dovrete scegliere quali usare. Dovrete creare fiamme e poi interrogarle: una sola domanda, a vostra scelta, segreta, sul nuovo anno.
Poi, non vi resterà che osservare.
Mentre la vostra vista sarà concentrata sul baluginare del fuoco, sul colore del fumo, su ogni minimo particolare, il vostro olfatto sarà colpito dal profumo delle erbe scelte e il vostro udito sarà raggiunto dalla musica prodotta dallo sciamano con tamburelli. Il gusto sarà stimolato dalla Pipa della Pace che la vostra guida vi farà aspirare: state tranquilli non è nulla di pericoloso ed anzi vi richiamerà alla memoria il sapore che amate di più, quello che nella vostra vita ha il significato più intenso e particolare.
Infine, il calore del fuoco stuzzicherà il vostro corpo finchè il rito non sarà concluso.” [/color:f65f62e661]

Il gruppo era in ascolto e Daphne vide alcuni molto perplessi e confusi, altri sorpresi, altri con la bocca spalancata, mentre altri erano ansiosi di scoprire cosa sarebbe successo.

[color=orange:f65f62e661]“La cosa che vi chiedo, semplicemente, è vivere.
Vivete questo passaggio al nuovo anno con ogni fibra del corpo, ascoltate ciò che vi dice. Mi raccomando, non vi chiedo di capirlo, ma di ascoltarlo.”[/color:f65f62e661]

*Che pensiero profondo. L'ammiro molto per ciò che ha detto. Questo è un luogo fantastico*

C'erano diverse tende piazzate della radura e Daphne dopo essersi guardata intorno, alla vista di una tenda sussultò.
Era uguale altre ma lei sentiva che quella era il luogo per lei. Come se tra lei e la tenda fosse nato un legame, un amore che solo loro potevano condividere.
Si diresse verso di essa e vi entrò sicura, varcando quella soglia come fosse casa sua. Subito la invase una dolce melodia. Stava suonando solo uno sciamano il suo tamburello, ma fu come se tanti stessero suonando quella melodia che le dava la sensazione di trovarsi in un immenso prato, a correre con dei cavalli, di volare con le aquile e di nuotare come un delfino.

Spoiler: [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=6RDGz6WwVBA[/youtube]


Si sentiva stordita dalle tante emozioni che stava provando, ma come se sapesse ciò che doveva fare, si mise seduta vicino alla brace e prese subito ad accendere il fuoco, che come per magia si accese subito un piccola fiammella. Vicino erano presenti ponte erbe ed incensi proprio come aveva detto l'insegnante. Non ebbe bisogno di guardare. L'odore che l'attirava le stava facendo muovere la mano da sola e lei tra le mani si ritrovò dei petali di rosa, del suo colore preferito, il rosa. Avevano un odore meraviglioso,che le ricordava il padre che li donava alla ragazza ogni compleanno e più gli anni avanzavano più se ne aggiungeva una. Ora che era a scuola e passava il compleanno distante dal padre gli e li faceva avere tramite il gufo che gli avevano donato appena scoperto che fosse una strega. Le scese una lacrime dolce sul viso e ne assaporò il suo gusto. Era di pura felicità. Gettò i petali nel suo fuoco e il fuoco divenne rosa proprio come i petali. Aleggiava l'odore in tutta la tenda e lei si faceva trasportare dalla melodia che ancora risuonava e la faceva sentire viva. Avvicinò di nuovo la mano alle fragranze e prese una stecca di quella era della cannella. Sua mamma quella la metteva sempre nelle sue torte, che le preparava ogni volta che lei tornava a casa per le feste. Era l'inconfondibile odore di mamma e già se la immaginava ai fornelli, con i capelli tirati e la farina in viso, pronta a farsi in quattro per preparare i dolci alla sua piccola strega.
La donò alle fiamme ormai vive e l'odore mescolato al rosa sapeva di casa e di amore, l'odore era molto dolce e buono e i ricordi le tornarono alla mente.
Tutto quello che le mancava l'aveva ritrovato negli odori.
Il fumo si stava sollevando e creava nella tenda una specie di nebbiolina profumata. Si innalzava e creava un'effetto nuvole. Le veniva di volare. Alzò la mano per toccare, ma il fumo le passò dalle mani come a darle una tenera carezza, un gesto di affetto che le scaldò il cuore. La pace era infinita e si sentiva come in una favola, a sorvolare le nuvole su di un cavallo alato bianco.
Era quello il momento di porre la domanda, il suo cuore la chiedeva.

*Cosa succederà quest'anno?*

Molte immagini le scorrevano dagli occhi e lei cercava di captare ogni immagine e colore.
Di quelli ce n'erano molti, c'era uno splendido arcobaleno aldilà di una cascata e dei bambini che giocavano al di là di dove si trovava Daphne. Erano felici e si divertivano a raccogliere fiori e fare ghirlande con esse. Poteva sentirne l'odore! Come se potesse gustarlo!

*Felicità e spensieratezza*

Le apparvero molti amici e ragazzi, cuori spezzati e amicizie ritrovate. Ma una cosa la colpì un'ombra che non riusciva a distinguere. Un ragazzo sconosciuto intento a guardare un tramonto.

*Sarà forse un amore!*

La sua famiglia riunita in festa, per il tipico pranzo di natale e un'allontanamento di un parente.

Daphne aprì gli occhi e si sentì invadere da un calore immenso, lo sciamano le prese la mano e le diede una lunga pipa. Lo ringraziò con un sorriso prima di assaporarne il gusto dolce di pesca. Il suo frutto preferito dopo tutto. Era così buono che le sembrava di averne mangiata proprio una in quell'istante. Il profumo della pipa era davvero buono che ne avrebbe fumato per tutto il giorno.
Era giunto il momento di andare, lo percepì dalle nuvole di fumo che sembravano zucchero filato che svanivano e dell'odore dolce della rosa e della cannella che andavano affievolendosi. Si alzò piano, come a non voler togliersi di dosso gli odori e le sensazioni provate e andò a ringraziare lo sciamano.

[color=violet:f65f62e661]"Grazie di cuore. Ha delle mani d'oro. La sua melodia mi ha fatto vivere"
[/color:f65f62e661]
Nel suo viso si aprì un largo sorriso. Per oggi aveva provato troppe emozioni e si diresse al di la della tenda dove il profumo di prima l'accolse e la attendeva per salutarla. Avrebbe tenuto quei ricordi per sempre nel suo cuore. Momenti così non si provano tutti i giorni. E felice della risposta si sdraiò nel prato a guardare il cielo e ricordare i momenti appena passati.



POSTATO DA: Dark_Mind

Dark Mind ascoltava la professoressa che spiegava la lezione, bevendo il suo tè e mangiando i biscotti.
La donna stava dicendo cosa sarebbe accaduto di lì a poco.

[color=orange:53022a1409]“Entrerete in una tenda e in essa per prima cosa dovrete accendere un fuoco. Lo sciamano che vi farà da guida metterà a vostra disposizione numerose erbe ed incensi e voi dovrete scegliere quali usare. Dovrete creare fiamme e poi interrogarle: una sola domanda, a vostra scelta, segreta, sul nuovo anno.
Poi, non vi resterà che osservare.
[...]La cosa che vi chiedo, semplicemente, è vivere.
Vivete questo passaggio al nuovo anno con ogni fibra del corpo, ascoltate ciò che vi dice. Mi raccomando, non vi chiedo di capirlo, ma di ascoltarlo.”[/color:53022a1409]

Era giunto il turno di Dark Mind che con decisione era entrato nella capanna dello sciamano ed era rimasto colpito dal profumo di pasta e fagioli che era provenuto dal pentolone alla sua sinistra.
Si era seduto e gli aveva fatto la seguente domanda

"Quale sarà il mio futuro?"

Lo sciamano aveva buttato qualcosa nel fuoco e aveva detto qualcosa che Dark Mind non aveva compreso. A un certo punto lo sciamano gi aveva risposto.

"Il tuo futuro sarà prosperoso, felice e andrai a Milano ad assisstere a quello che tu chiamerai evento Sonisphere"

Quando glielo aveva detto gli era venuto il sorriso in faccia.

"Mitico andrò al sonisphere"

Lo sciamano aveva da ridire.

"Costa 70€ babbane"

Dark Mind aveva da replicare ma visto che parlava con uno sciamano aveva deciso che era tempo di uscire dopo che lo aveva salutato e si era diretto in classe.




[color=red:53022a1409]Caro Dark_Mind, innanzitutto grazie per aver editato il post ed averlo fatto diventare inerente alla terza parte della lezione. Questo è già un bel passo avanti!
Ora, altre raccomandazioni:
1. Ricorda che lo stile di scrittura è differente: niente asterischi e il parlato tra virgolette. Te l'ho corretto io.
2. Non fare abbreviazioni e cerca di scrivere nel modo più corretto possibile. Anche qui ti ho corretto qualche piccolo errorino.
3. Soprattutto, non copiare i post altrui. Al massimo, puoi prendere i discorsi degli altri, ma non la descrizione delle loro azioni. Vedi, il post è tuo e deve esprimere quello che vedi tu.
AD ESEMPIO: se io scrivo che "Juliet si alzò dal divano e andò a guardare il panorama dalla finestra", tu non puoi riportare la stessa identica frase, ma la devi riscrivere dal punto di vista del tuo pg. Potresti dire, ad esempio: "Dark vide la professoressa allontanarsi dai divanetti per raggiungere la finestra. Da lì la donna guardò il panorama e Dark pensò che stesse pensando a come introdurre la lezione ai ragazzi"... Capito?
Per qualsiasi altra cosa mi trovi qui!
Un bacio, Juliet[/color:53022a1409]



POSTATO DA: Crystal_Absinthe

Crystal ascoltò con estremo interesse i pensieri di tutti gli studenti, segnandosi ogni tanto sulla pergamena quelli che la colpivano di più.
Alla fine intervenne la professoressa[color=orange:fb9d69ee7a]“Bene ragazzi, sono molto contenta di quello che avete detto e di come avete affrontato l’argomento. So di essere stata esigente, di avervi spronato a riflettere un briciolo in più e di avervi fatto domande difficili, ma ho molto apprezzato gli sforzi di ognuno di voi!
Al termine della lezione avrete una valutazione ciascuno, ma ora voglio vedere come agite. Siete pronti?” [/color:fb9d69ee7a]
Chissà cosa faremo..sono davvero curiosa. Questa lezione mi ha davvero appassionata..
Appoggiò la penna e la pergamena sopra la borsa e si sporse un pò in avanti per guardare meglio la professoressa in volto, che si alzò e scosse in aria la bacchetta.
Un istante dopo i muri della stanza scomparvero e al suo posto apparve una radura, con alcune piccole tende simili a quelle degli indiani.
Wow..che spettacolo. E quell'indiano accanto alla professoressa. Ma..tutto questo è reale? Perchè se così fosse l'incantesimo della professoressa è stato magnifico. E che suggestione..
“Eccoci qui! Ci siete tutti?
[color=orange:fb9d69ee7a]Non è tempo di indugiare perciò radunatevi attorno a me che vi spiegherò cosa farete ora!”
“Come potete vedere siamo in un accampamento indiano, dove io ho radunato alcuni degli sciamani più dotati del nostro tempo, e siamo qui per compiere uno dei riti più celebri: quello per il Solstizio d’inverno. Dovete sapere che per loro questo giorno è uno dei più importanti dell’anno perché si apre la porta degli dei, si inizia un nuovo ciclo e l’umano ed il divino hanno la possibilità di fondersi insieme, ancora una volta. Pertanto ognuno di voi assisterà al rituale capace di alleggerirci del passato, con i suoi errori e rimpianti, per aprirci al futuro.” [/color:fb9d69ee7a]
Crystal si avvicinò alla professoressa, confusa perchè non sapeva a cosa avrebbero dovuto, da un momento all'altro, assistere in quel rituale. Venne colta da un piccolo timore, che ricacciò subito nella mente per non apparire troppo nervosa.
[color=orange:fb9d69ee7a] “Entrerete in una tenda e in essa per prima cosa dovrete accendere un fuoco. Lo sciamano che vi farà da guida metterà a vostra disposizione numerose erbe ed incensi e voi dovrete scegliere quali usare. Dovrete creare fiamme e poi interrogarle: una sola domanda, a vostra scelta, segreta, sul nuovo anno.
Poi, non vi resterà che osservare.
Mentre la vostra vista sarà concentrata sul baluginare del fuoco, sul colore del fumo, su ogni minimo particolare, il vostro olfatto sarà colpito dal profumo delle erbe scelte e il vostro udito sarà raggiunto dalla musica prodotta dallo sciamano con tamburelli. Il gusto sarà stimolato dalla Pipa della Pace che la vostra guida vi farà aspirare: state tranquilli non è nulla di pericoloso ed anzi vi richiamerà alla memoria il sapore che amate di più, quello che nella vostra vita ha il significato più intenso e particolare.
Infine, il calore del fuoco stuzzicherà il vostro corpo finchè il rito non sarà concluso.” [/color:fb9d69ee7a]
Crystal rimase a bocca aperte quando la professoressa spiegò quello che fra poco avrebbero dovuto fare e il suo timore tornò a farsi sentire. Soprattutto quando avrebbe dovuto decidere quale domanda porre. Una sola domanda e, nel suo cuore, già l'aveva formula che l'avrebbe scioccata alla fine della lezione. Chiuse gli occhi e trasse un respiro. Poi tornò a prestare attenzione alla professoressa.
[color=orange:fb9d69ee7a]“La cosa che vi chiedo, semplicemente, è vivere.
Vivete questo passaggio al nuovo anno con ogni fibra del corpo, ascoltate ciò che vi dice. Mi raccomando, non vi chiedo di capirlo, ma di ascoltarlo.” [/color:fb9d69ee7a]
Vivere..già.. pensò, facendo un passo indietro per far passare gli studenti davanti a lei, per poter entrare più tardi e calmare il suo cuore che stava battendo all'impazzata.
Crystal attese la prova di alcuni studenti e rimase preoccupata da come Shana_Sakai reagì alla prova, perdendo i sensi. Si avvicinò alla ragazza e sentendo che stava bene si tranquillizzò.
Poi prese coraggio e fece cenno alla professoressa Juliet_Ewans di voler entrare.
Sta calma..dannazione..sta calma. Andrà tutto bene..è solo una prova e non devi reagire così. Crystal dannazione..devi fargli una domanda e, qualunque sia la riposta, non devi prenderla male..respira o fra poco entrerai in apnea. Forza..pensò.
Ma non riuscì nemmeno a tranquillizzarsi e si fece cogliere dall'ansia.
La mia domanda sarà su di lei..ma la risposta? Non voglio sentirmi dire qualcosa di brutto ma il pensiero di cambiare domanda non mi piace. Io voglio sapere. Voglio sapere se è..morta o no. Devo saperlo e non posso rimanere con il dubbio.. pensò, entrando finalmente nella tenda.
Quando entrò venne colta da un fremito lungo la schiena che la scosse completamente. La tenda all'interno era in penombra e l'atmosfera era particolarmente suggestiva, ma lei non riuscì a rimanerne affascinata. Si guardò in giro ed ebbe un piccolo sussulto quando vide lo sciamano alla sua sinistra; era talmente scossa che non si era accorta della sua presenza. Lo sciamano gli sorrise e indicando con la mano il centro della tenda, gli disse di sedersi.
Crystal si sentì come tranquillizzata nel guardare il viso dello sciamano; era vecchio e con molte rughe ma aveva gli occhi di un bambino, vivaci e senza peccato. Guardò il punto indicatogli dallo sciamano e si sedette, con le gambe incrociate. Lui la seguì e si sedette di fronte a lei, leggermente a distanza. Lo fissò intensamente e gli parve che lui stesse cercando di dirgli qualcosa attraverso la mente. Chiuse gli occhi e si passò le mani sui capelli. Di solito, toccandoseli, riusciva a calmarsi. Riaprì gli occhi e disse "Sono pronta.."
Lo sciamano gli sorrise e prese, da dietro la schiena il Calumet della Pace e diversi sacchetti di sfumature di colori diversi. Appoggiò la pipa alla sua destra e sistemò davanti ai suoi piedi i cinque sacchetti. Poi guardò Crystal negli occhi e li abbassò su due piccoli ceppi di legni tra di loro. Crystal seguì il suo sguardo e notò i legni. Non se ne era accorta prima che fosse lì.
Forse non c'erano veramente e li ha fatti apparire lo sciamano. Oppure sono io che ero presa da altro. Più probabile la seconda.
Poi notò accanto a lei una piccola scatola di fiammiferi e decise che era il momento di accendere il fuoco. Prese la scatola e tirò fuori due fiammiferi. Tolse dalla scatola il coperchio di cartone, poggiandolo sotto ai ceppi, e accese i fiammiferi, dando fuoco al cartone. Soffiò delicatamente sulla fiamma per farla ardere maggiormente e. quando ci riuscì, guardò lo sciamano, che nel frattempo non aveva smesso di fissarla.
"Devo prendere le spezie.." disse allo sciamano che, allargando le braccia, gliele indicò. La professoressa aveva detto che potevamo scegliere quella volevamo perciò Crystal si soffermò a guardare il colore di quelle che uscivano dai sacchetti. Quando era in difficoltà sceglieva sempre a seconda del colore dell'oggetto e decise che avrebbe anche in quel caso fatto così. In fondo dovevamo scegliere a seconda di quello che il cuore ci diceva e delle sensazioni. Allungò la mano verso l'ultimo sacchetto a destra, quello dalle sfumature verdi.
Il nostro colore preferito..ricordi Sara? pensò, come se lei la stesse davvero ascoltando. Si girò il sacchetto tra le mani più e più volte, per poi avvicinarselo al naso. Chiuse gli occhi e respirò. La sensazione fu terrificante.
Tra tutti i sacchetti che c'erano..questo. Il sacchetto con la mentina..perchè? e nella sua mente si susseguirono mille pensieri. I ricordini offuscarono la realtà e la portarono all'anno scorso, quando la menta era il suo profumo preferito. E quello di Sara. Spalancò gli occhi e strappò il sacchetto, con disprezzo, sopra il fuoco come a voler cancellare ogni pensiero dalla mente. Come se bastasse.
Dannazione.. fu l'uniche parole che riuscì a pensare mentre guardò il fumo del fuoco infittirsi, ricreando la scena del suo passato, dell'ultima volta che la vide.
Quella mattina di dicembre si era alzata dal letto iniziando la giornata nel migliore dei modi. Si era chiusa nelle coperte per non sentire freddo, diretta in cucina per preparare i plumcake per lei e..Sara. L'aveva sentita alzarsi prima di lei. Finita di preparare la colazione andò in bagno e aprì la porta lentamente. La vide lì in piedi nel suo pigiama bianco di flanella intenta a lavarsi i denti. Sara si girò a guardarla con un sorriso. Aveva la bocca piena di dentifricio verde, alla menta, che le cospargeva quasi anche le guance. Era sempre stata una pasticciona. Crystal si mise a ridere e si avvicinò per abbracciarla. Gli disse che l'amava e gli diede un bacio, riempiendosi di dentifricio anche lei. Uscirono dal bagno e fecero colazione insieme, parlando della loro giornata. Poi Sara la salutò per andare al Ministero e si diedero l'appuntamento per quella sera al ristorante. Ma lei non arrivò mai sul tavolo che avevano prenotato. Sparendo nel nulla.Quella fu l'ultima volta che la vide e non seppe più niente di lei. Come se fosse diventata un fantasma.
Scosse la testa e si portò una mano sul viso. Sentì qualcosa di bagnato corrergli per la guancia e si accorse che si era messa a piangere. Si sbrigò ad asciugarsi con la manica della divisa quella piccola lacrima e cercò di cancellare ogni segno di tristezza dal volto. Guardò lo sciamano che, nel frattempo aveva preparato il Calumet della Pace. Era rimasto lì in silenzio senza dire una parola e Crystal si sentì una stupida per aver vagato nella memoria, scordandosi della prova della professoressa. Prese il Calumet che gli passò lo sciamano e se lo portò alla bocca. Lo guardò dritto negli occhi e aspirò profondamente, aprendo i polmoni. Tirò fuori dal naso il fumo e si mise a ridere dentro di sè, gustandone il sapore.
Amarena. Sei proprio cattiva Sara. Prima la menta..adesso l'amarena. Ma no non è colpa tua..è la prova ad assere fatta così. Però..è fastidioso continuare a sentire profumi e sapori che mi ti riportano alla mente. Come adesso mi ricordo del nostro primo appuntamento. Io non volevo assaggiare questa strana bevanda e te mi costringevi per forza. Adesso bevo l'amarena ogni volta che posso.. pensò, continuando a ridere fra sè e sè. Ma stavolta non aveva intenzione di farsi uscire un'altra lacrima e posò il Calumet. Era giunto il momento della sua domanda.
"Rivedrò Sara?"
Non era esattamente una domanda su cosa l'aspettava nell'anno prossimo ma ci aveva lo stesso provato. Non gli interessava sapere se sarebbe stata ricca o se avesse passato l'anno. Voleva solo sapere se l'avrebbe rivista. Perchè questo voleva dire che Sara era ancora viva o se era morta. Ne valeva della sua stessa vita.
Avvicinò le mani al fuoco, lasciando che il calore di esso pervadesse le sue mani. Sentì il calore entrargli nelle ossa delle dita, per poi arrampicarsi sulle braccia, come una pianta rampicante. Non vide nessun cambiamento nel fuoco o nel suo fumo. E questo la sconfortò leggermente ma il calore non cessò d'aumentare. Perciò si ricordò le parole della professoressa: "Vivete questo passaggio al nuovo anno con ogni fibra del corpo, ascoltate ciò che vi dice. Mi raccomando, non vi chiedo di capirlo, ma di ascoltarlo.”
Non vedere nulla..devo ascoltare ciò che il fuoco mi dice. E' questo il segreto.
Lasciò che il calore del fuoco gli avvolgesse le spalle e il cuore. Quando arrivò al cuore il calore sparì dalle mani e dalle braccia, concentrandosi lì. Aumentò, aumentò a dismisura. Ma Crystal non fece una mossa. Voleva ascoltare ciò che il fuoco aveva da dirgli e non gli interessava altro.
Il calore continuava ad aumentare fino a che non arrivò quasi a una specie di esplosione, un picco di calore estremo. Questo fece sobbalzare Crystal che spalancò gli occhi fissando lo sciamano. Lui non fece una mossa, rimase solo in silenzio a sorridere.
Crystal chiuse gli occhi e pensò Fuoco..questo vuol dire che..è viva. O forse no. Ma mi hai scaldato il cuore nello stesso modo in cui lei lo scaldava a me quando mi abbracciava, così come tu hai abbraccio me. Grazie..davvero.
Crystal abbassò le mani e le appoggiò sulle gambe. Lo sciamano finalmente si mosse,alzandosi in piedi per spegnere iil fuoco.
Lei si alzò a sua volta, sorridendo come non mai. Era felice. Aveva saputo la cosa più bella e importante che potesse mai sapere per il suo nuovo anno. Poteva anche uscire con il cuore sereno. Si avvicinò alla sciamano e gli strinse le mani. Inclinò la testa in avanti in una specie di inchino, per salutarlo e ringraziarlo. Si girò e guardò quello che era rimasto del fuoco spento. Sorrise di nuovo e uscì dalla tenda. La professoressa e gli studenti erano tutti lì fuori ad attendere. Guardò la professoressa e disse: "Tutto ok professoressa.."



POSTATO DA: Alyssa_Cooper

Ad un tratto l’aula di Divinazione mutò, attorno a loro comparve un paesaggio totalmente diverso da quello che offriva Hogwarts, si trovavano in una radura con un accampamento indiano, ci fu stupore generale ed Alyssa si guardò in giro incuriosita, sembrava tutto così reale.
L’insegnante fece radunare gli studenti attorno a lei per spiegare in cosa consisteva la parte pratica.

[color=orange:0c476cf27d] “Entrerete in una tenda e in essa per prima cosa dovrete accendere un fuoco. Lo sciamano che vi farà da guida metterà a vostra disposizione numerose erbe ed incensi e voi dovrete scegliere quali usare. Dovrete creare fiamme e poi interrogarle: una sola domanda, a vostra scelta, segreta, sul nuovo anno.
Poi, non vi resterà che osservare.
Mentre la vostra vista sarà concentrata sul baluginare del fuoco, sul colore del fumo, su ogni minimo particolare, il vostro olfatto sarà colpito dal profumo delle erbe scelte e il vostro udito sarà raggiunto dalla musica prodotta dallo sciamano con tamburelli. Il gusto sarà stimolato dalla Pipa della Pace che la vostra guida vi farà aspirare: state tranquilli non è nulla di pericoloso ed anzi vi richiamerà alla memoria il sapore che amate di più, quello che nella vostra vita ha il significato più intenso e particolare.
Infine, il calore del fuoco stuzzicherà il vostro corpo finchè il rito non sarà concluso [/color:0c476cf27d]

Arrivò anche il turno di Alyssa, era un po’ titubante…considerato che i suoi sogni erano sempre molto vividi aveva un po’ paura, timore di vedere sentire cose strane, ma si fece coraggio, fece un respiro profondo e poi entrò nella tenda, scostando un lembo per accedervi, l’indiano che doveva farle da guida era seduto, sembrava in pace col mondo, occhi chiusi e stava in silenzio, non appena la Corvetta fu dentro, con un cenno del capo la salutò, sempre con gli occhi chiusi, facendole cenno di scegliere alcune erbe che si trovavano affianco, la ragazza guardò senza tanto scegliere con gli occhi, ma con l’istinto ne prese due, eucalipto ed alloro, avrebbe dovuto accendere un fuoco e gettarci le erbe che aveva scelto.
Senza indugiare troppo riuscì ad accendere il focolare, mentre lo sciamano iniziò a tamburellare, Alyssa prese le due erbe che aveva scelto mentre gettandole tra le fiamme si mise ad osservarle che traballavano, il fuoco aveva sempre avuto un potere ipnotico su di lei, la tenda iniziò a riempirsi di calore e del profumo forte delle erbe che stavano bruciando, un profumo ne dolce ne amaro, mentre guardava le fiamme lo sciamano le porse il calumet della pace, il gusto che sentì era caffèlatte, aveva un ricordo molto vivido riguardante al caffèlatte, quando era una bambina di 6 anni, alla mattina veniva svegliata da quel profumo, era il caffèlatte che sua madre si faceva preparare ogni mattina prima di andare al ministero, quando ancora riusciva a passare del tempo a casa e a salutare la piccola Alyssa abbracciandola prima di andar via, immergendola in un caldo abbraccio al sapore di caffèlatte, immersa in quel caloroso ricordo, pose la sua domanda

“Sarò felice e amata?”

Più guardava tra le fiamme più ne veniva rapita, la cantilena dello sciamano diveniva sempre più lontano, rilassata la ragazza vide comparire delle immagini, le sembrava di essere in uno dei suoi sogni, le fiamme erano sparite, al loro posto vide un corvo volare, anzi era uno stormo di corvi, la ragazza non sapeva bene come interpretare quello che vedeva,solitamente c’è chi crede che i corvi guidino i viaggiatori verso la meta e che vedere un corvo solitario porti sfortuna mentre uno stormo sia un cattivo presagio, altri dicono ali oscure, oscure parole, ma il Corvo era il simbolo della sua Casata quindi non lo interpretò come un oscuro presagio.

Di colpo l’immagine cambiò, e si ritrovò nello stesso scenario dei suoi peggiori incubi, un posto buio dove non si vedeva niente, Alyssa sapeva benissimo cosa sarebbe successo, non avrebbe trovato nessuna porta, nessuna via d’uscita era intrappolata, ma provò comunque a tastare ciò che aveva attorno cercando una via di fuga, non era angosciata, non lo era mai, era talmente abituata che era tranquilla, e come sempre arrivò il momento in cui avrebbe chiesto aiuto perché non era riuscita a trovare la porta e nessuna luce per capire dove si trovasse, solo che questa volta era diverso comparvero delle mani che lei afferrò e di nuovo l’immagine cambiò era tutto luminoso, uno spazio enorme e verde pieno di pace e serenità piano piano la Corva iniziò a sentire una musica dolce, decise di seguirla e questa si fece sempre più vicina e forte fino a quando fu cosi reale che si accorse che effettivamente lo era, era di nuovo nella tenda e la musica che aveva seguito era quella creata dallo sciamano, che l’aveva guidata nelle sue visioni.
Alyssa si senti un po’ in imbarazzo, sperava di non aver detto niente di strano, sapeva come si comportava durante quei sogni cosi vividi e urlava aiuto, ma lo sciamano la guardava comprensivo quindi probabilmente si era comportata nella norma.

Non sapeva spiegare bene il significato di ciò che aveva visto , però le piaceva pensare che il fatto che fosse intrappolata in quel posto buio senza porte ne finestre fosse la sua solitudine e magari i corvi che aveva visto e le mani che l’avevano salvata fossero i suoi amici, che l’avevano portata in un posto nuovo, luminoso e felice e che quindi si, sarebbe stata amata e felice.
Usci dalla tenda soddisfatta lasciando posto a chi c’era dopo



POSTATO DA: Audrey_Joplin

Ad un certo punto l'aula si tramutò in un accampamento indiano. Dolce era molto stupita e incredula, come del resto anche gli altri. La professoressa Ewans li fece radunare intorno a lei.

[color=orange:fa2f013394]“Entrerete in una tenda e in essa per prima cosa dovrete accendere un fuoco. Lo sciamano che vi farà da guida metterà a vostra disposizione numerose erbe ed incensi e voi dovrete scegliere quali usare. Dovrete creare fiamme e poi interrogarle: una sola domanda, a vostra scelta, segreta, sul nuovo anno.
Poi, non vi resterà che osservare.
Mentre la vostra vista sarà concentrata sul baluginare del fuoco, sul colore del fumo, su ogni minimo particolare, il vostro olfatto sarà colpito dal profumo delle erbe scelte e il vostro udito sarà raggiunto dalla musica prodotta dallo sciamano con tamburelli. Il gusto sarà stimolato dalla Pipa della Pace che la vostra guida vi farà aspirare: state tranquilli non è nulla di pericoloso ed anzi vi richiamerà alla memoria il sapore che amate di più, quello che nella vostra vita ha il significato più intenso e particolare.
Infine, il calore del fuoco stuzzicherà il vostro corpo finchè il rito non sarà concluso "
[/color:fa2f013394]
Molti studenti entrarono e uscirono un po' straniti.
Ora era il suo turno. Era agitata ed era tremante.
Fece un profondo respiro con gli occhi chiusi; i abbassò un po' per entrare nella tenda. Seduto
per terra c'era lo sciamano. Dolce chinò il capo come segno di saluto e di rispetto, gesto che anche lui ricambiò. Con la mano tremante le indicò diverse erbe, tra le quali scegliere.
C'era una vasta scelta. Dopo averle guardate attentamente, prese una foglia di Ambrosia, tre di Menta e due di Camomilla: la avevano molto attirata.

Prese in mano la bacchetta e accese un fuoco, che man mano aumentava.
Mise tutte le erbe nella sua mano e le lasciò cadere tutte insieme nel fuoco. Il suo cuore fece un sobbalzo per l'emozione.
Nel frattempo lo sciamano aveva incominciato a suonare una melodia con i tamburelli.
La sua guida le diede la Pipa della Pace. Subito dopo, il fumo assunse un colore rossastro.
Sentì un forte odore di menta, soprattutto, ma anche delle altre erbe che bruciavano.
Il sapore che sentì fu di fragole. La sua mente incominciò a vagare nei ricordi.

Le fragole erano il cibo preferito dalla sua amata nonna. Si ricordava perfettamente che la nonna ogni sera d'estate le preparava una ciotola di queste, tagliate a cubetti. Le adorava ed era molto tempo che non le mangiava. Era uno dei sapori a lei più cari. In quel momento, persa tra i ricordi, fece la sua domanda.

[color=silver:fa2f013394]"Cosa mi porterà l'anno nuovo?"
[/color:fa2f013394]
A Dolce sembrò quasi di essere trasportata in un altro posto, come se stesse guardando il futuro.
Vide una sé stessa con un sorriso immenso sulle labbra e la cosa che la stupì di più fu che aveva un anellino al dito. Era disperata.
L'immagine durò un tempo non chiaro a Dolce, potevano essere stati pochi secondi, ma a lei sembrarono moltissimi minuti.
L'immagine cambiò. Lo sfondo era simile, ma era Dolce diversa dalla scena precedente. Era in lacrime, gli occhi erano gonfi. Sembrava disperata.
Anche a questa scena non seppe dare una durata.

Le immagini andarono sfuocando e si ritrovò nuovamente nella capanna dell'indiano.

[color=silver:fa2f013394]*Gioia e probobabilmente amore, ma anche tristezza, molta tristezza.*
[/color:fa2f013394]
Ringraziò lo sciamano e uscì, molto confusa e stranita.

Spoiler: Juliet_Ewans




POSTATO DA: Andrew_Mist

Dopo che tutti ebbero parlato la professoressa si alzò, con fare risoluto e, dopo aver guardato la classe con occhi carichi di eccitazione, agitò, con un rapido movimento della mano, la bacchetta. Quello che successe subito dopo fu imprevedibile: dall'aula di divinazione, si ritrovarono in un villaggio indiano. Andrew, che era seduto su un divanetto, ruzzolò sulla ruvida e avida terra e si guardò intorno, cercando di cogliere ogni minimo particolare di quell'affascinante paesaggio; dalle tende colorate e misteriose, al fumo che usciva rado da alcune di esse, agli uomini che, vestiti con colori sgargianti, sembravano vedere qualcosa a loro sconosciuto.

“Come potete vedere siamo in un accampamento indiano, dove io ho radunato alcuni degli sciamani più dotati del nostro tempo, e siamo qui per compiere uno dei riti più celebri: quello per il Solstizio d’inverno. Dovete sapere che per loro questo giorno è uno dei più importanti dell’anno perché si apre la porta degli dei, si inizia un nuovo ciclo e l’umano ed il divino hanno la possibilità di fondersi insieme, ancora una volta. Pertanto ognuno di voi assisterà al rituale capace di alleggerirci del passato, con i suoi errori e rimpianti, per aprirci al futuro.”

Spiegò la ragazza. Andrew osservò le sue mani muoversi con enfasi mentre spiegava e la sua mente iniziò ad affollarsi di numerosi pensieri: partecipare al rito del solstizio d'inverno con uno sciamano sarebbe stato senza dubbio interessante, ma avrebbe avuto ancora più significato riuscire a gettarsi alle spalle il passato e incominciare il futuro: sebbene non lo mostrava spesso, era tormentato dall'idea di un futuro pieno di incognite e imprevisti. Allo stesso tempo, però, lo affascinava. Intanto Juliet spiegava cosa avrebbero dovuto fare.

[color=orange:a5ab428b0d]“La cosa che vi chiedo, semplicemente, è vivere.
Vivete questo passaggio al nuovo anno con ogni fibra del corpo, ascoltate ciò che vi dice. Mi raccomando, non vi chiedo di capirlo, ma di ascoltarlo.” [/color:a5ab428b0d]

Il giovane Corvonero rimase colpito da questa frase e, in silenzio, la ripetè più volte, come per imporsela e per ricordarla. Stava ancora facendo questo procedimento mentale, quando uno sciamano gli fece cenno di avvicinarsi ed entrare nella tenda; camminava lentamente, assaporando ogni boccata d'aria che respirava. In silenzio si sedettero, ai due lati opposti del focolare da accendere. Poi gli presentò un gran numero di erbe e incensi, che Andrew annusò piano. Scelse una piccola pianticella con dei fiori bianchi, il cui profumo era dolce, soave. Annusandone un'altra, poi, chiuse gli occhi: questo odore era più forte, acre. Doveva essere Vite. Scelse anche questa. Insieme accesero il fuoco e subito la tenda si riempì del profumo delle erbe scelte, profumi contrastanti, ma che non si sminuivano, ma si accrescevano vicendevolmente. Lo sciamano gli passò anche una pipa, che Andrew tenne in grembo, incapace di distogliere lo sguardo dalle vivaci fiamme che si muovevano sinuosamente, invitandolo a toccarle, a costo di bruciarsi pur di sentirsi vivo e assaporare la loro forza.

Lo sciamano, intanto, aveva preso a suonare una musica invitante, che alternava ritmi dolci ad altri più ritmati e incalzanti. Il cuore del giovane si muoveva seguendo quella dolce melodia.

Andrew chiuse gli occhi, che continuavano a riflettere il bagliore discontinuo del fuoco. Si chiese cosa avrebbe voluto conoscere sul futuro: aveva scoperto la verità sulla famiglia, si era innamorato di Jul, aveva conosciuto un sacco di persone interessanti, ma...

"Riuscirò a conoscermi, a capire finalmente chi sono?"

Chiese aprendo di scatto gli occhi. Quella domanda gli era uscita involontariamente, non era riuscito a trattenerla. Il fuoco scoppiettò, e Andrew inclinò la testa, cercando di capire qualcosa. Poi, d'un tratto qualcosa accadde. Anche il ritmo dei tamburi divenne più incalzante.

Il fumo si alzò in ampie volute, che si restrinsero sempre di più, intrecciandosi e formando figure strane. Poi il fumo si allargò di nuovo, prima di tornare a restringersi, incrociandosi come a formare un labirinto che si faceva sempre più fitto, avvolgendolo e impedendogli la visuale.

[img:a5ab428b0d]http://us.123rf.com/400wm/400/400/veneratio/veneratio1102/veneratio110200154/8940624-bellissimo-sfondo-di-fumo-forme-in-design-di-stile-fantasy.jpg[/img:a5ab428b0d]

Dapprima il giovane rimase confuso, poi capì: il suo animo era come un labirinto, troppo immenso e complesso per essere compreso. Avrebbe solo potuto conviverci e accettarsi, scoprirsi giorno per giorno, avendo sempre lo stesso stupore.

Come per consolarsi si portò alla bocca la pipa e ne trasse un profondo sospiro. Subito, in bocca, sentì un sapore salato, come di grissino e affettato. Il ricordo lo fece sorridere lievemente. Intanto la musica si faceva sempre più dolce e il fumo e i contrastanti odori si dissiparono.

Lo sciamano guardò Andrew e annuì, scuotendo la testa. Anche il giovane lo guardò e annuì in segno di ringraziamento. Poi uscì dalla tenda e sentì che qualcosa dentro di lui era cambiato, era diventato più profondo...

Spoiler: Juliet_Ewans




POSTATO DA: Bellator_Rosier

La parte "teorica" della lezione sembrava ormai conclusa. Ora, come di consueto, si sarebbe svolta la parte pratica ritenuta decisamente più interessante.

[color=orange:51285ae486]“Bene ragazzi, sono molto contenta di quello che avete detto e di come avete affrontato l’argomento. So di essere stata esigente, di avervi spronato a riflettere un briciolo in più e di avervi fatto domande difficili, ma ho molto apprezzato gli sforzi di ognuno di voi!
Al termine della lezione avrete una valutazione ciascuno, ma ora voglio vedere come agite. Siete pronti?” [/color:51285ae486]

Era ancora assorto nell'interpretazione di quelle parole quando la professoressa mosse elegantemente la bacchetta.
D'improvviso tutto ciò che era intorno a lui scomparì del tutto lasciando posto ad alcune tende in una tranquilla radura.
Ad uno sguardo più attento notò una persona, a giudicare dal modo di vestire appartenente ad una qualche tribù indiana, accostata ad un cavallo.
Per quanto fosse strana la professoressa manteneva un tono calmo e vagamente divertito.

[color=orange:51285ae486]“Eccoci qui! Ci siete tutti?
Non è tempo di indugiare perciò radunatevi attorno a me che vi spiegherò cosa farete ora!”

“Come potete vedere siamo in un accampamento indiano, dove io ho radunato alcuni degli sciamani più dotati del nostro tempo, e siamo qui per compiere uno dei riti più celebri: quello per il Solstizio d’inverno. Dovete sapere che per loro questo giorno è uno dei più importanti dell’anno perché si apre la porta degli dei, si inizia un nuovo ciclo e l’umano ed il divino hanno la possibilità di fondersi insieme, ancora una volta. Pertanto ognuno di voi assisterà al rituale capace di alleggerirci del passato, con i suoi errori e rimpianti, per aprirci al futuro.” [/color:51285ae486]

Non comprendeva ancora appieno le parole della professoressa. Lui non sapeva praticamente nulla di rituali indiani. Cosa avrebbe dovuto fare? Si sentiva smarrito.
Fu come se la professoressa gli avesse letto nel pensiero.

[color=orange:51285ae486]“Entrerete in una tenda e in essa per prima cosa dovrete accendere un fuoco. Lo sciamano che vi farà da guida metterà a vostra disposizione numerose erbe ed incensi e voi dovrete scegliere quali usare. Dovrete creare fiamme e poi interrogarle: una sola domanda, a vostra scelta, segreta, sul nuovo anno.
Poi, non vi resterà che osservare.
Mentre la vostra vista sarà concentrata sul baluginare del fuoco, sul colore del fumo, su ogni minimo particolare, il vostro olfatto sarà colpito dal profumo delle erbe scelte e il vostro udito sarà raggiunto dalla musica prodotta dallo sciamano con tamburelli. Il gusto sarà stimolato dalla Pipa della Pace che la vostra guida vi farà aspirare: state tranquilli non è nulla di pericoloso ed anzi vi richiamerà alla memoria il sapore che amate di più, quello che nella vostra vita ha il significato più intenso e particolare.
Infine, il calore del fuoco stuzzicherà il vostro corpo finchè il rito non sarà concluso.” [/color:51285ae486]

*Sta scherzando?*

La sua domanda sorse spontanea nella sua mente.
Le emozioni erano discordanti. Una parte di se voleva rifiutarsi categoricamente di entrare la dentro mentre un'altra parte era curiosa e addirittura affascinata.
Quella lezione si stava facendo diversa da quelle precedenti e la cosa lo turbava non poco.

[color=orange:51285ae486]“La cosa che vi chiedo, semplicemente, è vivere.
Vivete questo passaggio al nuovo anno con ogni fibra del corpo, ascoltate ciò che vi dice. Mi raccomando, non vi chiedo di capirlo, ma di ascoltarlo.” [/color:51285ae486]

Perfetto. Sarebbe entrato, avrebbe fatto ciò che c'era da fare e se ne sarebbe uscito. Non c'era nulla da temere.
Aspettò il suo turno, senza alcuna fretta, vedendo i compagni e le compagne entrare ed uscire dalle tende.
Se ce l'avevano fatta loro perchè non ce l'avrebbe dovuta fare lui?
Dopotutto era molto superiore a loro, se lo ripeteva ormai da secoli.
Prima di quanto sperasse arrivò il suo turno, smise di torturare la manica della camicia e si alzò.
Cercò di nascondere ogni sentimento, ogni timore dal suo volto mentre passava davanti ai compagni. Non poteva certo far credere che fosse troppo per lui.
Inspirò profondamente, quasi come se volesse inconsciamente trattenere il respiro, fermandosi sulla soglia della prima tenda libera.
Chinò la testa ed entrò.
Notò con piacere che fu come se le sue paure non fossero entrate con lui, come se se ne fossero state fuori.
Inspirò profondamente sentendo i polmoni pieni di un profumo familiare ma che in quel momento non tornava alla memoria. Sentiva però di conoscerlo, molto bene.
Alla sua sinistra vide lo sciamano. Il volto era impassibile, senza quasi espressione e tra le mani teneva delle foglie di diversi tipi e colori.
Decise di non indugiare oltre.
Si chinò inginocchiandosi su una sorta di ruvido tappeto di fronte a quello che doveva essere il braciere in cui, tra alcuni legnetti, si poteva ancora vedere distintamente un tizzone ardente.
Un fruscio gli fece distogliere lo sguardo, lo sciamano gli stava avvicinando una dopo l'altra diversi tipi di erbe e piante.
Non sapeva cosa scegliere. La maggior parte di quelle piante non le conosceva neppure e non aveva la minima idea dei loro significati.
Decise di tentare la fortuna, avrebbe preso la prima che la mano avrebbe sfiorato, chissà che non gli sarebbe andata bene.
Avvicinò la mano tenendo lo sguardo altrove, non gli importava nemmeno molto che lo sciamano si accorgesse che stava pescando a caso.
Sentì, con la punta delle dita, una serie di petali leggermente allungati e morbidi al tatto.
Chiuse la mano stringendo la presa e la portò di fronte al volto.
Rimase pietrificato quando, aprendola, scoprì a quale fiore la sorte lo aveva condotto.
Il fiore di loto aveva ormai un significato per lui.
Sorrise appena, forse quella lezione stava veramente cambiando il suo modo di vedere quella materia.
Portò il fiore verso il carbone che era ancora di un colore vivace che ne indicava l'alta temperatura.
Non appena le punte dei petali toccarono l'arancione del tizzone cominciarono ad incenerirsi lentamente riempiendo l'aria di un leggero fumo profumato e del crepitio delle fiamme.
Chiuse gli occhi ed inspirò a pieni polmoni sentendo che lo sciamano aveva cominciato a suonare una lenta melodia con delle percussioni.
Rimase qualche minuti a contemplare quella calma assoluta respirando lentamente il dolce profumo dell'aria.
Quando li riaprì aveva deciso di non bruciare nient'altro, il fiore di loto sarebbe bastato. In effetti era già consumato.
Dal focolare saliva una lieve e sottile striscia di fumo bianco.
Sporse le mani verso lo sciamano che gli stava sporgendo la pipa della pace.
La portò alle labbra e la bocca e i polmoni si riempirono ancora di quel gusto tanto familiare ma che non riusciva a trovare nei suoi ricordi.
Era il momento di fare la domanda.
Chinò la testa, chiuse gli occhi e la formulò nella sua mente. Era la cosa che in quel periodo gli logorava la mente e gli faceva passare notti insonni, chissà se quel rituale sarebbe servito a qualcosa.
Passò qualche minuto ad osservare il fumo. Non saliva più in una verticale quasi perfetta come aveva fatto fino ad allora.
Ora disegnava una sorta di zig-zag a cui non riusciva a dare una spiegazione.
Rimase li a fissarlo finchè anche l'ultima scintilla non si spense poi si alzò, salutò lo sciamano con un cenno del capo ed uscì.

Forse ci aveva messo un po' troppo, forse c'erano ancora altri studenti che dovevano entrare ma non gliene importava.
La doveva vivere? Bene, lo aveva fatto appieno e ora ne era felice.

Spoiler: Juliet_Ewans




POSTATO DA: Geordie_Rogers

Non appena Geordie finì di parlare l'insegnante annuì sorridendo, facendo capire al ragazzo che le era piaciuto ciò che le aveva detto e come lo aveva detto. Altri ragazzi avevano parlato dopo di lui che, essendosi liberato dal pensiero che lo opprimeva, si annotò mentalmente ciò che i suoi compagni dicevano per apprendere qualcosa in più.
Ad un certo punto Juleit proclamò la fine del dibattito, complimentandosi con tutti i ragazzi per averle fatto sapere la propria opinione.

"Ora voglio vedere come agite. Siete pronti?”

Nessuno rispose negativamente, forse perché erano tutti, Geordie compreso, curiosi di scoprire cosa li aspettava a quel punto della lezione e quindi pronti a tutto o forse semplicemente perché non ne avevano avuto il tempo. La docente infatti, si alzò e cominciò a muovere la bacchetta con rapidi e decisi movimenti della mano. Il Corvetto la guardava interessato, voleva capire cosa stava facendo. Lo scoprì non appena distolse lo sguardo. Non erano più nell'aula di Divinazione! Si trovavano in un immensa radura, circondati da tante tende e un caldo sole splendeva alto nel cielo. Non poco distante dal gruppo si trovava un indiano che sussurrava qualcosa al suo cavallo, un imponente purosangue bianco. A Geordie venne istintivamente voglia di salire in groppa all’animale e scorazzare in quell’ampia zona, ma qualcosa gli disse che era meglio evitare di allontanarsi dal resto di ragazzi, così rimase ad ascoltare le spiegazioni dell’insegnante.

“Come potete vedere siamo in un accampamento indiano, dove io ho radunato alcuni degli sciamani più dotati del nostro tempo, e siamo qui per compiere uno dei riti più celebri: quello per il Solstizio d’inverno.”

Curioso! Il Corvetto non conosceva questa pratica e non sapeva cosa aspettarsi. Quella lezione stava rivelandosi particolare, diversa dalle solite e forse per questo piaceva a Geordie.

*Quindi?*

Si chiese il ragazzo, senza formulare il pensiero ad alta voce. Sapeva che di lì a poco Juliet avrebbe spiegato agli studenti lo scopo di trovarsi in quel luogo insolito. E infatti non attese molto che l’insegnante iniziò a dire

[color=orange:fd7df5ec1e]“Entrerete in una tenda e in essa per prima cosa dovrete accendere un fuoco. Lo sciamano che vi farà da guida metterà a vostra disposizione numerose erbe ed incensi e voi dovrete scegliere quali usare. Dovrete creare fiamme e poi interrogarle: una sola domanda, a vostra scelta, segreta, sul nuovo anno.
Poi, non vi resterà che osservare.
Mentre la vostra vista sarà concentrata sul baluginare del fuoco, sul colore del fumo, su ogni minimo particolare, il vostro olfatto sarà colpito dal profumo delle erbe scelte e il vostro udito sarà raggiunto dalla musica prodotta dallo sciamano con tamburelli. Il gusto sarà stimolato dalla Pipa della Pace che la vostra guida vi farà aspirare: state tranquilli non è nulla di pericoloso ed anzi vi richiamerà alla memoria il sapore che amate di più, quello che nella vostra vita ha il significato più intenso e particolare.
Infine, il calore del fuoco stuzzicherà il vostro corpo finchè il rito non sarà concluso.” [/color:fd7df5ec1e]

Geordie cominciò a tremare. Non sapeva come sarebbe stato essere parte integrante del rito e, in altre occasioni, non avrebbe partecipato. Per incoraggiarsi pensava che non sarebbe stato solo, anche gli altri studenti avrebbero vissuto la sua stessa esperienza.

*E poi niente può andare storto!*

Guardava Juliet. Lei era un’adulta e sapeva cosa stava per far fare ai suoi alunni e poi cosa c’era da avere paura? Forse la professoressa aveva capito che era intimorito e aveva aggiunto

[color=orange:fd7df5ec1e] “La cosa che vi chiedo, semplicemente, è vivere.
Vivete questo passaggio al nuovo anno con ogni fibra del corpo, ascoltate ciò che vi dice. Mi raccomando, non vi chiedo di capirlo, ma di ascoltarlo.” [/color:fd7df5ec1e]

Fu questa frase, semplice ma concisa, a convincere Geordie. Avrebbe partecipato, ma non per primo.
I ragazzi cominciarono a mettersi in fila e mentre gli altri entravano nella tenda lui cominciava a formulare mentalmente la domanda che avrebbe posto allo sciamano. Non sapeva cosa chiedere circa il nuovo anno. Non voleva sapere cose frivole come i voti che avrebbe preso a scuola perché quelli dipendevano dal suo impegno né, ad esempio, se avrebbe trovato l’amore entro l’anno. Ad un tratto gli venne in mente una cosa importante. Pensava ad uno stato d’animo, la felicità, che secondo lui era una delle cose fondamentali nella vita.
Non si accorse nemmeno quando arrivò il suo turno. Davanti a lui non c’era nessuno. Toccava a lui, doveva entrare. Indugiò un attimo sulla soglia e guardò dietro di lui i suoi compagni. Poi entrò finalmente nella tenda. L’interno era in penombra, non c’erano finestre o comunque spiragli che lasciassero entrare la luce. Inspirò col naso, solo per sentire un confuso miscuglio di odori.

"Buongiorno!"

Salutò cordialmente non appena individuò la figura dello sciamano che lo avrebbe guidato in quell’esperienza. Ottenne in risposta solo un cenno del capo. Poi questo indicò una zona, non molto distante da lui, in cui erano sistemate tante erbe magiche. Geordie non riuscì a riconoscerle, ma prese una manciata di quelle che più gli ispiravano e le gettò su un fuoco che, secondo le parole dell’insegnante era stato appositamente acceso. Non sapeva se fosse la cosa giusta, ma subito dopo l’erba cominciò a bruciare facendo il rumore che di solito fa l’acqua quando si getta sui carboni ardenti. Una leggera colonna di fumo si alzò e le erbe cominciarono a prendere fuoco, generando strane e confuse immagini di vari colori, dal giallo al ross. Subito la stanza venne inondata dal profumo della terra bagnata subito dopo un’abbondante pioggia. Era un odore insolito, eppure al ragazzo piaceva.
Il Corvetto non si accorse che lo sciamano era accanto a lui adesso e che gli tendeva uno strano oggetto. Era quella che Juliet aveva denominato Pipa della Pace! Il ragazzo la prese e al portò alla bocca, cominciando a inspirare e gustando il sapore di quel particolare oggetto mentre il calore prodotto dalle fiamme riempiva tutta la “stanza”. Aveva il gusto di cioccolato! Quanti ricordi pervasero la memoria di Geordie.. Gli piaceva tantissimo e gli ricordava sua madre, perché indossava un profumo al cioccolato. Doveva concentrarsi sul fuoco e sulla forma che esso assumeva, ma gli riusciva difficile non pensare ai momenti che si affollavano nella sua mente. Con uno sforzo immane ritornò alla realtà e ricordò che doveva interrogare le fiamme, prima che si spegnessero. Mentre lo sciamano, ancora accanto a lui, colpiva un tamburello con le dita, Geordie pensò

*Riuscirò a capire il mio ruolo?*

Forse avrebbe dovuto chiederlo ad alta voce, ma non voleva interrompere col suono della sua voce il rilassante ritmo creato dallo sciamano.
Quando il fuoco si spense il Corvetto capì che il rito era giunto al termine, ma non aveva ancora ricevuto una risposta dalle fiamme.

*Lo sapevo che non avrei ottenuto un bel niente!*

Si rammaricò il ragazzo. Forse si era fatto prendere troppo dalla situazione e si era fatto trascinare e non si era accorto di una particolare forma che il fuoco aveva assunto o che il fumo aveva formato. Ma prima di uscire guardò un’ultima volta le fiamme o ciò che ne restava e notò che le ceneri avevano una strana forma. Sembravano una..faccina sorridente.

*Possibile?*

Si chiese, pensando che qualcosa gli avesse dato alla testa. Osservò meglio e si accorse che non aveva visto male. Sembravano proprio una faccina che sorrideva. Interpretò come una risposta affermativa alla sua domanda e uscì dalla tenda sorridendo, dimenticandosi di salutare lo sciamano che lo aveva aiutato a compiere quel rito. Ovviamente la sua interpretazione sarebbe potuta essere sbagliata e, di certo, per ottenere la risposta alla sua domanda il ragazzo sapeva che avrebbe dovuto aspettare anni e anni.



POSTATO DA: Leaena_Meadowes

Leaena fu una delle ultime a parlare alla lezione di divinazione di quel giorno. Anche lei, come gli altri, aveva esposto brevemente quello che sapeva sull'idromanzia anche se non concordava con la professoressa riguardo all'acqua. Per lei non era mai stata fonte di morte; certo, come dava la vita poteva anche toglierla ma era proprio questo che le piaceva.
Appena dopo di lei un ragazzo di serpeverde prese parola, ma Leaena non riuscì ad ascoltare niente: era ancora rapita dall'immagine del fiume vicino a casa della nonna.
Sospirò e tornò alla realtà giusto in tempo per ascoltare il discorso della professoressa Ewans.

[color=brown:698514f05d]“Bene ragazzi, sono molto contenta di quello che avete detto e di come avete affrontato l’argomento. So di essere stata esigente, di avervi spronato a riflettere un briciolo in più e di avervi fatto domande difficili, ma ho molto apprezzato gli sforzi di ognuno di voi!
Al termine della lezione avrete una valutazione ciascuno, ma ora voglio vedere come agite. Siete pronti?” [/color:698514f05d]

Leaena riuscì a malapena a sollevare lo sguardo sulla donna che vide la sua mano muoversi, compiendo un gesto fluido con la bacchetta.
Immediatamente tutto quello presente nella stanza di Hogwarts, divanetti, tavolini e il resto scomparve, lasciando posto ad una paradisiaca visione.
La ragazza spalancò gli occhi, divorando con lo sguardo ogni particolare di quel magnifico luogo in cui si erano appena ritrovati.

[color=orange:698514f05d]*Deve essere per forza un'illusione, non possiamo esserci smaterializzati tutti in un altro luogo...*
[/color:698514f05d]
Non riusciva a fare altro che guardare e ancora guardare ogni singolo angolo di quel luogo sperduto, così tranquillo e sereno da darle alla testa; era assolutamente il genere di posto in cui avrebbe voluto vivere per sempre.
Eravamo stati catapultati in un accampamento indiano davvero molto suggestivo. Vicino alla professoressa uno degli indiani parlava tranquillamente con un bellissimo cavallo, cercando probabilmente di tranquillizzarlo per l'improvviso arrivo di persone sconosciute.
Disseminate intorno a loro varie tende lasciavano vagare la fantasia; aveva sempre sentito fantastiche storie sugli indiani nel mondo babbano in cui era vissuta che adesso la facevano sorridere raggiante.
Desiderava sapere di più della loro cultura, desiderava apprendere nuove arti; desiderava forse troppo.
Eppure non smetteva di sperare, anche se sapeva di avere dei limiti oltre ai quali non era ancora riuscita ad andare. Ancora.

“Come potete vedere siamo in un accampamento indiano, dove io ho radunato alcuni degli sciamani più dotati del nostro tempo, e siamo qui per compiere uno dei riti più celebri: quello per il Solstizio d’inverno.”

L'irruento intervento di Juliet la distrasse dai suoi pensieri, riportandola alla lezione, che all'improvviso era diventata quasi noiosa in confronto a tutto quello che avrebbe voluto e forse potuto fare in quel accampamento.
Una sola cosa la fece rallegrare di nuovo: il rito del Solstizio d'inverno.
Non sapeva esattamente come si sarebbe svolto questo particolare rituale ma cercava di assimilarlo alla sua conoscenza wiccan; anche lei, insieme alla madre e alla nonna, aveva sempre festeggiato quell'evento, solo secondo la tradizione della Wicca o Antica Religione.
Adorava questo genere di feste, più di qualsiasi altra, anche di più del suo compleanno.
In quelle speciali occasioni ci si poteva rendere conto del grande potere della natura e sentirsi parte di essa.
Ormai la sua mente non faceva altro che pensare alle cose straordinarie che sua nonna le aveva insegnato e che ogni volta che la vedeva non faceva altro che ricordarle; per lei la discendenza druida era qualcosa di estremamente importante, anche nei miei confronti nonostante avessi scelto di seguire un cammino spirituale diverso.

[color=brown:698514f05d]“Entrerete in una tenda e in essa per prima cosa dovrete accendere un fuoco. Lo sciamano che vi farà da guida metterà a vostra disposizione numerose erbe ed incensi e voi dovrete scegliere quali usare. Dovrete creare fiamme e poi interrogarle: una sola domanda, a vostra scelta, segreta, sul nuovo anno. 
Poi, non vi resterà che osservare. 
Mentre la vostra vista sarà concentrata sul baluginare del fuoco, sul colore del fumo, su ogni minimo particolare, il vostro olfatto sarà colpito dal profumo delle erbe scelte e il vostro udito sarà raggiunto dalla musica prodotta dallo sciamano con tamburelli. Il gusto sarà stimolato dalla Pipa della Pace che la vostra guida vi farà aspirare: state tranquilli non è nulla di pericoloso ed anzi vi richiamerà alla memoria il sapore che amate di più, quello che nella vostra vita ha il significato più intenso e particolare. 
Infine, il calore del fuoco stuzzicherà il vostro corpo finché il rito non sarà concluso.” [/color:698514f05d]

Leaena sorrise felice nel sapere di cosa trattasse la parte finale della lezione; non desiderava altro che provare. Era desiderosa di quell'esperienza più che mai.

[color=brown:698514f05d]“La cosa che vi chiedo, semplicemente, è vivere. 
Vivete questo passaggio al nuovo anno con ogni fibra del corpo, ascoltate ciò che vi dice. Mi raccomando, non vi chiedo di capirlo, ma di ascoltarlo.” [/color:698514f05d]

Un sorriso sfiorò le labbra della giovane Tassorosso, che ora non era più tanto sicura di voler entrare nella tenda e affrontare quello che il fuoco avrebbe potuto trasmetterle. Desiderava ardentemente partecipare al rito del Solstizio d'inverno ma ne temeva le ripercussioni sul suo stato d'animo.
Come avrebbe accettato qualcosa che non voleva le venisse predetto? E se poi avrebbe pensato così a lungo a quanto visto tra le fiamme da cambiarne il corso?
No, non poteva sostenere tanta tensione per molto.
Si guardò attorno; il vasto campo indigeno offriva loro diverse possibilità di scelta.
Le tende erano abbastanza per tutti e alcuni studenti, tra i più coraggiosi o impulsivi si erano già inoltrati in quella sedentaria avventura.
Non poteva e non doveva aspettare molto o avrebbe completamente perso la fiducia in se stessa, mandando a monte l'intera lezione. Necessitava di concentrazione e fedeltà a sé stessa per prender parte al rito.
Con un improvviso gesto di imprudenza sorrise alla professoressa e si diresse verso una delle tende.
Non appena scostò il drappo che la separava dal mondo esterno, dagli altri, un'aria calorosa la avvolse, mente e corpo facendola sentire minuscola rispetto alla natura intera.
Inspirò, sentendosi quasi completa. Quando aprì gli occhi vide un uomo, non troppo vecchio, fissarla bonariamente ma intensamente. Teneva tra le gambe incrociate un tamburello, di quelli che aveva visto suonare dagli indiani in diversi film babbani.
Abbozzò un sorriso anche lei e, seguendo il gesto della mano dell'uomo, si sedette sull'improvvisato cuscino fatto di più stoffe legate insieme con delicatezza. Fin'ora la guida spirituale della sua tenda non aveva fatto altro che metterla a suo agio.
Subito dopo le indicò dei cestelli di paglia intrecciata, all'interno dei quali erano custodite diverse sostanze dai colori e odori differenti; prima che riuscisse a sfiorare uno solo di quelle invitanti fragranze, Leaena senti la mano dello sciamano afferrarle il braccio.
Quand'ebbe attirato la sua attenzione, si allungò per prendere il sacro Calumet che riposava per metà sopra ad un cuscino. Lo porse alla ragazza, che prendendolo con cautela lo portò alla bocca.
Con suo piacevole stupore, il sapore che le aveva dischiuso le labbra delicatamente era fresco ed estremamente dolce del latte di cocco. Lo beveva sempre quand'era più piccola dalla nonna e non avrebbe mai immaginato di poterlo risentire proprio in quel luogo.
Posò a terra l'oggetto, lasciandosi cullare dalla dolcezza che ancora sentiva stuzzicarle il palato.
Con lenti movimenti si sporse verso i recipienti contenenti quelle che dovevano essere le diverse spezie. Fece danzare le sue dita sopra tutte le colorate polveri finché non sentì una strana sensazione sfiorandone una.
Era di un colore più chiaro del giallo canarino; ne presi un po' e con un gesto fluido la lasciai cadere sul piccolo fuocherello che avevo acceso prima. La fiamma crebbe, diffondendo nell'aria un profumo inconfondibile: vaniglia.
Leaena pensò che le bastasse quella spezia per il rito; si sentiva finalmente in pace e le dolci fragranze che ancora sentiva su di sé, dentro di lei le cullavano il cuore.
Rivolse allora la sua attenzione al fuoco, che tanto le dava ristoro in quel momento. Era pronta, poteva porre la sua domanda al destino.

“Troverò...Riuscirò a scegliere la giusta strada?”

Le fiamme salirono in alto, come alimentate da altra legna; nonostante l'improvviso movimento del fuoco, non si mosse di li.
Strinse gli occhi, li strofinò più volte, nel tentavi di capire se quello che le sembrava di intravedere nel rosso fosse solo una sua immaginazione o stesse accadendo realmente.
All'improvviso fu come rapita, lambita dalle calde fiamme. Il rito del Solstizio, adesso si che capiva come funzionava.
I suoi occhi ora distinguevano nettamente un sentiero immerso nel bosco alto e penetrante. Le sembrava di sentire su di sé gli aculei dei grandi abeti del nord graffiarle le braccia nude.
Piccole gocce d'acqua le scivolavano sul corpo coperto solo da una leggera veste bianca. Si vedeva correre, bloccarsi, cadere e rialzarsi sullo stesso sentiero che percorreva dall'inizio.
Lentamente si vide scivolare lungo una collina erbosa, umida e fredda, che la fece arrivare sulla riva di un grosso lago fumante. L'acqua argentata rifletteva mille luci di colore diverso che vorticavano in alcuni punti come grandi mulinelli.
Respirò e sentì i suoi polmoni riempirsi di speranza mista a confusione. Niente attorno a lei faceva rumore, soltanto una serie di rintocchi rompevano il silenzio.
Due tonfi sordi. Una pausa.

*Sembrano...battiti!*

Quando finalmente realizzò cosa fosse quello strano rumore, venne trascinata in acqua. Cercò di aggrapparsi al terreno ma l'unica cosa che ottenne fu qualche filo d'erba in mano.
Appena prima di scomparire sott'acqua riuscì a vedere il sole sul punto di tramontare sulla grande foresta. L'acqua la avvolgeva e i polmoni cominciavano a bruciarle, nel vano tentativo di trovare un po' d'aria.
Pensò di essere ormai spacciata, quando si sentì letteralmente capovolgere. Quello che prima era il fondo marino, ora era la morbida e tiepida sabbia di una spiaggia. Sopra l'acqua affiorava il sole. Era l'alba.
Un improvviso calore la fece sentire come se avesse un incendio dentro e si sentì sbalzare all'indietro.
Sbatté le palpebre qualche volta e vide lo sciamano sollevarla lentamente; fantastico, ora era più confusa di prima.
Tutto quello che aveva visto le sembrava estremamente...fantastico. Inspirò profondamente e ringraziò l'uomo, prima di uscire dalla tenda e ricongiungersi agli altri studenti.
Ripensò a quello che aveva appena visto e ne dedusse che prima di vedere davanti a sé qualcosa di bello, avrebbe dovuto affrontare periodi difficili, illusioni.

*Fantastico, davvero confortante!*



POSTATO DA: Cassandra_Evens

Quando la discussione fu finita, la professoressa Juliet prese la parola. Cassandra l'ascoltò attentamente, Divinazione le stava piacendo sempre di più e non vedeva l'ora di scoprire un'altro pezzo di quella lezione. La professoressa, finito il suo discorso, prese la bacchetta e l'agitò nell'aria. La stanza incominciò a girare e comparve un immenso campo. Dal prato apparivano chiare le maestose colline, si avvertiva l'aria fresca e pungente e il rumore del ruscello che bagnava i campi. I rami degli alberi erano spogli ma ricoperti di un leggero gelo. Il cielo sul paesaggio era sereno e infinito, anche se d'inverno, gli uccelli volano liberi creando in alto diverse coreografie mentre gruppi di indiani, che affollano il campo erano incantati ad osservare quello che si trovano davanti, con visi soddisfatti e incuriositi. Cassandra era totalmente disorientata, un attimo prima era nella stanza di Divinazione e poi si era ritrovata dinnanzi a questo meraviglioso paesaggio..stava sognando? La professoressa però disse:
"Come potete vedere siamo in un accampamento indiano, dove io ho radunato alcuni degli sciamani più dotati del nostro tempo, e siamo qui per compiere uno dei riti più celebri: quello per il Solstizio d’inverno. Dovete sapere che per loro questo giorno è uno dei più importanti dell’anno perché si apre la porta degli dei, si inizia un nuovo ciclo e l’umano ed il divino hanno la possibilità di fondersi insieme, ancora una volta. Pertanto ognuno di voi assisterà al rituale capace di alleggerirci del passato, con i suoi errori e rimpianti, per aprirci al futuro.”
Cassandra non sapeva granché su questo rito, per cui ascoltò attentamente il seguito dell'insegnante, dovevano entrare ognuno in una tenda diversa, ed eseguire loro stessi il rito. La Grifa non vedeva l'ora di poter provare quelle emozioni e di mettere a prova i suoi sensi. La professoressa poi, spiegò anche come eseguire il rito, Cassandra ne rimase affascinata. La ragazza dopo che l'insegnate ebbe finito il suo discorso entrò in una tenda. Appena varcò la soglia si sentì invadere da una sensazione famigliare e piacevole, rimase un po' ferma sull'entrata, temeva che facendo anche solo più di un passo quella magnifica sensazione potesse sparire.
"Coraggio vieni pure avanti!"
Sentì dire la Grifa. Si era completamente dimenticata le istruzioni dell'insegnante e quindi aveva scordato che all'interno della tenda l'aspettava uno sciamano per condurla nel rito. Cassandra si sedette di fronte all'uomo, incrociando le gambe. Guardò in faccia l'anziano che le aveva appena parlato. Aveva capelli folti e grigi, scoloriti dal tempo o forse dal fumo che inebriava la stanza... Il suo viso era segnato dalle rughe e dal tempo, si vedeva che aveva vissuto una lunga vita, carica di esperienze e pace. Cassandra si riscosse dal suoi pensieri...quel posto aveva un effetto strano su di lei. Lo sciamano indicò un punto vicino ai piedi della ragazza. Cassandra allora si ricordò tutte le istruzione che le aveva spiegato l'insegnante un attimo prima: doveva accendere un fuoco. La ragazza si tastò le tasche dei suoi pantaloni per prendere la bacchetta ma dopo qualche secondo che cercava invano, si ricordò di averla messa in una scatola e appoggiata sul banco all'inizio della lezione. Cassandra allora prese due bastoncini e li strofinò tra loro. Dopo un po' di tentativi si accese una piccola fiammella, era l'unica vera luce di tutta la stanza. Man mano che il tempo passava la fiammella diventava sempre più viva, dando alla ragazza una strana energia e facendo strani giochi d'ombre. Davanti a lei c'era una distesa di erbe ed incensi, ne conosceva alcuni perchè una volta con la sua famiglia era andata in una erboristeria e si era divertita a giocare con erbe e tutto quello che aveva trovato. Cassandra non sapeva bene che cosa scegliere come erba... era indecisa su due petali: uno di Fiordaliso e l'altro di Margherita. La Grifa, alla fine aveva scelto il petalo di Fiordaliso anche perché secondo lei, tutti i fiori hanno la facoltà di esprimere un linguaggio senza parole, con il quale chi lo conosce può far capire al proprio amato, o a una persona cara, i propri sentimenti senza dover dirglielo di persona. Piccole cose, come un fiore possono significare grandi cose; cose inspiegabili e misteriose che però attraggono a sé tutti gli uomini e donne: come l'amore. Sentendo l'odore di quel fiore, le venivano in mente un sacco di pensieri e ricordi, difficili da dimenticare. La Grifa non era certo un'esperta di giardinaggio ma il significato dei fiori l'affascinava, infatti ne sapeva qualcuno. Il significato del fiore che aveva scelto; variava infatti niente in quest' arte era sicuro, poteva significare da felicità a delicatezza ma anche al primo amore oppure alla beatitudine. Mise il petalo dentro al fuoco e subito esso cambio colore, prima prese le sfumature del viola e poi divenne di un blu intenso, era bellissimo.
Cassandra rimase a guardare per un po' le fiamme che cambiavano colore, si stabilizzarono e divennero blu celeste, anche il fumo stava iniziando a cambiare...si notava ancora il marrone che stava svanendo e un po' più forte il blu del petalo che ci si mischiava.
[img:78b744a975]http://giacintobutindaro.org/wp-content/uploads/2010/05/incenso-fumo.jpg[/img:78b744a975]
La Grifa decise di procedere. Prese una polverina di zafferano rosso. Non sapeva se significava qualcosa nel linguaggio delle piante, ma per lei significava molto.
Quel odore di zafferano fece venire un lieve sorriso a Cassandra. Si perse nel suo dolce ricordo guardando quel contrasto di colore tra il fuoco blu come il petalo e il fumo rosso come l'incenso che aveva appena scelto.
[img:78b744a975]http://frz40.files.wordpress.com/2010/11/incenso-rosso.jpg[/img:78b744a975]
Quell'odore ma sopratutto quel colore gli ricordavano di quando, da piccola, per la prima volta aveva visto un drago.
Era stato molto tempo fa,quando i suoi genitori decisero di fare un viaggio per far vedere alle bambine le meraviglie del mondo magico. Erano andati in Romania tutti insieme,per vedere i draghi...una cosa che fin da sempre affascinava la giovane Grifa.
Era quasi il tramonto erano in un accampamento di addestratori, ma di draghi non se ne vedevano; c'era un gran trambusto, erano tutti agitati ed emozionati. Ma la ragazza era solamente confusa. Prese con la sua piccola manina l'estremità del mantello del padre e lo tirò leggermente.
"Ma,papi,cosa succede?!?"
Lui le sorrise e le rispose enigmatico:
"Vedrai..."
Allora lei si voltò verso l'accampamento. Dove prima c'erano solo tende adesso c'erano enormi recinti, enormi gabbie con dentro delle strane creature che si dimenavano invano e, alcune sputavano fuoco in protesta a quella cattività. Capì subito che adorava quelle creature e capì anche che gli animali che lei chiamava creature erano in realtà veri e proprio draghi.
Un amico di suo padre li portò a fare un giro per l'accampamento, quello vero con i draghi;e spiegò che di giorno giravano troppi babbani e dovevano "tirare fuori" i draghi solo di notte; ed era di notte che li addestravano e li facevano volare, perchè si sa l'ambiente preferito da quegli animali fantastici era l'ambiente notturno.
David. Ecco come si chiamava la guida, in quel periodo stava addestrando un drago e lo volle far conoscere alla famiglia.
Camminarono costeggiando l'accampamento e arrivarono in un recinto ampio dove un drago marrone era steso a terra. Non appena sentì le loro voci, i loro passi e il loro odore arrivò alle narici del grosso animale, il drago alzò il capo.
La sua testa era grande almeno un braccio. Il muso era allungato, e nella parte posteriore si apriva un'ampia cresta ossea. Le squame erano lucide e acuminate, di un marrone scuro che alla radice stemperava in nero. La cresta invece era bianca venata di rosso. Nel voltarsi verso di loro, le narici emisero un suono sbuffante come di un enorme mantice che venisse compresso. Ma, più della paura che già le gelava le gambe, fu qualcos'altro a paralizzare Cassandra.
Fu l'occhio che il drago volse verso di lei, rosso, vivido, brillante. Sembrava un infinito gorgo in cui fosse facile perdersi, un abisso di millenni da cui l'animale contemplava il mondo con supremo distacco. La bestia tacque, quasi spaventata. Cassandra sapeva che dietro quel muso, zanne possenti erano pronte a trafiggere qualsiasi cosa. Contemplò gli occhi meravigliosi del drago, illuminati da pagliuzze gialle come oro, certa che non potesse esistere nient'altro al mondo di così antico e stupendo. Per quanto si trovasse di fronte a un essere assolutamente letale, Cassandra ne era affascinata. Il drago la guardò fisso, come se la stesse studiando. Il suo respiro era impercettibile, l'aria intorno a lui non si moveva.
Cassandra restò immobilizzata a guardare il possente animale spiccare il volo per qualche metro. Le ali erano possenti, forti ed ogni volta che le sbatteva una follata di vento scompigliava i capelli della ragazza. Che dolci ricordi... ma ora veniva il difficile: fare una domanda, interrogare il proprio destino su l'anno a venire. Alla Grifa vennero in mente mille domande da fare, aveva i pensieri scombussolati che le giravano nella mente senza sosta. Cassandra alla fine ne scelse uno, il più insistente. Lo formulò nella sua mente, pronta a pronunciarlo bene ad alta voce, quando la sua attenzione, fino ad allora concentrata sul fuoco zampettante e colorato fu attirata da un odore soave, era leggero ma stuzzicante, Cassandra, per quanto si sforzasse, non riusciva a riconoscere l'odore, sapeva che era il miscuglio delle sue scelte, il petalo di Fiordaliso e lo zafferano rosso, e quindi decise di abbandonarsi in esso. Tutti i suoi sensi andarono come in tilt; la sua mente, la sua anima tutto era concentrato su quell'odore così...dolce e famigliare. L'odore parve aumentare, diventare sempre più forte, travolgente ma rimanendo sempre delicato. Era qualcosa di...piacevole. La testa le incominciò a girare e ad un certo punto delle immagini le si pararono nella mente. Non era più nel villaggio indiano e neanche nell'aula di Divinazione, quel luogo lo conosceva...era ad Hogwarts. Cassandra era disorientata, sembrava ad un festa, ma non era sicura, si guardò intorno ed era in compagnia di un ragazzo..La Grifa arrossì, come sua domanda alla fine aveva deciso di chiedere se avrebbe incontrato una persona che l'amasse per quella che era...una persona che solo col suo tocco le avrebbe mozzato il fiato. Il ragazzo era poco più alto di lei, doveva avere la sua stessa età o al massimo qualche anno in più... Aveva un viso con dei lineamenti morbidi ma allo stesso tempo emanava una certa sicurezza. Il suo sorriso era radioso e illuminante. Cassandra era completamente frastornata parlava e rideva col ragazzo ma non aveva la più pallida idea di chi fosse e di cosa stessere parlando, tuttavia la sè stessa del futuro (o della sua immaginazione), sembrava conoscerlo bene, lo faceva ridere e lo provocava scherzosamente. Cassandra adesso stava sussurrando qualcosa all'orecchio del giovane, quando lui inaspettatamente la guardò negli occhi e lei fece altrettanto. Quello sguardo la fece sciogliere, si perse completamente tra le sue braccia, il ragazzo le prese dolcemente il viso tra le mani, si chinò su di lei e le loro bocche si incontrarono, quel gesto le fece venire i brividi lungo tutta la schiena, se stava sognando sembrava tutto maledettamente reale pensò la Grifa,e non voleva che il sogno o la visione finisse.

Cassandra era ancora avvolta tra le braccia del ragazzo, aveva un sorriso malizioso e occhi nocciola enigmatici, non si voleva sottrarre a quell'abbraccio che la faceva sentire a casa e la tranquillizzava. Continuò a fissare i suoi occhi, era certa di averli già visti da qualche parte, forse tra le onde di ragazzi che affollavano i corridoi. Gli occhi del ragazzo sembravano infiniti...si stavano ancora fissando quando si sentì strattonare indietro, era una sensazione molto strana, si vedeva ancora con quel ragazzo ma non era "padrona" del suo corpo, sembrava appartenere a qualcun altra. All'improvviso la sua vista si annebbio, non vedeva più nè lei nè il ragazzo, vedeva solo del grigio e degli sprizzi di blu dopo di chè solo buio. Aprì gli occhi, e vide la capanna e lo sciamano e tra loro ardeva ancora il fuoco che aveva acceso solo che adesso era di una sfumatura color lilla.
*Forse era questo che intendeva l'insegnante dicendo "domanda segreta" non bisogna dirla ad alta voce..basta pensarla...*
Pensò Cassandra distaccata dal mondo. Fu solo in quel momento che sentì una melodia di sotto fondo, era rilassante, ritmata, tanto che Cassandra andava avanti e indietro col corpo, seguendo la musica...era un modo anche per essere certa che stesse veramente vivendo quell'esperienza. Seguì il suono di quella melodia, proveniva dallo sciamano che stava suonando i tamburelli. La Grifa era completamente abbandonata a quel ritmo che la cullava e a quell'odore che tentava di riconoscere. Una calda lacrima le lacerò la guancia, pizzicandole il viso, era una sensazione strana, si sentiva senza forze ma i ricordi le affollavano la mente, invadendola. La sua mente era annebbiata così come la sua vista che a poco a poco si stava schiarendo. Lo sciamano passò a Cassandra la pipa della Pace, la Grifa ne assaporò il sapore: Limone. Le strappò un sorriso, ricordava perfettamente quell'odore. Sapeva di casa. Le ricordava un luogo che aveva visto da molto piccola, quando era andata a trovare sua zia. La casa di sua zia si trovava in cima a una ripida collina terrazzata che scendeva a vale per miglia. Il paesaggio era colmo di file finemente curate di piccoli alberi dai rami contorti, con le foglie di un verde scuro che svelavano qua e là un giallo luminoso. Limoni. In lontananza scorse un villaggio che emergeva dal terreno accidentato. Altri villaggi punteggiavano la costa, aggrappati a scogliere come se fossero sospesi sul mare.
Il mare.Le onde si abbattevano sul bagnasciuga e il sole al tramonto colorava la superficie increspata dell'acqua di un viola scuro con sprazzi di rosa. Guardai l'acqua che si estendeva oltre l'orizzonte e la Grifa comprese perché un tempo gli esseri umani avevano creduto che l'oceano portasse ai confini di un mondo finito. Cassandra non si era accorta di tremare fino a quando sua zia non le aveva passato un braccio intorno alle spalle. Era la prima volta che vedeva il mare, le piaceva tantissimo le dava una sensazione di pace e tranquillità. Quel giorno era stato il più bello di tutti, sopratutto perchè fu lì che ricevette la sua prima lettera per la scuola di magie e stregonerie. Proprio come quel giorno, anche il rito sarebbe stato difficile da dimenticare. Cassandra sarebbe stata dentro quella tenda per ore intere (o forse c'era stata?), aveva completamente perso la cognizione del tempo, poteva essere qualche minuto che era dentro oppure molte ore... sapeva solo che stare lì era come essere a casa, si risvegliavano in lei ricordi che sembravano perditi da tempo, stare lì la faceva vivere, adesso si che comprendeva le ultime parole dell'insegnante! La Grifa posò il suo sguardo sul fuoco, aveva preso una tonalità di bianco e si stava per consumare, Cassandra era sicura che quello non fosse un buon segno, presto se ne sarebbe dovuta andare, avrebbe dovuto affrontare la vita vera crudele del mondo esterno. A Cassandra sembrò di essere in una bolla d'aria, le sembrava di essere tagliata fuori dal mondo ma questo non le dispiaceva anzi la faceva sorridere, le metteva il cuore in pace, rassicurandola. Cassandra però era consapevole che non poteva stare per sempre in quella tenda, annegare nei ricordi e nei tepori di quel luogo, doveva continuare la sua avventura. Ma di una cosa fu certa: quell'esperienza le aveva cambiato la vita. Per sempre.
"Grazie..."
Mormorò Cassandra sottovoce in direzione dello sciamano. L'indiano era ancora seduto davanti al fuoco ormai del tutto spento, le rivolse un debole sorriso segno che l'aveva sentita. Ora poteva uscire, era stata congedata. La Grifa scostò debolmente la tenda e subito fu fuori, in quell'aria fresca e così diversa dal dolce tepore e odori che aveva lasciato nella tenda, si sentì un po' persa. Cassandra guardò in sù, verso le nuvole, verso il cielo infinito, era cominciata una nuova avventura chissà se la visione che Cassandra aveva avuto le accadrà veramente, ma intanto non le rimaneva che attendere e sperare pazientemente.
Spoiler: Juliet_Ewans




POSTATO DA: Gwenevere_Mckenzie

Finito il dibattito riguardante i sensi e le diverse tecniche di divinazione, Gwenevere ascoltò la professoressa che si complimentò con loro per tutto quello che avevano detto, sembrava davvero soddisfatta dei risultati ottenuti dai ragazzi. Ma prima che qualcuno potesse dire qualcosa lei agitò la bacchetta e all’improvviso tutto quello che li circondava sparì per lasciare il posto a un ambiente del tutto diverso.
In qualche modo la professoressa aveva cambiato l’aspetto della stanza, facendola diventare una radura dell’America latina con al suo centro un tipico accampamento indiano: i famosi tepee e dei cavalli legati vicino ad essi, delle pelli di animale stese al sole e delle armi da caccia, ma la cosa che rubò subito l’attenzione di Gwenevere fu lo sciamano indiano che stava accanto alla professoressa, che li guardava con una tale intensità che sembrava volesse sorpassare il guscio del loro corpo per vedere l’anima di ognuno dei ragazzi, cosa che probabilmente stava facendo davvero.
La Corvonero quindi ascoltò le parole della professoressa che spiegò alla classe quello che avrebbero fatto e quando ebbero il via libera per procedere con l’esperienza, si alzò per dirigersi verso uno dei tepee più vicini al gruppo.
Scostò la tendina dopo aver fatto un profondo respiro, aveva già capito dalle parole della professoressa che quella sarebbe stata un’esperienza come poche nella loro vita.
Con passo titubante entrò nel luogo stretto e buio e osservò il suo interno per poi posare gli occhi su una donna sciamano che, senza dire una parola ma con un solo cenno della testa, la fece sedere.
Gwenevere si sedè sul lato opposto della sciamana e solo un piccolo focolare, le cui basse fiamme si muovevano sinuose nell’aria come delle danzatrici del ventre, le separava. Incrociò le gambe e alzò lo sguardo sull’anziana donna che fissò il suo negli occhi della ragazza per qualche istante per poi indicarle il fuoco e due pietre. La ragazza annui capendo all’istante cosa doveva fare, le era stato insegnato qualcosa nella scuola babbana: quando non c’erano né fiammiferi né accendini i babbani, tra gli altri metodi per accedere il fuoco, usavano quello di sfregare due pietre particolari che facevano scintille quando sbattute l’una contro l’altra; senza dubbio quelle due erano pietre focaie e Gwenevere, non avendo con sé la bacchetta che insieme agli altri aveva lasciato in aula, le prese in mano, pronta ad accendere il fuoco.
Le ci volle molto tempo prima che riuscisse a far apparire qualche piccola fiamma, perché la cosa più difficile di quel metodo non era fare le scintille con le due pietre, quanto farle cadere sulla paglia secca e farla bruciare.
Quando finalmente la ragazza alzò lo sguardo dal focolare, vide la donna che le porgeva vari mazzetti di rametti, foglie ed erbe dai molteplici odori e fragranze; senza toccarli Gwenevere li guardò e infine scelse dei rametti di lavanda indicandoli con la mano destra, la sciamana ne prese alcuni e con indice e pollice tolse tutti i fiorellini dal ramo, pronta a buttarli nelle fiamme.
Quando finalmente con un elegante gesto buttò tutto nel fuoco, un’alta vampata salì dal focolare, e immediatamente il fuoco cambiò colore, dai caldi giallo e arancione al più freddo violetto. Gwenevere rimase incantata davanti a quello spettacolo che non riuscì a spiegarsi. Dopo qualche secondo del fumo iniziò a salire dalle fiamme che si erano di nuovo abbassate, anche esso era colorato dalle più scure alle più chiare tonalità del viola, che lentamente di allargavano e diffondevano nello stretto spazio del tepee, raggiungendo presto le radici della ragazza che vennero pizzicate dall’intenso profumo della lavanda che si mischiava all’odore di fumo appena percettibile.
Dopo qualche minuto in quello stato, in cui le fiamme continuarono a bruciare e l’odore restò intenso, la sciamana scosse la giovane dallo stato di “spensieratezza” in cui era entrata per porgerle la Pipa della Pace. Gwenevere la prese e aspirò un paio di volte e dopo pochissimo iniziò a sentire il gusto di latte e miele, in modo così realistico che le sembrava di aver appena bevuto un bicchiere intero, mentre quel gusto era dato solo dalla sua immaginazione, o forse da quello che conteneva il fornello della pipa, ma probabilmente anche la magia di quel luogo; ma la ragazza non continuò con quelle sue elucubrazioni per paura di rovinare quel momento così particolare e unico.
Dopo qualche minuto qualcos’altro cambiò ancora nella mente di Gwenevere, sembrava che il fumo che aveva aspirato le stesse dando qualcosa di più che il suo sapore preferito, ma anche una spensieratezza e leggerezza di mente che le sembrava che da un momento all’altro si sarebbe staccata dal pavimento per salire con il fumo che, attraverso un apertura in cima alla tenda, formava una colonna grigiastra nel cielo che saliva sempre più in alto.
Gwenevere aveva iniziato a chiudere gli occhi e quando meno se l’aspettava un suono la circondo completamente e raggiunse le sue orecchie che percepirono subito il lento ma ritmato suono di un tamburo indiano, che faceva vibrare l’aria con una potente intensità.
Il rumore di quel tamburo era iniziato piano e leggero, ma mantenendo lo stesso ritmo era diventato sempre più forte ed incalzante, in un ciclo continuo come quello delle onde che raggiungevano la massima altezza per poi infrangersi e ricominciare, facendo frullare e mischiare i pensieri nella mente della ragazza che si rincorrevano e inseguivano senza sapere quale punto raggiungere.
A un certo punto, proprio quando il suono si era fatto più potente, Gwenevere aprì gli occhi e guardò dritto davanti a sé, nel fumo che saliva dal focolare, e come se l’avesse avuto in testa, fece una domanda con il pensiero.*
“Vedrò i miei genitori?”
*Così il fumo iniziò a muoversi e spostarsi nell’aria come se trascinato da una brezza che si era generata da sola nel tepee, e andò a formare un’immagine che Gwenevere non aveva mai visto: una lunga distesa di sabbia che in lontananza si confondeva con il cielo e non smetteva di muoversi.
Quella desolazione fece capire subito a Gwenevere quello che le l’aspettava, nessuno.
Chiuse gli occhi e si lasciò andare, non sapeva più verso cosa guardare, si era appena persa in quel deserto.
Dopo quelle che le erano sembrate ore Gwenevere riaprì gli occhi, e l’interno della tenda era come l’aveva visto alla sua entrata, l’anziana donna era seduta nello stesso posto e la guardava, con un impercettibile segno della testa la congedò e così la Corvonero lasciò quello strano posto per tornare dai suoi compagni.
Aveva molto a cui pensare.*



POSTATO DA: Juliet_Ewans

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QUARTA PARTE


Un altro colpo di bacchetta e tutto tornò alla normalità. Non ci fu bisogno di richiamare all'attenzione gli studenti perché tutti sembravano assorti nei propri pensieri, persi nei ricordi di quell’esperienza. Al di là di tutto Juliet pensava di essere riuscita nel proprio intento, poiché tutti apparivano in un qualche modo cambiati, segnati da ciò che avevano vissuto.
La Divinazione non era qualcosa di campato per aria, ma veniva da dentro di sè ed era un modo concreto di avvicinarsi sempre più alla propria anima. Era stata una lezione diversa dal solito proprio perché era stata trasversale, aveva attraversato le varie arti mantiche mostrandone le potenzialità, ma in fin dei conti tutto ciò che era stato detto non era nulla di scolastico. Aveva insegnato nozioni ai propri alunni? No. Aveva insegnato loro ad aprirsi al mondo, per abbracciarlo e farne parte.
Sempre in silenzio si sedette su uno dei divanetti che erano ricomparsi insieme all’aula e incrociò le proprie gambe osservando gli studenti in piedi di fronte a lei. Erano un bel gruppo, pieno di elementi dalle grandi potenzialità e Juliet era lieta che avessero partecipato alla lezione. Li osservava e rifletteva su quanto le avevano dato, su quanto le avevano insegnato a loro volta.
Il suono della campanella interruppe qualsiasi tentativo di parlare e l’unica cosa che Juliet disse, con un sorriso, fu un semplice grazie.

[color=orange:873c90ab65]“Prendete la vostra scatolina, oltre alla bacchetta troverete i compiti.
Grazie ragazzi. Grazie.”[/color:873c90ab65]

Si alzò e si diresse come da principio verso la finestra, per godere ancora una volta dello splendido panorama.


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RISULTATI DELLA PARTE PRATICA


Spoiler: Dolce_Luna: 8 punti
Alyssa_Cooper: 8 punti
Geordie_Rogers: 9 punti
Gwenevere_Mckenzie: 9 punti
Leaena_Meadowes: 10 punti + 2 punti bonus
Andrew_Mist: 9 punti
Cassandra_Evens: 10 punti + 2 punti bonus
Ginevra_Evens: 9 punti
Daphne_Harris: 8 punti
Dragonis_Witch: 7 punti
Bellator_Rosier: 10 punti
Seraphine_Arcaden, Julie_Knight, Bianca_Duckling, Lily_Eclipse, Pervinca_Periwinkle: risposta non pervenuta.
Crystal_Absinthe: 10 punti
Tidus_Garoth: risposta non pervenuta.
Shana_Sakai: 10 punti
Dark_Mind: 4 punti

Gli interventi li ho apprezzati moltissimo tutti e ho anche visto che i vostri post erano arricchiti con le storie dei vostri PG, con i loro caratteri e modi di fare. I vostri ricordi, i vostri profumi o sapori preferiti, le vostre domande e quant’altro mi hanno fatto comprendere qualche sfumatura in più su di voi e spero che questa lezione vi abbia anche fatto riscoprire un po’ il vostro personaggio. Vi ringrazio quindi e spero vi sia piaciuto scrivere quanto a me è piaciuto leggervi!
Per qualsiasi chiarimento o lamentela, sono assolutamente disponibile tramite MP! Un bacio a tutti e grazie per aver partecipato a questa parte :)




POSTATO DA: Juliet_Ewans

[size=10:cf91da8be8]SOLUZIONE DEL TEST FINALE


A) Ogni risposta corretta vale 1 punto.
1.VERO: la vista serve per vedere i simboli incisi.
2.FALSO: l’udito non serve in tal caso.
3.VERO: l’olfatto può essere utile nello scegliere la mistura da tè. In base al tipo di tè scelto possono cambiare leggermente le foglie o il colore della bevanda, elementi da analizzare nella predizione. L’olfatto mi può anche dire se la persona che ho davanti ha preso una miscela più o meno concentrata, più o meno dolcificata e quindi può darmi indicazioni su chi mi trovo davanti.
4.FALSO: il gusto non serve in tal caso.
5.VERO: una scrittura più o meno solcata mi può dire molto.

B)Ogni parola trovata vale 1 punto. Ecco quelle scritte da voi:
1. LIBRO, SILENZIO, CONTINUO, CONOSCENZA, CONSAPEVOLEZZA, AMICIZIA, FIDUCIA, ANTICO, RIFLESSIONE, FAMILIARITA’, SENTIMENTO, MATURITA’, SICUREZZA, PAZIENZA
2. CARATTERE, ATTESA, DISTANTE, SENSIBILITA’, CONSAPEVOLEZZA, SILENZIO, FONDERSI, RISVEGLIO, AGIRE, PAZIENZA, RIFLETTERE, STUPIRSI
3. NATURA, MELODIA, ARABESQUE, PAURA, MUSICA, LIBERTA’, URAGANO, CAMBIAMENTO, CONCENTRAZIONE, MUTAMENTO, FANGO, CONOSCENZA, SOLITUDINE, COMPASSIONE

[size=10:cf91da8be8]PUNTEGGIO FINALE DEI PARTECIPANTI

Dolce_Luna: 3+8+8+8=27
Alyssa_Cooper: 3+8+8+7=26
Geordie_Rogers: 3+8+9+7=27
Gwenevere_Mckenzie: 3+8+9+7=27
Leaena_Meadowes: 3+7+12+8=30
Andrew_Mist: 3+7+9+8=27
Cassandra_Evens: 3+7+12+7=29
Ginevra_Evens: 3+7+9+7=26
Daphne_Harris: 3+7+8+7=25
Dragonis_Witch: 3+6+7+7=23
Bellator_Rosier: 3+4+10+6=23
Seraphine_Arcaden, Julie_Knight, Bianca_Duckling, Lily_Eclipse: 3
Pervinca_Periwinkle: 3+6=9
Crystal_Absinthe: 3+9+10+7=29
Tidus_Garoth: 3+9=12
Shana_Sakai: 3+11+10+8=32
Dark_Mind: 4

[size=10:cf91da8be8]PER CASATA

Corvonero: 24+47+48+36+3(Bonus “casata con più partecipanti”)=158
Tassorosso: 15+28+35+30=108
Serpeverde: 6+13+20+13=52
Grifondoro: 12+18+22+21=73