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POSTATO DA: Stefano_Draems

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Role Aperta da Raven_Windsor




POSTATO DA: Carlos_Bullemard

*Ormai l'estate era alle porte e questo voleva dire che la scuola stava per finire. Il piccolo Raven ancora al suo primo e indimenticabile anno, era rammaricato proprio perché doveva lasciare la scuola e i suoi compagni che aveva qui incontrato. Be' d'altronde non erano molti, anzi pochissimi. Quel giorno la noia lo dominava e per questo decise di andare fuori, all'aria aperta, per leggere il libro di Incantesimo che prese dalla Biblioteca di Hogwarts qualche giorno fa. Il piccolo Windsor indossava la sua divisa scolastica composta da una candida camicia bianca, una cravatta che richiama i colori della Casata bronzo-blu, un giacca nera abbinata ai pantaloni e alle scarpe dello stesso colore. Si riparò un po' dal freddo, avvicinando il colletto della camicia intorno alla pelle e con le mani strette intorno al libro, Raven si avvicinò sempre di più alla Riva del Lago. Infatti l'atmosfera all'esterno era fredda: il cielo era caratterizzato dalle nuvole che a loro volta soffiavano un terribile vento. Una volta giunto, decise di ripararsi sotto un'albero: l'unico riparo che gli veniva in mente in quell'occasione! Le foglie dell'albero erano spinte dal vento e cadevano verso il soffice terreno, dopo aver compiuto in aria qualche ghirigoro. Chiuse gli occhi per qualche istante, per poi riaprirli. Infine aprì il libro che si portò dietro e incominciò a leggere le prime pagine. L'argomento tratto dal testo, era molto interessante per il piccolo Corvetto*

Spoiler: Dubhe_Dolohov




POSTATO DA: Dubhe_Dolov

*Camminava silenziosa. Il rumore dei suoi passi era così inudibile che probabilmente neppure un gatto con un udito finissimo avrebbe mai avvertito la sua presenza. Le braccia erano incrociate e il volto impegnato in un'espressione abbastanza arrabbiata e "sulle sue". Ad un tratto si avvicinò ad una finestra. Non pioveva e la cosa la irritò ancora di più tanto che le sue sopracciglia quasi si sfioravano a vicenda e la bocca si storse in una smorfia. Ma almeno non c'era sole. Il che le andava bene. E c'era vento, lo vedeva dalle fronde degli alberi che si muovevano dolcemente, quasi presi da una danza. Decise allora di uscire, di fare una passeggiata che le facesse dimenticare, per quanto assurdo potesse essere "dimenticare", tutti i pensieri che le ronzavano nella testa e non le davano pace. Appena varcò il portone d'ingresso un fresco venticello l'accolse. Dubhe inspirò a pieni polmoni. A breve non avrebbe più goduto di quell'aria fresca e delicata, sostituita da una calda e pesante. Le sue gambe e i suoi piedi la portarono in Riva al Lago Nero, il suo posto preferito. Cominciò a camminare sulla battigia. Il viso della ragazza si rilassò. le accadeva spesso quando era li e riusciva a non pensare a nulla. I lineamenti dolci che da sempre nascondeva in un viso piccato, apparvero. Gli occhi verdi, non più due fessure da cui guardare in modo torvo la gente, si trasformarono in due grandi occhi color grigio-verdi. I capelli neri, lunghi e mossi, danzavano insieme al vento, intrecciandosi a quest'ultimo e regalando a Dubhe, una piacevole sensazione di freschezza e leggerezza. Poi, il suo sguardo venne catturato da un ragazzo seduto sotto un albero, intento a leggere chissà cosa. Per qualche minuto si trovò a scrutarlo cogliendo ogni suo particolare, cercando di rammentare se l'avesse già visto o meno al Castello. No. Non l'aveva mai visto. Da lontano poi, non riuscì a cogliere neppure di che casata fosse. I suoi occhi blu erano concentrati sul libro e non si era accorto di lei. In qualche modo, la incuriosì. Non seppe il motivo ma si avvicinò. Lei era schiva ma lui in qualche modo la incuriosiva e i suoi piedi presi da chissà cosa, si avvicinarono a lui. La sua bocca si incurvò in un sorrisino e i suoi occhi solo in quel momento riuscirono bene a delineare il suo aspetto. Si soffermò qualche istante sullo stemma che aveva sul petto. Ci mise pure qualche secondo a riconoscere l'amata casata in cui era finito. Corvonero.*

Come me...

*Il sorriso divenne più ampio. le labbra rosate si aprirono un po', quel tanto che bastava per dire*

Ciao.

*Non si era neppure resa conto e per un po' rimase sorpresa di se stessa.*

Spoiler: @Raven_Windsor scusa il ritardo...




POSTATO DA: Carlos_Bullemard

*Seduto sotto l'albero preso come soggetto dal vento, Raven Windsor poggiò la schiena lungo il tronco del maestoso albero dietro di lui, a contatto con la legnosa corteccia. Non riusciva nemmeno a credere: una tempesta di vento in quel periodo! Certo, avrebbe scommesso tutte le sue Figurine delle Cioccorane in modo che ci fosse sempre l'inverno, ma questo episodio era alquanto strano. Spostò una gamba accanto a una delle grandi radici che emergevano dal terreno, in modo da averla più vicina a lui, così da poter poggiare sulle ginocchia il libro. Con intervalli irregolari, alzava in alto il volto, distogliendo gli occhi dalla lettura per contemplare il panorama che aveva lì davanti: anche se le acque del Lago Nero erano mosse e all'orizzonte si vedeva poco e niente a causa della sottile nebbia, la possibilità di averlo visto in precedenza con condizioni atmosferiche migliori, permetteva alla sua mente di avvicinarsi sempre di più a quell'aspetto del Lago Nero durante le giornate con un clima mite. Qualche ciuffo di capelli arrivavano lungo la fronte e soffiavano accanto alle orecchie, mentre alcune punte arrivavano fino alle guance, creando una sensazione di solletico.*

"Perché sono qui da solo?"

*La solitudine... Un sentimento che suscitava tutti questi pensieri nella mente del piccolo Raven che essendo ormai giunto alla fine dell'anno, non aveva ancora instaurato ottimi rapporti. Frequentava Hogwarts da circa nove mesi e gli amici che aveva guadagnato o conosciuto, poteva contarli sulle dita di una singola mano. La sua timidezza che esponeva dinanzi ad alcune persone, non gli permetteva molto di relazionarsi con il prossimo, per questo molte volte era costretto a trascorrere giornate intere da solo in Biblioteca o lungo la Riva del Lago Nero, anche se questo non gli dispiaceva molto, anzi lo trovava molto interessante. Infatti per il piccolo Corvetto, i libri erano in grado di parlare e comunicare più di qualsiasi gruppo di persona. Inoltre non si accorse nemmeno dell'arrivo di una ragazza poco più grande di lui. Solo quando si avvicinò a lui e proferì parola, poté guardarla: aveva gli occhi di colore verde con qualche sfumatura di grigio, oltre a dei capelli neri che erano sciolti, liberi di essere agitati insieme al vento. Raven osservò la ragazza per qualche istante in modo da poterla identificare ma nulla, fino ad ora non ebbe l'occasione di incontrarla mai.*

"Cosa vuole? Sarà cattiva? Vuole farmi del male?"

*Pensava nella sua mente, ma di certo non poteva esporsi più di così per non darle una brutta sensazione e l'impressione che Raven avesse paura di lei o chiunque gli si avvicinasse. Per questo decise di ricambiare il saluto, con un ampio sorriso sul volto*

Ciao!

*Disse alzandosi in piedi per non essere troppo scortese. I genitori gli avevano imparato una buona educazione da esporre dinanzi al prossimo. Tese una mano verso la propria spalla e scosse di seguito sulla giacca in modo da far scivolare via tutti i pezzetti di corteccia che si erano depositati. Successivamente portò la mano dinanzi, a una media altezza e la porse alla signorina che aveva davanti.*

Piacere, io sono Raven!

*Solo ora notò lo stemma cucito o ricamato (non sarebbe la stessa cosa?) sul maglione: era quello della Casata di Corvonero! Per fortuna una sua concasata. Questo lo rendeva molto felice, proprio perché in ogni occasione cercava di 'Corvotrionfarsi', mettendo in evidenza la sua appartenenza alla Casa di Corvonero e in ogni occasione non mancava a lodare la loro fondatrice!*


Spoiler: *Narratore*, Pensato, Parlato [È un blu più chiaro]

@Dubhe_Dolohov




POSTATO DA: Dubhe_Dolov

*Dubhe era ancora stranita dal suo essere andata in cerca di qualcuno. Ancora più stranita dal fatto che lui la incuriosiva. Lo vide alzarsi, spolverarsi la giacca e tendere la mano verso di lei.*

Piacere, io sono Raven!

*Allegria, questo era quello che le trasmetteva la sua voce. La ragazza sbatté per qualche istante le palpebre. Poi tese le mano e delicatamente strinse quella del ragazzo.*

Dubhe...

*Si presentò. Un sorriso che da tempo non compariva sul suo volto, le illuminò il viso. Una strana voglia di vivere la accendeva e lei non si spiegava il perché. Forse il fatto che quel ragazzo le ispirava simpatia? Lei di certo non sapeva il perché. Voleva solo stare li, conoscerlo magari. Dopo un po' la ragazza si voltò verso il Lago Nero. Da sempre amava quel posto e quel magnifico paesaggio che sapeva offrirle il Lago.*

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*Le montagne che lo riparavano, il cielo che si specchiava sulla cresta dell'acqua, le increspature che si formavano quando il dolce e fresco vento correva implacabile. Tutto la incantava, tutto ciò che vedeva, che ammirava. anche il profumo dell'acqua non era come al solito inodore. Sapeva di buono. A forza di andare li, la ragazza addirittura, "sapeva" di quel profumo, oramai era parte di lei.*

Anche a te piace il Lago Nero?

*Chiese al ragazzo. Si voltò verso di lui con un dolce sorriso. Quel ragazzo la faceva sentire bene, scacciava tutti i brutti pensieri che le ronzavano nella sua mente, la liberava da ogni peso. Dubhe ancora non se lo spiegava, ma le ispirava fiducia, quella che era da tempo che non trovava in nessuno.*

Spoiler: @Raven_Windsor,




POSTATO DA: Carlos_Bullemard

*Ancora con il libro stretto nella mano sinistra - opposta a quella che aveva porto alla ragazza - Raven era rimasto pietrificato dinanzi a lei. Notò che la ragazza gli strinse subito la mano in modo da ricambiare il loro saluto e successivamente dalle sue labbra uscì qualcosa: il suo nome.*

"Dubhe... Che bel nome"


*Pensò il ragazzino un po' intimidito di trovarsi a una ragazza poco più grande di lui.*

"Oh suvvia, poco lo sciocco e usa il cervello come sempre!"


*Cercava di autoconvincersi di avere qualche possibilità di non fare qualche gaffe o scenate da stupido novellino, ancora al primo anno. Eh già, ricordava ancora il primo giorno che arrivò ad Hogwarts, su quelle imbarcazioni che traballanti sulle acque del Lago Nero, raggiungevano la parte opposta della riva, proprio dove si trovavano i due ragazzi. Le foglie di un colore giallognolo e verde svolazzavano intorno a loro e in ogni direzione, infatti molte volte oscuravano la vista del piccolo Raven che presto agitava la sua manina per scacciarle dal suo campo visivo. Odiava quei momenti imbarazzanti in cui entrambi rimasero in silenzio, aspettando che qualcuno dei due parlasse il prima possibile. Per fortuna Dubhe gli pone una domanda alla quale, Raven esitò un po' nel rispondere. In realtà non ci aveva mai pensato prima d'allora: quali erano i suoi luoghi preferiti del Castello? Be' di certo il Lago Nero, ma non uno dei migliori. Per il suo carattere e il suo comportamento, Raven avrebbe messo al primo posto la Biblioteca di Hogwarts: adorava tutti quei libri e quell'ambiente silenzioso, dove ognuno dei presenti era immerso in un mondo fantastico e differente, raccontato in quelle che apparentemente sembravano delle semplici pagine. Infatti il piccolo Corvetto, sentiva ovunque l'odore delle pagine nuove dei libri.*

Ehm... Il Lago Nero? Oh sì, molto!


*Be', d'altronde non era poi una bugia. Poteva considerarla come una mezza bugia a fin di bene, proprio perché non voleva ferire i sentimenti della ragazzina che sembrava molto interessata a quel luogo per come lo guardasse. Aveva pensato che ormai era il momento di confessarlo e dichiarare, senza troppi giri di parole perché in caso contrario, se ne sarebbe di sicuro accorta.*

Anche la Biblioteca è un ambiente interessante. Non trovi?


*Ecco, ora era caduto di nuovo nel precedente problema imbarazzante. Windsor si guardò un po' intorno, distogliendo lo sguardo dal volto di Dubhe in modo da non metterla in suggestione, per questo si voltò di scatto e l'unica scelta che aveva era l'orizzonte con le montagne che si intravedevano dietro il Lago Nero. Di certo non potevano rimanere a lungo in silenzio, quindi ritenne opportuno porle qualche domanda anche lui.*

Sei al Terzo anno?


*Non era uno dei migliori argomenti su cui puntare: se la ragazza avesse litigi con la sua classe? Pentimenti di crescere o andare indietro di qualche anno? Problemi con il suo andamento scolastico? In questo modo, di certo se l'avrebbe ricordato a causa di Raven che un nanosecondo dopo, si sentì subito in colpa.*

"Non posso essere un veggente da prevedere i suoi problemi"



Spoiler: @Dubhe_Dolohov




POSTATO DA: Dubhe_Dolov

*Raven parve riflettere per qualche istante alla domanda che lei gli aveva rivolto. Poi si decise a parlare.*

Ehm... Il Lago Nero? Oh sì, molto!

*La ragazza si voltò verso di lui quel tanto che bastava per guardarlo negli occhi. Gli occhi, lo specchio dell'anima. Si vedeva che quella non era la "vera" risposta. Lei sorrise lo stesso. Il fatto che non avesse voluto dirle il contrario di quello appena affermato da lei e cioè che a lui non piaceva più di tanto quello spettacolo, la fece passare sopra a quella "mezza verità". Quasi subito il ragazzo si ritrovò ad aggiungere ciò che invece aveva voluto tenere per se quel tanto che bastava per riflettere se fosse il caso o meno di dirlo.*

Anche la Biblioteca è un ambiente interessante. Non trovi?

*Dubhe sorrise ancora una volta. Stranamente con lui si ritrovava a farlo spontaneamente, non per cortesia o altro. Perché lo voleva lei.*

Può essere, ma dipende dai gusti. *Rispose, vaga.* Ad esempio a me piace il profumo di pergamena che c'è ma soprattutto il silenzio...

*Si ritrovò a pensare ad alta voce. In fondo era quello che le piaceva di quel luogo.*

Ma è un posto chiuso. Questo lo penalizza per quanto mi riguarda.

*Aggiunse. Si, a lei piaceva stare "fuori". Amava il vento che l'accarezzava, la pioggia che scivolava su tutto il suo corpo. Per lei era come ossigeno e quando arrivava l'estate era come se i suoi polmoni si ritrovassero vuoti, senza più aria da respirare, aspettando che entrasse ossigeno, il suo ossigeno, le scorresse in tutto il corpo, quasi una linfa vitale.*

Sei al Terzo anno?

*Annuì, appena percettibile. Sorrise ancora una volta. Poi si sedette sotto l'albero dov'era lui.*

Non essere timido, mica ti mangio!

*Esclamò sorridente. Si vedeva la sua paura di sbagliare. La si poteva scorgere nei suoi occhi blu, nel suo sguardo sfuggente. Per lei invece bisognava osare nella vita. Era una cosa che le era impressa dentro, una sua caratteristica.*

Spoiler: @Raven_Windsor,